Colori e parole. Il racconto di due generazioni di artisti sull’asse Comiso – Torino: la figlia, Maria Concetta Distefano immigrata dalla Sicilia a Torino nel 1984. Il padre Gioacchino Distefano, pittore di Comiso (Rg), raccontato dalla figlia, attraverso parole e immagini.
L’evento siculo – piemontese è in programma giovedì 23 aprile, dalle 18 alle 20, presso Aura Studio, via San Rocchetto, 2, interno 2, a Torino.
Maria Concetta Distefano, scrittrice e illustratrice di libri, racconterà il padre e la sua arte, la sua storia di uomo che aveva studiato a Roma e Firenze, ma aveva scelto di tornare a vivere nella sua città natale lì lavorando come docente di materie artistiche e segnalandosi come uno degli artisti più interessanti nel panorama siciliano del Novecento.
Nel corso della manifestazione saranno esposte alcune opere di Gioacchino Distefano.
L’evento – organizzato in occasione del centenario della nascita di Gioacchino Distefano – fa parte della rassegna “Otros planetas: el mundo en tu casa” Progetto promosso da “Archivio DiMAUrO Aps” ed è inserito in “Torino che legge …” , manifestazione organizzata dal Forum del libro, dalla Città di Torino con le sue Biblioteche civiche, dal Salone Internazionale del Libro di Torino e dalle circoscrizioni cittadine, in occasione della “Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore” che si celebra proprio il 23 aprile.
Gioacchino Distefano: biografia
Nato il 26 Maggio 1926 a Comiso, città dei segantini, dove visse, con atelier d’arte in Via Amedeo. 6, fino alla morte, avvenuta, dopo un periodo di profonde crisi depressive, il 18 Marzo 2002, all’età di quasi 76 anni.
Studiò al Liceo Artistico di Palermo, alunno di Delitala, Amorelli e Morici; fu amico di Salvatore Fiume, Gesualdo Bufalino e Nunzio Gulino; animò, negli anni che vanno dal 1950 al 1970, il Circolo Artistico, con Biagio Brancato e Peppino Micieli, e organizzò La Biennale d’arte, Premio Città di Comiso.
Mostre personali degne di menzione furono tenute a Ragusa nel 1969 e a Palermo nel 1972. Ulteriori Collettive degne di nota: Arte Figurative (GNAM, Roma, ’62), La Parete (Milano, ’62), Salone Mostre BdS (Palermo, ’63), Palazzo delle Esposizioni (Roma, ‘63), Camera di Commercio (Palermo, ’64), Cooperazione Mediterranea ( Palermo, ’64), CADAIM (Palermo, ’66 ), De Saisset Art Gallery (California, ’66), Town Country Village (San Jose, California, ’67), Ponte Due (RG, ‘69, ’70), Galleria Erikson (California, ’71), II Gabbiano (RG, ’71, ’73, ’80 ), Margutta (SR, ’71), Acino d’oro (Pachino, ’73 ), CEPAC (Prato, ‘79 ), Centro Servizi Culturali (Comiso, ’77,’ 80, ’81, ’85, ‘90), Ass. ne Culturale B. Brecht ( ‘90), Wiesbaden (Germania) ‘92, Jesi (An) ’92, Tokyo ’93, Vicenza ’93, Bagno di Romagna (Fc), ’93, Milano ’93, Venezia ’95.
Scrisse di lui Gesualdo Bufalino: “Favole della genesi verrebbe voglia di denominare, riprendendo un titolo illustre, le opere di Distefano, tanto e stregata l’atmosfera che circola nelle sue albe da cosmogonia; così candide e indecifrabili, al confine fra il minerale e l’animale, le presenze che vi si accampano, inanellandosi come bolle di materia espresse dal nulla ad opera di un invisibile Dio… Cosi ogni quadro nell’atto in cui s’allinea sui placidi muri bianchi di calce e vi porta il dolcissimo scompiglio della sua luce, sembra obbedire a un ricorrente disegno concettuale ed espressivo, racconta la medesima storia con una insistenza che potrebbe apparire pleonastica, se non si scoprisse ogni volta che al modulo noto s’è aggiunta una minuzia inedita, una più ricca variante di taglio e di colore. Chi vorrebbe negate, del resto, al nostro amico il diritto di esplorare in ogni piega e in ogni anfratto la nuovissima isola che ha scoperto, prima di salpare per una ulteriore avventura? “.
Secondo Guccione: “… i guizzi di nero opaco articolati con grande gusto nello spazio bianco del foglio, tralasciano chiaramente ogni preoccupazione espressiva e ogni contaminazione con il reale. Tale schiettezza mi parve già allora la qualità distintiva del fare di Distefano, con la sua attenzione appassionata nel perseguire la materia, ordinandola senza forzatura, costruendo ritmi di delicata ed autentica musicalità in un tessuto di civilissima tradizione…”.
Distefano è stato considerato uno degli artisti comisani più rappresentativi del Novecento pittorico ragusano.
Maria Concetta Distefano: biografia
Maria Concetta Distefano è nata a Ragusa, ha frequentato il liceo classico a Comiso (Rg), si è laureata in Lingue e Letterature Straniere a Pisa, vive a Torino.
Durante l’adolescenza ha avuto la fortuna di frequentare un amico di famiglia eccezionale, lo scrittore Gesualdo Bufalino. Dalle conversazioni con lui, in un clima molto rilassato, hanno preso forma la passione per la lettura e per la scrittura.
Dal padre ha ereditato l’amore per l’arte, per la musica e per la vita.
Ex insegnante di Inglese e già traduttrice di gialli Mondadori e di romanzi rosa, collabora occasionalmente con la Casa Editrice Edisco per la produzione di Easy readers (adattamenti di classici della letteratura angloamericana) e con la rivista online “Atlante delle Residenze Creative”.
Da oltre trent’anni scrive per la rivista “Intimità” (narrativa), a volte anche per “Confidenze”. Molti suoi racconti sono inseriti in prestigiose antologie letterarie edite, fra l’altro, da Mondadori, Sperling & Kupfer, Baldini e Castoldi, Le Mezzelane, Edizioni della Sera, Edizioni SEB27.
Durante gli anni di insegnamento ha sempre spronato i suoi allievi a cimentarsi con la scrittura creativa ed è stata referente del “Concorso Nazionale Lingua Madre” nell’istituto tecnico in cui ha insegnato per oltre venti anni a Torino.
I temi che predilige sono quelli legati all’universo femminile declinato in varie forme e non disdegna la scrittura umoristica e i divertissement. In quest’ultimo senso vanno per esempio “letti” i suoi tre racconti inseriti nell’antologia “#Drabble: 60 racconti in 100 parole”.
Ha all’attivo quattro romanzi: “Le amiche del ventaglio” (2017), “La vita in piazza” (2019) e “Telefona, qualche volta…” (2023) per Edizioni Hogwords. “Questo non è un libro sul Covid” con Doriana Bruni e Caterina Pagliasso (Le Mezzelane, 2021).
In pensione anticipata da qualche anno ama molto leggere, viaggiare, suonare il pianoforte, disegnare e dipingere, occuparsi dei nipotini.
Di fondamentale importanza sono per lei l’amicizia e la convivialità che rendono possibili progettazioni comuni, scambi di opinioni e di aiuto nei momenti di bisogno.
Luogo: Aura Studio, via San Rocchetto , 2, TORINO, TORINO, PIEMONTE




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