“Un piano di risanamento certificato 18 mesi fa, l’ottimistica ed improbabile previsione sui tempi di acquisizione di nuovi pullman che, com’era facilmente prevedibile, non poteva essere rispettata, il consequenziale costo del noleggio a caldo, da capogiri, quasi 7 milioni di euro in un anno, la necessità di prorogare i contratti di lavoro del personale in somministrazione per far fronte alle esigenze di servizio, a maggior ragione con l’avvio dell’anno scolastico, il bisogno ormai concreto di modificare il piano di risanamento ed aggiornare il contributo kilometrico nel rispetto delle direttive dell’ART, l’Autorità di regolazione dei trasporti”. Così i Segretari Generali Regionali di Filt Cgil Alessandro Grasso, Fit Cisl Dionisio Giordano e Uiltrasporti Katia Di Cristina che, nel corso dell’incontro di oggi che si è svolto anche alla presenza del Capo di gabinetto dell’assessorato, Gianni Silvia, hanno ottenuto l’impegno dall’Assessore Regionale all’Economia Alessandro Dagnino di valutare le modifiche al piano di risanamento, in considerazione di fragilità emerse nel corso di quest’ultimo anno, alcune direttamente dipendenti dall’inerzia della governance societaria. Governance societaria, aggiungono i tre segretari, “risultata spesso litigiosa al suo interno, non rispettosa del ruolo delle parti sociali e dell’impegno dei lavoratori ed in forte ritardo sulla presentazione del nuovo piano di risanamento”. E ancora i tre sindacalisti, “come era stato già condiviso nel corso dell’incontro sindacale tenutosi nel mese di maggio l’assessore Dagnino si è reso ancora volta disponibile a valutare le modifiche che la Società Ast avrebbe dovuto apportare al piano di risanamento, in considerazione di costi non previsti, a partire da quelli per il nolo a caldo. A distanza di più di tre mesi da quell’impegno assunto, nulla di nuovo abbiamo registrato, la Società non ha ancora prodotto quanto richiesto, ovviamente è facile immaginare che la chiusura del bilancio 2025 sia in forte passivo”. Insistono i tre segretari: “fermi al palo quindi i temi legati alla riorganizzazione interna, in primis la nomina di un direttore generale, al riconoscimento delle mansioni superiori effettivamente svolte da anni da decine di lavoratori, alla contrattazione di secondo livello, CQC (certificato di qualità del conducente), welfare e ferie che, stanno danno luogo ad un copioso contenzioso legale”. I tre sindacati concludono: “si sta mettendo a serio rischio la continuità aziendale, la nostra disponibilità al confronto costruttivo è stata vanificata proprio dall’assenza di confronto e di corrette e formali relazioni industriali, comunicazioni ed informative: se la governance societaria continuerà nelle prossime ore a perpetuare questa situazione di pericoloso stallo proclameremo lo stato di agitazione dei lavoratori, presidiando la sede societaria e la sede della Presidenza della Regione”.

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