Il 3 agosto 2026 non è più una scadenza da temere. Il Consiglio dei Ministri ha stabilito che le carte d’identità cartacee non ancora scadute resteranno valide fino alla loro naturale scadenza, anche oltre il termine del 3 agosto 2026. La decisione, adottata nella seduta del 16 giugno, ribalta quanto era stato fissato in precedenza e riguarda direttamente milioni di cittadini italiani che avevano in tasca un documento ancora valido ma si erano visti costringere alla sostituzione obbligatoria entro l’estate.
Per chi aveva già prenotato un appuntamento in anagrafe soltanto per rispettare la scadenza imposta, la situazione cambia in modo sostanziale. La vecchia carta rimane utilizzabile come documento di riconoscimento nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i soggetti che erogano servizi pubblici. Non è richiesta alcuna azione immediata.
Cosa prevedeva la norma originaria
La circolare del Viminale del 3 febbraio scorso aveva stabilito che a partire dal 3 agosto le carte d’identità in formato cartaceo, anche se formalmente ancora in corso di validità, non potessero più essere utilizzate, nemmeno per l’espatrio. Quella circolare faceva seguito al Regolamento europeo n. 1157 del 20 giugno 2019, che imponeva a tutti gli Stati membri l’eliminazione graduale dei documenti d’identità non conformi agli standard di sicurezza europei.
In forza di quel regolamento, le carte d’identità cartacee avrebbero cessato definitivamente la loro validità entro e non oltre il 3 agosto 2026, anche qualora riportassero una data di scadenza successiva. Una norma rigida, che non distingueva tra documento scaduto e documento ancora valido sul piano formale.
Il risultato pratico era stato una corsa agli sportelli senza precedenti. Da mesi le anagrafi erano in affanno per la gestione delle richieste, con il sistema delle prenotazioni al collasso e le postazioni decentrate sature
La decisione del 16 giugno e cosa cambia adesso
Il Consiglio dei Ministri di ieri, 16 giugno, riunito a Palazzo Chigi sotto la presidenza del vice-presidente Antonio Tajani e con il sottosegretario Alfredo Mantovano come segretario, ha stabilito che le carte d’identità cartacee non ancora scadute manterranno la propria validità fino alla naturale scadenza, anche oltre il termine del 3 agosto 2026, “per determinate finalità e nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i soggetti che erogano pubblici servizi”.
Il provvedimento distingue tra uso interno in Italia e validità per l’espatrio: su questo secondo punto restano limiti precisi, dal momento che la norma europea di riferimento non viene abrogata ma soltanto interpretata in senso più favorevole sul piano nazionale. Chi deve viaggiare all’estero in Paesi che richiedono la CIE o un documento conforme agli standard europei dovrà comunque procedere al rinnovo.
Sul fronte dei Comuni, nelle more del rilascio della carta d’identità elettronica, i Comuni potranno rilasciare un documento di identità provvisorio. Una misura pensata per chi ha bisogno urgente di un documento valido ma si trova in un territorio dove i tempi di emissione della CIE si sono allungati in modo significativo.
Il caos negli sportelli: perché la proroga era necessaria
Il problema non era teorico. A Palermo, in particolare, si registravano quotidiani momenti di tensione e disagi, con il sistema delle prenotazioni al collasso. Molti siciliani, inclusi anziani e persone con fragilità, si trovavano impossibilitati a rinnovare il proprio documento in tempi dignitosi.
Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e l’assessore all’Anagrafe Dario Falzone avevano già segnalato che, sebbene il sistema fosse diventato più efficiente rispetto agli anni precedenti, era fondamentale che i cittadini non attendessero l’ultimo momento. La CIE, spiegavano, viene spedita entro circa 5-7 giorni lavorativi dalla richiesta. Ma in molti uffici le prenotazioni erano già esaurite per settimane.
Cosa fare adesso: guida operativa
Chi ha una carta d’identità cartacea ancora valida non deve fare nulla nell’immediato. Il documento continua a funzionare per accedere ai servizi pubblici, presentarsi agli uffici, identificarsi in banca e in tutte le situazioni quotidiane in cui fino a ieri avrebbe funzionato. L’urgenza artificiale creata dalla scadenza del 3 agosto è venuta meno.
Si deve comunque programmare il passaggio alla CIE, sapendo però che la deadline del 3 agosto non vale più e che chi ha bisogno con urgenza del documento nuovo ma si sente rispondere dal proprio Comune che la CIE non può essere rilasciata subito, riceverà un documento sostitutivo temporaneo.
Alcune indicazioni pratiche:
- Carta ancora valida e nessun viaggio internazionale in programma: nessuna urgenza, prenota la CIE con calma nei prossimi mesi.
- Carta scaduta o prossima alla scadenza: richiedi la CIE al tuo Comune di residenza o tramite il portale Agenda CIE del Ministero dell’Interno.
- Carta valida ma viaggio internazionale previsto: verifica i requisiti del Paese di destinazione. Per molti Paesi UE la carta cartacea non è più sufficiente.
- Comune in difficoltà con i tempi di emissione: hai diritto a un documento provvisorio.
Da questo mese è, infine, possibile, per i cittadini italiani iscritti all’AIRE, richiedere la CIE anche presso qualsiasi Comune italiano.






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