Nino Pensabene è stato rieletto ieri a Palermo segretario generale della Uila Pesca in Sicilia. E dal congresso dell’organizzazione di settore ha denunciato il paradosso di politiche che penalizzano, ormai da troppo tempo, le Marinerie nell’Isola: “La riduzione della flotta peschereccia in Sicilia è un fenomeno strutturale che dura da oltre un ventennio, guidato principalmente dalle politiche di demolizione incentivate dall’Unione Europea per ridurre lo sforzo di pesca e garantire la sostenibilità degli stock ittici. 


Tuttavia, ed è questa la cosa che fa più rabbia, a fronte del sacrificio di centinaia di famiglie storiche di pescatori che hanno abbandonato il settore, con la conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro, non vi è un pesce in più rispetto a 20 anni fa. Anzi, da anni nelle reti dei pescatori vediamo sempre meno pescato”. “A fronte della riduzione del pescato locale – ha proseguito l’esponente sindacale – la Sicilia è costretta a importare circa il 73 per cento del pesce consumato. 

Mentre i pescherecci siciliani restano in porto per il fermo biologico o per limiti normativi, i mercati vengono invasi da prodotto estero che è spesso, a dir poco, meno controllato sia dal punto di vista qualitativo ma anche del rispetto dei contratti e delle condizioni dei lavoratori del mare”.


 Il congresso ha votato per la conferma di Nino Pensabene e della Segreteria regionale, composta da Nino Marino e Tommaso Macaddino. Al tavolo di presidenza la segretaria generale nazionale della Uila Pesca, Maria Laurenza, insieme con i segretari generali di Uil e Uila Sicilia, Luisella Lionti e Nino Marino. 

Per Maria Laurenza, “si parla tanto di pesca ma non dei protagonisti di questo settore, che sono i lavoratori del mare: l’Europa si accorga di quanto le politiche comunitarie stiano penalizzando attrattività, ricambio generazionale e quindi futuro di una risorsa storica dell’economia e, ancor più, dell’identità nazionale”. La segretaria generale della Uila Pesca ha aggiunto: “Affrontiamo una crisi strutturale, aggravata pure dalla concorrenza sleale di quei produttori stranieri che operano nello stesso comparto ma con regole molto diverse dalle nostre. Chiediamo tutele legislative, serve però anche creatività per evitare di restare schiacciati dalla concorrenza su un mercato che già oggi è fatto all’80 per cento da importazioni”.


Infine, Luisella Lionti: “La Uila Pesca rappresenta un presidio fondamentale. Le lavoratrici e i lavoratori della pesca vivono oggi una stagione complessa, segnata da transizioni ambientali, da norme che cambiano e da difficoltà legate alla sostenibilità del reddito. Per questo è necessario continuare a rafforzare la rappresentanza dei pescatori e di tutte le professionalità del comparto”.

Nel corso del congresso è intervenuto, fra gli altri, il vicepresidente della Commissione europarlamentare per la Pesca, Giuseppe Milazzo.

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