Un errore medico durante il travaglio si è trasformato in una tragedia devastante. Anna Malova, estetista di 27 anni, è morta dopo aver ricevuto per errore un farmaco destinato alla coagulazione del sangue invece dell’analgesico epidurale previsto per alleviare il dolore del parto. La giovane donna, ricoverata in un ospedale in Russia, ha subito gravi convulsioni, danni cerebrali e quattro arresti cardiaci prima di entrare in coma e morire poco dopo. Lo riporta The Sun.
La figlia appena nata, Arina, è invece venuta al mondo sana attraverso un parto cesareo d’urgenza.
Il farmaco sbagliato durante il travaglio
Secondo quanto emerso dalle indagini, Anna Malova avrebbe ricevuto più dosi di Tranexamic acid, medicinale utilizzato per fermare emorragie e coaguli, invece del farmaco antidolorifico epidurale previsto durante il travaglio.
In un primo momento, gli investigatori avevano ipotizzato una rara reazione avversa all’anestesia epidurale. Gli approfondimenti successivi avrebbero però evidenziato lo scambio di farmaci che avrebbe provocato il peggioramento irreversibile delle condizioni della giovane madre.
Il medicinale somministrato non solo non ha alleviato il dolore del parto, ma avrebbe causato una serie di complicazioni drammatiche culminate nel coma e nei quattro arresti cardiaci.
I messaggi disperati inviati agli amici
Durante le ore del travaglio, Anna Malova aveva continuato a scrivere ai propri amici raccontando il dolore crescente e l’assenza di effetti della terapia che credeva fosse antidolorifica.
“Sto avendo dolori terribili, non ce la faccio…. È un incubo”.
Tra gli ultimi messaggi inviati dalla 27enne ce n’è uno che oggi assume un peso ancora più drammatico: “Cercherò di sopravvivere”.
Poco dopo, la situazione clinica sarebbe precipitata definitivamente.
Anna Malova lascia il marito, Ivan Malov, di 36 anni, la neonata Arina e un bambino di cinque anni.
Dopo la tragedia, l’uomo sta crescendo i figli con l’aiuto della madre Valentina, 59 anni.
Sui social ha pubblicato un lungo messaggio dedicato alla moglie: “Sei stata il momento più bello della mia vita, mi hai dato figli meravigliosi”.
Poi ha aggiunto: “Mi manchi tantissimo, vorrei solo tornare a casa, abbracciarti, baciarti…”.
E ancora: “Voglio che questo terribile incubo finisca. Apro gli occhi e tu sei lì sdraiata che mi guardi e sorridi, ma purtroppo non mi sveglio”.
Infine: “Ogni mattina apro gli occhi e tu non sei accanto a me”.
“Non so come dirlo a mio figlio”
In un altro post pubblicato dopo la morte della moglie, Ivan Malov ha raccontato il momento più difficile: spiegare al figlio maggiore che la madre non sarebbe più tornata: “Oggi sarà una giornata durissima per me”.
Poi ha scritto: “Quando riuscirò a raccogliere i pensieri, voglio dire a mio figlio di cinque anni che sua madre non c’è più”.
Infine la frase più dolorosa: “Non ho idea di come dirglielo”.
Aperta un’inchiesta per negligenza medica
Sulla vicenda è stato aperto un procedimento penale per presunta negligenza medica. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto durante il travaglio e di identificare il medico che avrebbe somministrato il farmaco errato.
L’avvocato della famiglia, Danil Berdichevsky, ha spiegato: “Attendiamo la seconda e principale perizia medico-legale, che dovrà rispondere alla domanda più importante: le azioni di chi sono state direttamente responsabili della morte di Anna”.
Al momento, le autorità non hanno ancora reso noto il nome del medico coinvolto nell’errore sanitario.






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