Il recente incendio che tra il 24 e il 25 luglio ha devastato vaste porzioni della Riser­va Naturale Orientata della Sughereta di Niscemi ha acceso un dibattito urgente sul futuro di un patrimonio ambientale fragile e unico. In risposta a questa catastrofe, il Collettivo 7.20 ha promosso una petizione pubblicata su Change.org, accompagnata da una lettera aperta indirizzata al sindaco Massimiliano Conti e all’intero Consiglio comunale. L’obiettivo è trasformare un sentimento di impotenza in un piano concreto di rinascita della sughereta e della memoria collettiva locale. La riserva, famosa per ospitare la secolare “Grande Quercia”, considerata una delle quercete più rilevanti d’Italia, che rimane ancora viva, è visibilmente provata dall’incendio. 

Gli attivisti richiamano la politica locale a un impegno immediato: nella lettera si parla di un patto transgenerazionale, che non si limiti alla delega alle istituzioni o all’attesa di risarcimenti, ma che lavori con coraggio e responsabilità per prevenire futuri incendi e tutelare le ricchezze naturali della zona. Tra le proposte avanzate dal Collettivo si annovera un piano integrato di prevenzione e gestione degli incendi che copra tutto il comprensorio di Niscemi, coinvolgendo ambiti comunali, provinciali e regionali, accompagnato da una richiesta di potenziare anche le operazioni di spegnimento dal terreno. Si sollecita inoltre la mappatura e la bonifica delle discariche abusive, ritenute potenziali focolai, e il sostegno alle reti di cittadinanza attiva e volontariato, sin da maggio, per presidiare il territorio in modo preventivo 

Accanto alla prevenzione, la petizione chiede di mettere in campo misure di tutela ambientale più strutturate. Tra queste, l’applicazione concreta della legge “Un albero per ogni nato” (legge n.113/1992), l’attivazione del programma Natura 2000, l’istituzione di un vivaio comunale per la riforestazione e la gestione partecipata delle aree verdi demaniali. Inoltre, si propone la costituzione di un conto corrente dedicato alle donazioni vincolate a interventi specifici, allo scopo di garantire trasparenza e responsabilità nella destinazione dei fondi 

La mobilitazione sta trovando un’eco crescente: sono già più di seicento le firme raccolte, segno che tra i cittadini c’è voglia di non arrendersi, e di vedere questo territorio ritornare a essere un simbolo di bellezza e resilienza.  

L’iniziativa del Collettivo 7.20 è un invito a riflettere sul valore profondo di quei boschi e di ciò che rappresentano per Niscemi: storia, natura, rifugio e memoria. È una richiesta alla politica di di mettere in moto una rigenerazione responsabile, condivisa e duratura della Sughereta.