La Corea del Nord ha lanciato un missile balistico intercontinentale (ICBM) verso il Mare Orientale. Ne hanno dato notizia funzionari sudcoreani e giapponesi. Tokyo ha affermato che il razzo è atterrato nelle acque all’interno della sua zona economica esclusiva.

Il Joint Chiefs of Staff (JCS) dell’esercito sudcoreano ha riferito di un lancio di missili balistici a lungo raggio stamattina presto, venerdì 18 novembre, intorno alle 10.15 ora locale, spiegando che proveniva dall’area di Sunan, vicino alla capitale nordcoreana.

In un messaggio inviato ai giornalisti il JSC ha dichiarato: “Pur rafforzando il nostro monitoraggio e la nostra vigilanza, i nostri militari stanno mantenendo una posizione di piena prontezza in stretta collaborazione con gli Stati Uniti”, senza condividere altri dettagli sul lancio, comprese le esatte armi coinvolte e fino a che punto hanno viaggiato.

Il primo ministro giapponese Fumio Kishida si è affrettato a condannare la dimostrazione di forza del regime di Pyongyang, affermando che il Giappone ha “naturalmente presentato una forte protesta contro la Corea del Nord, che ha ripetuto le sue provocazioni con una frequenza senza precedenti”. E ancora: “Abbiamo detto alla Corea del Nord che non possiamo assolutamente tollerare tali azioni”, ha detto il premier nipponico ai giornalisti in Thailandia, dove sta partecipando al vertice della cooperazione economica Asia-Pacifico.

Kishida ha aggiunto che il missile è probabilmente atterrato nelle acque a ovest della sua isola più settentrionale di Hokkaido, all’interno della zona economica esclusiva del Giappone. Anche l’esercito giapponese ha rilasciato una dichiarazione che conferma il lancio, dichiarando che “la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico di classe ICBM da vicino alla costa occidentale della penisola coreana”.

I militari di Seul hanno stimato la velocità del missile di Mach 22 (22 volte quella del suono): “Sulla base di calcoli che tengono conto della traiettoria, il missile balistico questa volta avrebbe potuto avere una capacità di portata di 15.000 km, a seconda del peso della sua testata, e in tal caso, significa che la terraferma degli Stati Uniti era nel suo raggio d’azione”, ha spiegato il ministro della Difesa nipponico Yasukazu Hamada.

Come reazione, la Corea del Sud ha mobilitato i suoi jet F-35A stealth per un ciclo di esecitazioni di attacco guidato con i laser. Lo riferisce il Comando di stato maggiore congiunto di Seul in una nota rilanciata dalla Yonhap.