Palermo 26 ottobre 20266 – Mentre venerdì il Tribunale di Palermo ha fatto evacuare il personale subito dopo la scossa di magnitudo 5,5 delle 12.19, la più forte di uno sciame in corso, i dipendenti della Corte d’Appello sono rimasti nelle stanze in attesa che si formalizzasse l’ordine di evacuazione, arrivato per loro alle 14.23, due ore dopo.
“La vita dei lavoratori non può essere subordinata alla burocrazia – punta il dito la Fp Cgil Palermo – Mentre i dipendenti del Tribunale sono stati prontamente informati della sospensione dell’attività lavorativa per l’intera giornata e autorizzati, in conseguenza, a lasciare gli uffici, gli ‘sfortunati’ colleghi della Corte d’Appello, che con i primi condividono i medesimi locali, sono stati lasciati senza alcuna indicazione, liberi a loro rischio e pericolo di tornare al lavoro e di attendere l’arrivo di una nuova scossa o di lasciare la propria postazione e scendere per strada”.
A Palermo venerdì mattina si evacuavano scuole e uffici pubblici, con l’attivazione delle le procedure d’emergenza. Invece, all’interno dei plessi giudiziari palermitani, si è assistito a un “pericoloso cortocircuito organizzativo”.
“Molti, per lo più spontaneamente, hanno abbandonato le stanze, riversandosi nei corridoi e nei piazzali antistanti gli edifici, in attesa di un intervento coordinato dell’amministrazione – aggiunge la Fp Cgil Palermo – E qui l’assurdo. Dai lavoratori abbiamo appreso che anche i vertici amministrativi erano scesi in piazza Vittorio Emanuele Orlando. Una volta ristabilitasi la calma, si sono allontanati dal Palazzo di Giustizia senza più farvi ritorno, lasciando i dipendenti in attesa di un ordine di evacuazione e sospensione dell’attività lavorativa che, nonostante fosse stato più volte annunciato come imminente, è arrivato oltre due ore dopo”.
“Nessuna comunicazione tempestiva – prosegue la Fp – nessuna pronta assunzione di responsabilità da chi l’emergenza era chiamato a gestirla e invece ha atteso che fosse una carta bollata a certificare il pericolo e disporre la messa in sicurezza dei lavoratori. È inaccettabile che nel corso di una situazione emergenziale siano i lavoratori a dover decidere se è sicuro tornare alle proprie attività o se, al contrario, è preferibile allontanarsi dagli edifici presso cui si presta servizio. Il tutto in un contesto di edilizia giudiziaria che ha troppe volte registrato episodi di scarsa manutenzione e insicurezza, sfociati in crolli, incendi e danni capaci di trasformare una giornata di lavoro in una strage”.
Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.



Commenta con Facebook