Strade impraticabili, illuminazione pubblica carente, presenza costante di cani randagi e criticità nell’approvvigionamento di acqua potabile. È questo il quadro allarmante della zona industriale di Catania denunciato da Azione Catania e dal suo segretario cittadino, Marco Magnano San Lio, che chiedono interventi urgenti e una pianificazione strutturale per restituire sicurezza e dignità a una delle aree produttive più importanti della Sicilia orientale.
Strade dissestate e pericolose
Le condizioni del manto stradale risultano gravemente compromesse. Le arterie che conducono agli stabilimenti produttivi appaiono in diversi tratti totalmente impraticabili e pericolose.
Le carreggiate presentano dissesti profondi ed estesi, con buche che, soprattutto in caso di pioggia, diventano vere e proprie trappole. L’assenza di illuminazione pubblica aggrava ulteriormente la situazione, rendendo le insidie non percepibili e aumentando il rischio di incidenti.
Si registrano danni continui ai veicoli di dipendenti e mezzi pesanti – tra cui rotture di pneumatici, sospensioni e cerchi – con lavoratori costretti a muoversi in aree buie e insicure.
Azione Catania sottolinea come sia inaccettabile che un’area strategica per l’economia del territorio versi in tali condizioni, evidenziando la necessità di interventi immediati per garantire la sicurezza della viabilità.
Cani randagi e rischio per lavoratori e imprese
A rendere ancora più complesso il quadro è la presenza stabile di branchi di cani randagi nella zona industriale. In alcune vie e nelle aree limitrofe staziona abitualmente un gruppo di cani di taglia medio- grande.
Secondo quanto segnalato dalle aziende, gli animali mostrerebbero comportamenti aggressivi verso i passanti, sostando davanti agli ingressi degli stabilimenti e creando intralcio alla circolazione stradale. Una situazione che genera un oggettivo stato di insicurezza per lavoratori e operatori dell’area industriale.
Per Azione Catania, la gestione del randagismo non può essere lasciata all’emergenza, ma deve rientrare in un piano strutturato di controllo e tutela della pubblica incolumità.
Emergenza acqua potabile e infrastrutture obsolete
Altro nodo cruciale è quello dell’approvvigionamento idrico. Diverse aziende hanno segnalato cali di pressione, interruzioni temporanee e difficoltà nell’erogazione regolare dell’acqua potabile.
In alcuni casi, le imprese sono costrette a ricorrere ad autobotti o a sistemi di accumulo per garantire la continuità delle attività produttive e il rispetto delle norme igienico-sanitarie. Una situazione che incide direttamente su costi, competitività e organizzazione del lavoro.
Le criticità riguardano soprattutto la continuità del servizio e la stabilità della pressione. Tra le cause vengono evidenziate infrastrutture datate, tubazioni obsolete e perdite significative lungo la rete, che richiedono interventi strutturali e una pianificazione pluriennale.
La posizione di Azione Catania
Azione Catania parla di una situazione non più tollerabile per un’area che rappresenta un motore occupazionale e produttivo fondamentale per il territorio. Per il segretario cittadino Marco Magnano
San Lio, la presenza simultanea di strade dissestate, buio, randagismo diffuso e carenza di un servizio essenziale come l’acqua potabile è il segno di una grave mancanza di programmazione e attenzione verso la zona industriale.
Il movimento chiede:
• il ripristino immediato del manto stradale e della pubblica illuminazione;
• un piano straordinario per garantire continuità e stabilità nell’erogazione dell’acqua potabile;
• interventi urgenti e coordinati per la gestione del randagismo;
• un monitoraggio costante dell’area per prevenire ulteriori criticità.
“Non si può parlare di sviluppo, attrattività e investimenti se non si garantiscono prima le condizioni minime di sicurezza, servizi essenziali e infrastrutture adeguate”, conclude Azione Catania.
Per il partito, trasformare l’attuale emergenza in un’occasione di modernizzazione infrastrutturale è oggi una priorità non più rinviabile, a tutela delle imprese, dei lavoratori e dell’intero sistema economico catanese.
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