Con le prime scadenze di luglio per il pagamento della Tari, in molti Comuni italiani diventa operativo il bonus sociale rifiuti: uno sconto del 25% sulla tassa, riservato alle famiglie con reddito più basso. Lo sconto viene riconosciuto in automatico, senza bisogno di presentare alcuna domanda.
Cos’è il bonus sociale rifiuti
Il bonus riduce l’importo della Tari, o della tariffa corrispettiva applicata in alcuni Comuni, con le stesse condizioni di accesso già previste per i bonus sociali di luce, gas e acqua, come spiega Sky TG24. La misura arriva dopo un lungo iter attuativo che ne ha fatto slittare l’operatività di diversi mesi, come ricordato da Fanpage.
Chi ha diritto allo sconto: i limiti Isee
Possono beneficiare del bonus i nuclei familiari con:
- Isee non superiore a 9.796 euro, per famiglie con fino a tre figli a carico;
- Isee non superiore a 20.000 euro, per famiglie numerose con almeno quattro figli a carico.
È inoltre necessario che la Tari su cui si applica lo sconto riguardi un’utenza domestica intestata a uno dei componenti del nucleo familiare indicato nell’Isee. Se la famiglia è intestataria di più utenze Tari, il bonus viene riconosciuto solo per l’abitazione principale.
Come si ottiene
Non serve presentare alcuna istanza al Comune o al gestore. È sufficiente presentare ogni anno la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per il calcolo dell’Isee. Se l’attestazione rientra nelle soglie previste, lo sconto viene riconosciuto in automatico attraverso lo scambio di dati tra Inps, SII, Sgate e il gestore del servizio rifiuti.
La DSU va presentata entro il 20 dicembre di ogni anno. Chi presenta il documento dopo questa data ottiene l’attestazione Isee solo a gennaio dell’anno successivo, spiega Arera, e il bonus slitta di un ulteriore anno: una DSU presentata il 22 dicembre 2025, ad esempio, darebbe diritto allo sconto solo sulla Tari del 2027.
Perché lo sconto arriva con un anno di ritardo
A differenza dei bonus per luce, gas e acqua, il bonus Tari viene riconosciuto l’anno successivo rispetto a quello in cui è stata presentata la DSU. Chi ha presentato una DSU valida nel 2025 riceve, quindi, lo sconto sulla Tari 2026. Questo accade perché la tassa sui rifiuti si paga di norma una volta l’anno, e i gestori ricevono l’elenco definitivo dei beneficiari solo dopo la chiusura della campagna Isee, entro il 30 giugno dell’anno successivo.
Quanto vale lo sconto e come viene erogato
Per fare un esempio concreto: se la Tari annuale è pari a 200 euro, il bonus corrisponde a 50 euro, sottratti direttamente dall’importo da pagare. Nella maggior parte dei casi lo sconto compare già nell’avviso di pagamento della Tari. In alternativa, può essere corrisposto con un pagamento diretto al beneficiario, tramite bonifico bancario, assegno o altro strumento tracciabile.
Cosa succede in caso di debiti Tari pregressi
Se il beneficiario ha debiti Tari relativi ad anni precedenti, il gestore può utilizzare il bonus per compensare, in tutto o in parte, gli importi non pagati. Questo è possibile solo se il gestore ha inviato in precedenza un sollecito, in cui sono indicati sia il debito residuo sia l’intenzione di usare il bonus come compensazione.
Chi paga il bonus: la componente perequativa UR3
Per finanziare l’agevolazione è stata introdotta la componente perequativa UR3, un contributo a carico di tutti gli utenti della Tari. Dal 2025 questa voce compare negli avvisi di pagamento con un importo pari a 6 euro l’anno, e serve a finanziare i bonus riconosciuti ai nuclei in difficoltà economica a partire dal 2026.






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