Alex Schwazer è stato sospeso in via cautelare dall’agenzia antidoping tedesca (Nada). Il marciatore altoatesino di 41 anni è risultato positivo all’eritropoietina, meglio nota come Epo. I test positivi riguardano sia i campioni di urina sia quelli di sangue. Il controllo è stato eseguito il 26 aprile scorso, durante i Campionati tedeschi open di marcia su strada a Kelsterbach, vicino all’aeroporto di Francoforte sul Meno. La Nada ha avviato un procedimento formale e ha presentato una denuncia alla procura competente in base alla legge antidoping tedesca. In Germania, come in Italia, il doping è anche un reato penale. Nel pomeriggio Schwazer terrà una conferenza stampa a Bolzano per fornire la sua versione dei fatti.
La gara del 26 aprile e il record italiano
In quella gara Schwazer aveva vinto con il tempo di 3h01’55” sulla distanza della maratona di marcia, 42 chilometri e 195 metri. Era indicato come record italiano e tra le migliori prestazioni mondiali stagionali. Quel risultato aveva alimentato le speranze di una convocazione per gli Europei di marcia di Birmingham, in programma ad agosto. La convocazione non era arrivata. Ora su quella gara pesa l’ombra della positività.
La Nada ha avviato i procedimenti di gestione dei risultati sulla base del Codice mondiale antidoping (WADC21), del Codice nazionale antidoping tedesco (NADC21) e dei regolamenti della Federazione tedesca di atletica leggera. L’Epo è classificata nella categoria S.2 del Codice mondiale antidoping.
La storia: Pechino, due squalifiche e Netflix
Schwazer era già stato squalificato per Epo nel 2012, dopo i Giochi di Londra: tre anni e nove mesi di stop. Nel 2016 era emersa una seconda positività, con una squalifica di otto anni. È oro olimpico nella 50 km di marcia a Pechino 2008. In entrambi i casi aveva sostenuto di essere vittima di un complotto internazionale. La vicenda ha diviso opinione pubblica e mondo sportivo per oltre un decennio ed è diventata soggetto di un documentario su Netflix.
Se la positività attuale fosse confermata, sarebbe la terza contestazione per doping nella sua carriera. La sospensione provvisoria è già in vigore. Ogni responsabilità è da considerarsi non accertata fino a una eventuale sentenza definitiva.






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