Poteva essere una scalata indimenticabile. Invece, si è trasformata in una tragedia.
Kerstin Gurtner, 33 anni, è morta congelata a pochi metri dalla vetta del Grossglockner, la montagna più alta dell’Austria.

A causare la tragedia, secondo gli inquirenti, sarebbe stata una serie di scelte sbagliate e la presunta negligenza del compagno, Thomas Plamberger, alpinista esperto e suo partner nella vita.

Era la notte del 19 gennaio 2024. Le temperature erano scese a -20°C e i due si trovavano a soli 50 metri dalla cima, a quota 3.700 metri. Secondo l’accusa, Thomas avrebbe abbandonato Kerstin al gelo, mentre lei era stremata, ipotermica e disorientata.

A distanza di quasi un anno, la procura di Innsbruck ha formalizzato l’accusa: omicidio colposo per negligenza grave. Il processo inizierà a febbraio 2025.

La tragedia del Grossglockner

Il Grossglockner, con i suoi 3.798 metri, è una delle mete più ambite dagli alpinisti dell’Europa centrale. Ma può trasformarsi in un inferno in pochi minuti. Nella sera del 18 gennaio, una webcam installata lungo il percorso ha immortalato due luci di torcia che salivano lentamente verso la vetta (le immagini sono state pubblicate sul Daily Mail). Poi, dopo alcune ore, una sola luce ha cominciato a ridiscendere. Quella di Thomas.

Kerstin è rimasta lassù, senza riparo, senza aiuto, mentre il vento superava i 70 km/h. I soccorsi non hanno potuto raggiungerla fino al mattino successivo, quando ormai era troppo tardi.

Chi era Kerstin Gurtner

Originaria della Stiria, Kerstin si descriveva sui social come una “figlia dell’inverno” e “persona di montagna”. Il suo profilo è pieno di foto con Thomas: sorrisi sulle cime, escursioni, albe gelide. Ma secondo i magistrati, non aveva esperienza sufficiente per un’ascesa notturna in quelle condizioni estreme. Gli investigatori hanno analizzato a fondo le chat, le foto, gli orologi sportivi e i dispositivi GPS dei due alpinisti. E hanno ricostruito una dinamica preoccupante: partenza in ritardo, attrezzatura inadeguata, nessuna richiesta di aiuto.

Equipaggiamento inadeguato e mancanza di soccorsi

Secondo la procura, Kerstin indossava scarponi da snowboard, non adatti a una scalata tecnica invernale. Mancavano anche sacchi da bivacco, coperte termiche e altri strumenti d’emergenza. Nonostante ciò, Thomas avrebbe proseguito nella salita, e poi deciso di tornare indietro lasciandola sola, nel cuore della notte.

Una scelta fatale, secondo l’accusa. Intorno alle 2 del mattino, Plamberger avrebbe lasciato la compagna “senza protezione, esausta e in stato di ipotermia” appena sotto la croce di vetta. Le immagini delle webcam mostrano chiaramente che da quel momento Kerstin non si è più mossa.

Perché non è stato chiamato il soccorso alpino?

Uno dei punti chiave dell’accusa è la mancanza di una chiamata d’emergenza. I due sarebbero rimasti bloccati intorno alle 20:50, ma Plamberger non ha allertato i soccorsi, nemmeno quando un elicottero della polizia ha sorvolato la zona alle 22:50. Ha risposto alle chiamate della polizia alpina solo alle 00:35, ma non ha più richiamato dopo quella conversazione. Aveva messo il cellulare in modalità silenziosa.

Il soccorso ufficiale è stato attivato solo alle 3:30 del mattino, quando Thomas ha contattato i servizi d’emergenza. A quel punto, era già troppo tardi. Il vento impediva l’intervento dell’elicottero e i soccorritori hanno raggiunto il corpo di Kerstin solo alle 10:00, già senza vita.

La difesa: “È stato un tragico incidente”

Thomas Plamberger, 39 anni, respingerebbe ogni accusa. Attraverso il suo avvocato, Kurt Jelinek, ha dichiarato che si è trattato di un “tragico e fatale incidente”. Secondo la sua versione, sarebbe sceso solo per cercare aiuto e non avrebbe mai abbandonato volontariamente la compagna.

Ma la procura sostiene che Thomas, in quanto guida esperta e pianificatore del tour, aveva la responsabilità morale e tecnica della spedizione. Kerstin, invece, non aveva mai affrontato un’escursione alpina ad alta quota di tale difficoltà.

Il processo e le possibili conseguenze

Il procedimento a carico di Plamberger inizierà a febbraio 2025 a Innsbruck. Se riconosciuto colpevole di omicidio colposo per grave negligenza, rischia una pena fino a tre anni di reclusione. Intanto, l’opinione pubblica austriaca è divisa tra chi parla di tragedia inevitabile e chi invece condanna la scelta di lasciare sola una persona in evidente difficoltà.

Lo sapevi che…?

  • Il Grossglockner è la montagna più alta dell’Austria e uno dei luoghi più frequentati dagli alpinisti europei.
  • La temperatura percepita a 3.700 metri, con vento a 70 km/h e -8°C reali, può facilmente superare i -20°C.
  • In inverno, la salita notturna è fortemente sconsigliata, anche per alpinisti esperti, se non perfettamente attrezzati.