Il conto alla rovescia è iniziato. Giovedì 22 maggio scade l’ultimo taglio delle accise sui carburanti disposto dal governo, e in assenza di una proroga, dalla mattina di sabato 23 maggio gli automobilisti italiani si troveranno a fare i conti con prezzi sensibilmente più alti al distributore. Nel frattempo, i listini sono già in movimento al rialzo: questa mattina, 19 maggio, la benzina self service sulla rete stradale è a 1,951 euro al litro, con un aumento di 8 millesimi rispetto a ieri. Il gasolio self è a 1,978 euro al litro, in crescita di 1 millesimo.

Quanto costa oggi il carburante in Italia

I dati rilevati questa mattina dall’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano una situazione in progressivo deterioramento. La spinta arriva dai mercati petroliferi internazionali: le quotazioni dei prodotti raffinati hanno registrato due forti rialzi tra venerdì e ieri. Il prezzo medio nazionale della benzina ha raggiunto il livello più alto dal 7 ottobre 2023.

Le medie nazionali elaborate dalla Staffetta Quotidiana sui circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all’Osservatorio (rete stradale e autostradale insieme) al rilevamento delle 8 di ieri mattina erano le seguenti: benzina self service a 1,945 euro al litro (compagnie 1,949, pompe bianche 1,939), gasolio self service a 1,979 euro al litro (compagnie 1,982, pompe bianche 1,973). La benzina servito si attestava a 2,081 euro al litro (compagnie 2,121, pompe bianche 2,006), il gasolio servito a 2,118 euro al litro (compagnie 2,159, pompe bianche 2,042).

Sul fronte degli altri carburanti: il Gpl servito era a 0,815 euro al litro (compagnie 0,826, pompe bianche 0,803), il metano servito a 1,564 euro al kg (compagnie e pompe bianche allineate), il Gnl a 1,455 euro al kg (compagnie 1,470, pompe bianche 1,443). Questa mattina il Gpl è a 0,807 euro al litro, il metano a 1,564 euro al kg.

In autostrada i prezzi sono strutturalmente più alti: la benzina self è a 2,032 euro (più 9 millesimi rispetto a ieri), il gasolio a 2,067 euro (più 3), il Gpl a 0,915 euro, il metano a 1,588 euro al kg, questi ultimi due invariati.

I prezzi per marchio

Guardando ai singoli marchi sulla rete stradale, nella rilevazione di ieri mattina: sulla benzina self service Eni era a 1,954 euro al litro (2,159 il servito), IP a 1,946 (2,114 il servito), Q8 a 1,953 (2,112 il servito), Tamoil a 1,939 (2,018 il servito). Sul gasolio self service Eni era a 1,978 euro al litro (2,190 il servito), IP a 1,991 (2,158 il servito), Q8 a 1,983 (2,153 il servito), Tamoil a 1,970 (2,056 il servito).

Eni e IP hanno aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Tamoil ha registrato un rialzo di due centesimi sulla benzina e un ribasso di uno sul gasolio.

La scadenza del 22 maggio: cosa cambia senza proroga

Il nodo è politico e finanziario insieme. Lo sconto sulle accise fu introdotto dal governo il 18 marzo scorso e prorogato più volte fino alla scadenza del 22 maggio. Senza un’ulteriore proroga, dall’alba del 23 maggio la cosiddetta accisa “piena” rientra automaticamente in vigore a legislazione corrente.

Il Codacons ha fatto i calcoli. Sulla benzina l’aumento sarebbe di 6,1 centesimi al litro, portando il prezzo medio sulla rete ordinaria a 2,01 euro al litro, con un aggravio di circa 3 euro a pieno. Sul gasolio il peso dello sconto attualmente in vigore è di 24,4 centesimi al litro: senza proroga il prezzo salirebbe a 2,22 euro al litro, con una stangata da 12,2 euro a pieno.

Lo sconto in vigore dall’introduzione al 22 maggio è costato finora circa 1,3 miliardi di euro alle casse pubbliche, con un impatto di circa 20 milioni di euro al giorno sull’intero periodo di validità della misura. Per prorogarlo fino al 12 giugno il governo dovrebbe reperire circa 340 milioni di euro.

Il Codacons avverte che non prorogare lo sconto produrrebbe un doppio danno per i consumatori: il rincaro diretto al distributore e un aumento generalizzato dei prezzi al dettaglio dei prodotti trasportati su gomma.