Dal 30 luglio 2026 la carta d’identità elettronica rilasciata a chi ha compiuto 70 anni non scade più: sul documento, alla voce scadenza, compare la scritta «ILLIMITATA». Lo prevede l’articolo 6 del decreto legge 19 del 2026, attuato con la circolare n. 60 del Ministero dell’Interno.
Illimitata, però, non vuol dire che la carta funzioni per sempre in ogni sua parte. Dopo dieci anni al massimo non serve più per accedere ai servizi online con «Entra con CIE» e per passare dai varchi automatici degli aeroporti.
Carta d’identità senza scadenza: chi può averla
La regola vale per le CIE rilasciate dal 30 luglio 2026 a chi ha almeno 70 anni al momento della richiesta. Non serve una domanda particolare: si prenota come sempre su Agenda CIE o con le modalità del proprio Comune, e il sistema verifica da solo l’età e genera la carta illimitata.
La validità illimitata non si applica in due casi:
- ai richiedenti protezione internazionale, per i quali la carta continua a durare tre anni anche dopo i 70;
- a chi in quel momento non può lasciare le impronte digitali, che riceve una carta valida al massimo 12 mesi.
Il documento resta valido per l’espatrio, alle condizioni previste dalla legge per i documenti validi per l’estero.
Cosa smette di funzionare dopo dieci anni
Il punto debole è il certificato di autenticazione contenuto nel chip, quello che permette di usare la funzione «Entra con CIE». Secondo l’allegato tecnico della circolare, dura nove anni più i giorni che mancano al compleanno successivo del titolare, e comunque non oltre dieci anni dall’emissione.
Passato quel termine:
- servizi online: non si può più accedere con la CIE ai servizi digitali, pubblici e privati;
- aeroporti: i varchi automatici di frontiera si possono usare solo nei primi dieci anni; dopo, si passa dal controllo a vista degli agenti;
- identificazione: il documento resta valido per dimostrare chi si è.
Un esempio, con un calcolo nostro: chi ottiene la carta a 72 anni potrà usare «Entra con CIE» al massimo fino a 82 anni circa.
CIE illimitata: come continuare a usare i servizi online
La soluzione prevista dal ministero è una sola. Il titolare che vuole continuare a usare «Entra con CIE» può chiedere, trascorsi i dieci anni, una nuova carta d’identità elettronica. Prima però deve essere revocata quella vecchia. In pratica, il documento valido per sempre viene annullato e sostituito con un altro, anch’esso senza scadenza.
Il problema di banche e operatori telefonici
C’è poi un nodo pratico che riguarda le aziende. Come ricostruisce il Gazzettino, operatori telefonici, banche e gestori di servizi digitali usano sistemi informatici pensati per documenti con una data di fine validità.
È il caso delle compagnie telefoniche, che dal 2005 devono identificare chi chiede una SIM e registrare gli estremi del documento. Nei loro programmi la data di scadenza è normalmente un campo obbligatorio.
La circolare offre un appiglio. Nella zona a lettura ottica della carta (MRZ), il campo della scadenza riporta il valore «990101», cioè il 1° gennaio 2099. I gestori possono usare questa data convenzionale oppure modificare i sistemi perché il campo non sia più obbligatorio per le CIE illimitate. Secondo il Gazzettino, però, non c’è necessariamente una gestione uguale per tutti.
Chi deve aprire un conto, attivare una SIM o rinnovare un contratto con una CIE illimitata fa bene a chiedere prima allo sportello o al servizio clienti come viene gestito il campo della scadenza.



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