La notte di San Silvestro doveva essere una celebrazione. Musica, brindisi, turisti arrivati da tutta Europa per festeggiare l’arrivo del nuovo anno in una delle località più esclusive delle Alpi. Invece, a Crans-Montana, la festa si è conclusa con un bilancio drammatico: 40 morti e oltre cento feriti, molti dei quali con ustioni gravissime.
L’incendio è scoppiato all’interno della discoteca Le Constellation, locale molto frequentato durante le festività invernali. Le fiamme si sono propagate rapidamente mentre il locale era affollato, rendendo difficilissima la fuga dei presenti.
Ora, oltre al dolore per le vittime, emergono accuse pesantissime nei confronti dei gestori del locale. La magistratura svizzera indaga su presunti comportamenti gravemente negligenti prima e dopo il rogo, compresa la possibile distruzione di prove.
Secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, i proprietari del club avrebbero agito per tutelare se stessi mentre i soccorsi erano ancora in corso.
Le accuse contro la direttrice del locale
Secondo La Repubblica, Jessica Moretti, 40 anni, direttrice del locale, è accusata di aver abbandonato i clienti in preda al panico mentre le fiamme avvolgevano la discoteca. Diversi testimoni hanno riferito di averla vista uscire dal locale portando con sé il registratore di cassa mentre i presenti cercavano disperatamente una via di fuga. Un dettaglio che, se confermato, assumerebbe un peso rilevante nell’indagine.
Dopo l’incendio, la donna avrebbe dichiarato di aver riportato “lievi ustioni a un braccio” mentre riusciva a mettersi in salvo. Una versione ora al vaglio degli inquirenti, che stanno analizzando filmati e testimonianze per ricostruire ogni fase della notte.
Jessica Moretti e il marito Jacques Moretti, entrambi cittadini francesi, sono co-proprietari del locale dal 2015. La coppia è attualmente sotto inchiesta per omicidio colposo e per aver causato lesioni a 119 persone, molte delle quali hanno riportato ustioni considerate permanenti.
Le indagini e la presunta distruzione di prove
Gli investigatori stanno esaminando video girati con i cellulari dei presenti, le immagini delle telecamere di sicurezza interne al locale e quelle installate sui lampioni esterni. L’obiettivo è ricostruire con precisione cosa sia accaduto prima e dopo lo scoppio dell’incendio.
Secondo quanto riportato dal Times of London, i coniugi Moretti sono ora accusati anche di aver distrutto potenziali prove digitali. Subito dopo l’incendio, infatti, i profili social della discoteca sarebbero stati sospesi.
Romain Jordan, avvocato che rappresenta numerose vittime, ha dichiarato che le pagine Facebook e Instagram di Le Constellation sono state oscurate mentre le operazioni di soccorso erano ancora in corso.
L’incendio sarebbe divampato intorno all’1:30 del mattino del primo gennaio. Secondo il legale, gli account social sarebbero stati disattivati tra le 3:00 e le 6:30, mentre il sito web del locale risultava irraggiungibile.
I profili contenevano video della serata e delle celebrazioni precedenti. La loro rimozione viene interpretata dagli inquirenti come un tentativo di limitare la diffusione di materiale potenzialmente compromettente.

Jessica Moretti
“I miei clienti vogliono risposte”
Romain Jordan ha spiegato che molte delle persone ferite erano giovanissime, in alcuni casi adolescenti, rimasti segnati a vita dalle ustioni. Le famiglie chiedono chiarezza e responsabilità. “I miei clienti vogliono risposte”. “Vogliono che la catena delle responsabilità che ha portato a questo dramma sia chiaramente stabilita. I gestori sono sotto indagine, ma anche il Comune deve essere indagato. Nessuna domanda deve essere ignorata”. Secondo l’avvocato, le autorità locali potrebbero avere un ruolo nella tragedia, soprattutto alla luce delle informazioni emerse sui controlli di sicurezza.
La causa dell’incendio e i controlli mancati
L’incendio sarebbe stato provocato da scintille applicate a bottiglie di champagne. Durante la festa, i fuochi pirotecnici decorativi avrebbero incendiato il soffitto del locale, causando un rapido propagarsi delle fiamme. Dopo la tragedia, Jacques Moretti, 49 anni, ha dichiarato al quotidiano svizzero La Tribune de Genève che “tutto è stato fatto secondo le regole” e che il locale era stato ispezionato tre volte negli ultimi dieci anni. Moretti ha anche precisato di non trovarsi all’interno della discoteca al momento dell’incendio.
Tuttavia, le autorità comunali di Crans-Montana hanno ammesso che Le Constellation non veniva sottoposta a un controllo di sicurezza dal 2019. Un dato che ha spinto la difesa delle vittime a chiedere un ampliamento dell’indagine anche nei confronti del Comune.
Il rischio di fuga e le critiche ai magistrati
Altri legali che rappresentano i feriti hanno criticato la decisione dei magistrati di non disporre la custodia cautelare per i coniugi Moretti.
Secondo questi avvocati, esiste un concreto rischio che la coppia possa rifugiarsi in Francia, Paese che raramente concede l’estradizione dei propri cittadini, rendendo complesso un eventuale processo in Svizzera. Romain Jordan ha dichiarato di essere rimasto “sorpreso” dal fatto che i giudici non abbiano imposto ai Moretti il versamento di una cauzione come condizione per la libertà vigilata.
Il passato giudiziario di Jacques Moretti
A complicare ulteriormente la posizione di Jacques Moretti è il suo passato giudiziario. Il quotidiano francese Le Parisien ha riferito che l’uomo ha un lungo curriculum criminale che risale a oltre vent’anni fa. “È noto per casi di sfruttamento della prostituzione risalenti a una ventina d’anni fa, oltre che per un caso di sequestro e detenzione illegale. È stato incarcerato”.
Anche l’emittente belga RTL ha citato una fonte giudiziaria secondo cui la sua condanna includeva reati come sfruttamento della prostituzione, frode, sequestro di persona e falsa detenzione.
La posizione dei coniugi Moretti
In una dichiarazione, i coniugi Moretti si sono detti “devastati” dalla tragedia e vicini alle vittime. Hanno promesso piena collaborazione con gli inquirenti e hanno affermato che “in nessun modo” cercheranno di sottrarsi alle proprie responsabilità.
FAQ
- Quante persone sono morte nell’incendio di Crans-Montana? Le vittime accertate sono 40.
- Quante persone sono rimaste ferite? I feriti sono almeno 119, molti con ustioni gravi.
- Qual è stata la causa dell’incendio? Secondo le prime ricostruzioni, scintille applicate a bottiglie di champagne hanno incendiato il soffitto.
- I proprietari sono stati arrestati? Al momento no. Sono indagati ma in libertà vigilata.
- Il locale era in regola con i controlli? Le autorità hanno ammesso che non veniva ispezionato dal 2019.






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