Dopo il grande successo riscosso dieci anni fa al Teatro Greco di Siracusa, torna in scena con un nuovo allestimento “Le Supplici” di Eschilo, nella messa in scena firmata da Moni Ovadia e Mario Incudine. Lo spettacolo sarà presentato in prima nazionale il 24 luglio 2026 alle ore 20.30 al Teatro Antico di Tindari, nell’ambito del Tindari Festival, organizzato dal Comune di Patti e vedrà in scena insieme a tanti artisti la Libera Compagnia del Teatro per Sognare dei detenuti attori della Casa Circondariale di Messina e Barcellona P.G.
Un progetto rinnovato e arricchito che riporta al centro il rapporto tra teatro, musica e tradizione, attraverso una rilettura capace di intrecciare la forza della tragedia greca con linguaggi contemporanei e suggestioni provenienti dalle culture del Mediterraneo. Una nuova tappa per uno spettacolo che, nella precedente versione, aveva attirato anche l’attenzione del grande regista e studioso americano Oliver Taplin, che aveva riconosciuto nell’allestimento di Ovadia e Incudine la capacità di restituire l’essenza della tragedia eschilea.
Questa nuova versione trasforma la tragedia di Eschilo in un’opera popolare di grande impatto scenico e culturale. L’adattamento interamente in siciliano, con innesti di greco moderno e arabo, scritta in ottava rima e completamente cantata è firmata da Kaballà. “Le Supplici” diventa un viaggio nelle radici comuni del Mediterraneo, tra memoria antica e riflessione sul presente.
Sul palco un cast di grande prestigio: oltre a Moni Ovadia nel ruolo di Pelasgo e Mario Incudine nel ruolo di narratore, ci saranno: Federica Luna Vincenti interpreta la Prima Corifea, Giovanni Calcagno dà voce all’Araldo degli Egizi, mentre Paride Benassai veste i panni di Danao e le coreute Anita Vitale e Alessandra Salamida, protagonista di una performance che unisce recitazione, canto e movimento scenico. Le Danaidi, figure simbolo di resistenza e determinazione, saranno interpretate da dieci cantanti e danzatrici : Valentina Corrao, Maddalena Serratore, Zoe Laudani, Elisa Zucchetti, Valentina Elia, Alice Canzonieri, Federica Gurrieri e i musicisti dal vivo: Antonio Vasta, Pino Ricosta e Manfredi Tumminello.
Insieme agli interpreti professionisti, i cantori e il coro saranno i detenuti attori della Libera Compagnia del Teatro per Sognare della Casa Circondariale di Messina e della Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto composta da permessati e persone in regime di semilibertà e affidamento. In scena anche la Compagnia delle Signore di Patti importante presenza del territorio e la compagnia Liberi di Essere Liberi delle studentesse dell’Università di Messina. Il progetto di teatro in carcere “Fil Rouge”, ideato da Daniela Ursino è realizzato con il sostegno di Enel Cuore l’Ente Filantropico del Gruppo Enel e anche della Curia di Messina e dell’Università di Messina.
«I nostri ragazzi sono pronti ed orgogliosi di andare in scena diretti da Moni Ovadia e Mario Incudine. È stato un anno molto intenso per 4 gruppi di lavoro, dentro gli istituti penitenziari di Messina e di Barcellona P. G. e due sedi private esterne. – racconta Daniela Ursino, anche coordinatrice e direttrice artistica della Libera Compagnia. – Si cresce insieme tra molteplici difficoltà. Si è creata una famiglia in continua evoluzione tesa ad aiutare l’altro attraverso un lavoro rivolto al singolo, all’individuo affinché il singolo possa sentirsi parte di un gruppo che lavora a protezione di ognuno per tracciare, con attenzione, una strada di reinserimento nella società. Per raggiungere e consolidare questi obiettivi, cerco di creare ogni giorno una rete di istituzioni e associazioni ma occorrono anche leggi e interventi importanti da parte del legislatore, e grazie al sostegno di Enel Cuore Ente Filantropico abbiamo avviato anche dei tirocini lavorativi.»
Le musiche originali, composte da Mario Incudine, sono un percorso sonoro che attraversa Grecia, Maghreb e Sicilia, intrecciando tradizione e sperimentazione. La regia di Ovadia e Incudine costruisce una partitura di voci, corpi e lingue diverse, dando vita a uno spettacolo capace di restituire la complessità e l’attualità del testo antico.
«Le Supplici – racconta Moni Ovadia – fu uno spettacolo intenso e molto apprezzato dalla critica. Aver ricevuto parole di encomio da parte del regista e studioso americano Oliver Taplin è stato uno dei doni più belli ricevuti nella mia vita. Lo spettacolo mi fu in caricato da Pagliaro per Inda ed è stato letteralmente scritto a quattro mani. Senza Mario non ci sarebbero state. Feci questa scelta perché considero Mario un grande artista e questa visione fu molto fertile. Oggi la riprendiamo con una compagnia ridotta ma sono grato a tutte le attrici e attori in scena perché sono meravigliosi. Lavorare poi con chi ha conosciuto la pena credo sia un valore aggiunto. Ho fatto nella mia vita diverse esperienze nelle carceri e credo che sia una esperienza che ogni cittadino italiano dovrebbe fare così smetterebbe di farneticare su repressioni improprie».
«Sono molto felice che, per il quinto anno consecutivo, portiamo in scena uno spettacolo insieme alla Libera Compagnia del Teatro per Sognare, formata dai detenuti-attori delle Case circondariali di Messina e Barcellona Pozzo di Gotto – racconta Mario Incudine-. Quest’anno alziamo ulteriormente il livello, perché i nostri ragazzi hanno l’opportunità di confrontarsi con una compagnia di altissimo profilo all’interno di uno spettacolo che, dieci anni fa, riscosse un successo straordinario e che oggi torna in un nuovo riallestimento. I detenuti saranno come tanti piccoli Eschilo e daranno vita a un grande tableaux vivant, insieme a noi, alla compagnia e alle Signore di Patti, che ormai rappresentano una realtà consolidata di questo percorso. Ogni anno si rinnova questa magia e sono grato che uno spettacolo come Le Supplici racchiuda alcuni dei valori fondamentali che dovrebbero guidare ogni essere umano: l’accoglienza, la democrazia e la libertà. A questi aggiungerei anche la pace. Le Supplici è una tragedia di un’attualità sconvolgente e poterla condividere con questo teatro di comunità rappresenta per noi un grande privilegio.»
A completare la visione scenica i costumi di Elisa Savi, che restituiscono l’atmosfera del tempo mitico dell’opera, contribuendo alla forza evocativa del racconto. Gli abiti di scena utilizzati dalla Libera Compagnia del Teatro per Sognare provengono dal patrimonio della Fondazione INDA, che ha messo a disposizione i costumi per questa nuova produzione. Il disegno luci è firmato da Paolo Benvenuto, le musiche originali da Mario Incudine e Antonio Vasta, le coreografie da Dario La Ferla e per la Libera Compagnia il movimento scenico da Mariangela Bonanno e Alice Rella, il trucco da Giovanna Gaudenti. Direttore di scena e responsabile attrezzerie è Paolo Campisi, assistente alla regia Marnie Flandina.
“Le Supplici” è prodotto da ASC Production, D’aRteventi, INDA, Parco Archeologico di Siracusa e Tindari Festival. Il progetto di teatro in carcere “Fil Rouge” vede il coordinamento e la direzione artistica di Daniela Ursino, con i laboratori condotti da Gabriella Cacia nella Casa Circondariale di Messina e Viviana Isgrò nella Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, la preparazione vocale dei detenuti attori è affidata a Antony Foti, la logistica costumi ad Adriana Malignaggi, per la sala Alessia Lombardo entrambe di Liberi di Essere Liberi.
Un appuntamento che unisce il valore universale del teatro classico alla forza sociale dell’arte, trasformando il palcoscenico di Tindari in un luogo di incontro, dialogo e reinserimento, dove il mito antico incontra le storie e le voci del presente.
Il progetto di teatro in carcere è realizzato con il supporto di: DAP, il PRAP, le direzioni e gli uffici degli istituti penitenziari di Messina e Barcellona Pozzo di Gotto, la Polizia Penitenziaria, il Tribunale di Sorveglianza e il UEPE e i patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Ministero della Giustizia.
Luogo: teatro greco, PATTI, MESSINA, SICILIA


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