“Non occorrerà intaccare le somme destinate al Ponte sullo Stretto, per il semplice motivo che siamo in grado di risolvere questa emergenza con risorse nostre. Anche con quelle, ad esempio, dei fondi di sviluppo e coesione che potremo stornare da interventi che non sarà più possibile realizzare nei tempi previsti. È fisiologico che accada, quindi sposteremo le coperture finanziarie sull’emergenza in atto ed eviteremo anche eventuali disimpegni”. E’ quello che ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, al Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini in occasione del sopralluogo a Furci Siculo, nel Messinese, condotto proprio  con il vicepremier e ministro delle Infrastrutture sul lungomare della località ionica, pesantemente danneggiato dalle forti mareggiate causate dal ciclone Harry. Presenti anche il prefetto di Messina Cosima Di Stani, l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino, il sindaco metropolitano di Messina Federico Basile, il sindaco di Furci Siculo Matteo Francilia, il dirigente generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina, alcuni parlamentari e altri primi cittadini del territorio interessato dal maltempo delle scorsa settimana.

Una scelta precisa

Non si tratta solo di una precisa scelta politica ma anche di un fatto pratico. Definanziare il Ponte per spostare le risorse sull’emergenza sarebbe anche una procedura molto più lunga rispetto all’uso di risorse diverse “Stiamo facendo di tutto – ha aggiunto Schifani – per erogare i primi contributi con procedure semplici. Abbiamo già stanziato 90 milioni per far fronte alle prime emergenze, 23 dei quali come plafond al bando per ristori e attività commerciali sulle coste colpite dalle violente mareggiate, abbiamo esentato i titolari di concessioni demaniali marittime dal pagamento del canone e destinato fondi in aiuto ai settori danneggiati dell’agricoltura e della pesca. Ho istituito una cabina di regia con tutti i dirigenti responsabili coinvolti – ha concluso il presidente della Regione – per semplificare al massimo gli iter burocratici. Oltre al doveroso reperimento dei fondi, la scommessa è la massima velocizzazione”.