Fiondi di protezione civile e soldi per i comuni in dissesto. Arrivano nuovi stanziamenti per circa 110 milioni in due diversi provvedimenti statali, uno dei quali di Protezione civile, che riguardano anche la Sicilia.

“Un ulteriore stanziamento di 95,7 milioni per la realizzazione degli interventi nei territori interessati dagli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati, a partire dal 2 ottobre 2018, nelle regioni Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Veneto e nelle province autonome di Trento e Bolzano è stata deliberata nel Consiglio dei ministri di questa mattina.” E’ quanto si legge in una nota della presidenza del Consiglio.

“Lo stanziamento odierno fa seguito a quello di 53,5 milioni deliberato lo scorso 8 novembre, all’atto della dichiarazione dello stato d’emergenza e giunge all’esito degli approfondimenti relativi alle richieste pervenute al Dipartimento della protezione civile, che ha ritenuto congrua la somma di 3,6 milioni per gli ulteriori interventi di soccorso e assistenza e di 92,1 milioni per le misure di immediato sostegno al tessuto economico e sociale, nei confronti della popolazione e delle attività economiche e produttive”, si legge.

Anticipazione di cassa, invece, stabilita dal Ministero dell’interno per i Comuni in dissesto. “A quattro amministrazioni (tre siciliane e una calabrese) verranno erogati fondi per un totale che ammonta a più di 14 milioni di euro; tra questi c’è anche Acate, in provincia di Ragusa, a cui sono destinati circa 3 milioni e mezzo di euro. Le somme sono state stanziate con un decreto che riconosce un’anticipazione di cassa per i Comuni in dissesto, affinché possano fare fronte ai pagamenti arretrati”.

Lo annunciano i parlamentari ragusani del MoVimento 5 Stelle Marialucia Lorefice e Pino Pisani “Siamo molto soddisfatti della notizia appena comunicata dal sottosegretario Carlo Sibilia, perché è un modo per venire incontro a quel 5% di Comuni italiani che vive una situazione di dissesto o pre-dissesto, determinata molto spesso dalle gestioni sconsiderate della vecchia politica. Per noi il territorio è sempre al centro dell’azione amministrativa”.