Nella notte tra il 20 e il 21 maggio Artem Tkachuk, 25 anni, l’attore italo-ucraino conosciuto dal grande pubblico per il ruolo di Pino o’ pazzo nella serie tv Rai Mare Fuori, si è messo in guai seri.

Alle tre circa, in via Molino Prepositurale a Rho, nel Milanese, le Volanti del Commissariato locale hanno fermato lui e tre ragazzi di 18, 21 e 23 anni con l’accusa di aver procurato ammaccature e divelto gli specchietti retrovisori di quattro auto parcheggiate lungo la strada. A chiamare la polizia era stato un residente svegliato dal trambusto.

All’arrivo delle forze dell’ordine, stando agli atti dell’arresto, Tkachuk avrebbe insultato e minacciato i poliziotti intervenuti, aggiungendo alle accuse già gravi quelle di oltraggio e minacce a pubblico ufficiale. Tra le frasi attribuitegli dagli atti: “Con i miei soldi vi compro tutti”. Arrestato insieme agli altri tre per danneggiamento aggravato, è stato anche denunciato separatamente per le minacce rivolte agli agenti.

Stamattina la direttissima: convalidato l’arresto, nessuna misura cautelare

Poche ore dopo l’arresto, si è svolta al tribunale di Milano l’udienza per direttissima. La giudice Amelia Managò ha convalidato l’arresto ma ha scelto di non applicare alcuna misura cautelare nei confronti del 25enne, nemmeno l’obbligo di firma che aveva chiesto il pubblico ministero. Tkachuk, difeso dall’avvocata Alessia Pontenani, è tornato libero nella mattinata. Il processo per le accuse di danneggiamento aggravato, oltraggio e minacce a pubblico ufficiale è stato fissato al 23 luglio 2026.

La versione della difesa: “Stava fumando una sigaretta, non stava danneggiando nulla”

L’avvocata Pontenani ha fornito a Fanpage.it una ricostruzione dei fatti radicalmente diversa da quella contenuta negli atti dell’arresto. “I quattro ragazzi non si conoscono. Artem era con un suo amico. Dopo aver mangiato il sushi con la fidanzata di Artem, sono andati a comprare le sigarette. Hanno trovato questi altri due ragazzi, lo hanno riconosciuto e gli hanno chiesto una foto. C’è anche una foto pubblicata su Instagram”, ha spiegato la legale.

Sul momento del fermo: “Il testimone che ha chiamato la polizia, ha detto di aver visto un ragazzo con la maglia nera prendere a calci alcune auto. Nessuno indossava una maglietta nera. Artem indossava una maglia ceruleo, l’amico aveva una felpa nera, un altro era vestito di grigio, l’altro con la felpa rossa. Loro hanno detto che, quando è arrivata la polizia, erano all’angolo della via a fare foto e fumarsi una sigaretta”, ha precisato.

Sul comportamento di Tkachuk con i poliziotti: “È vero che, dopo essere stato fermato, Artem ha dato in escandescenza. Durante l’udienza di convalida di oggi, ha chiesto scusa per aver usato parole poco adeguate al contesto. Ha spiegato che era arrabbiato perché non stava capendo cosa stesse succedendo”. La difesa sostiene inoltre che le versioni dei quattro ragazzi siano “incredibilmente lineari” e che il testimone possa aver visto qualcun altro che non è stato arrestato.