A quasi cinque anni dalla scomparsa di Raffaella Carrà emerge una novità destinata a far discutere. L’artista ha avuto un figlio adottivo, oggi riconosciuto come unico erede legittimo del patrimonio e dei diritti d’immagine e d’autore legati alla sua figura.
Si tratta di Gian Luca Pelloni Bulzoni, nato a Ferrara nel 1964 e residente a Roma, dove dirige la casa editrice musicale Arcoiris edizioni musicali. Per anni è stato tra le persone più vicine alla Carrà, ricoprendo anche il ruolo di segretario personale e manager.
La notizia, riportata dal Corriere della Sera, è emersa da un contenzioso giudiziario relativo al musical teatrale “Ballo ballo”, tratto dal film del 2020 ispirato alle canzoni dell’artista.
Il contenzioso sul musical “Ballo ballo”
Il nome dell’erede è comparso nei documenti giudiziari relativi a una causa contro una società spagnola coinvolta nella produzione teatrale del musical.
Pelloni Bulzoni aveva chiesto al Tribunale di Roma di bloccare lo spettacolo con un’azione di inibitoria sulla:
- realizzazione;
- distribuzione;
- pubblicizzazione;
- rappresentazione dell’opera.
La richiesta era motivata dal fatto che l’opera sarebbe stata portata in scena senza il suo consenso, in quanto titolare dei diritti legati alla figura dell’artista.
Secondo quanto riportato negli atti, Pelloni Bulzoni agiva proprio in qualità di erede della Carrà e quindi detentore dei diritti sull’immagine, sulla voce, sul nome reale e sul nome d’arte dell’artista, oltre che dei diritti morali e di sfruttamento delle sue opere.
La decisione del Tribunale di Roma
Il caso è stato esaminato dal Tribunale di Roma, dove la giudice Laura Centofanti ha valutato la richiesta di blocco dello spettacolo.
La magistrata non ha concesso l’inibitoria richiesta perché le 36 rappresentazioni teatrali del musical erano già state realizzate e non risultavano in programma ulteriori repliche.
La decisione non esclude però eventuali sviluppi legali.
Secondo quanto emerge dalle carte del procedimento, l’erede della Carrà potrà proseguire l’azione giudiziaria nel processo di merito per eventuali richieste di risarcimento.
L’adozione e la questione dell’eredità
Dai documenti emerge che Raffaella Carrà avrebbe adottato formalmente Pelloni Bulzoni, rendendolo il suo unico erede.
L’artista, scomparsa il 5 luglio 2021 all’età di 78 anni, non aveva figli biologici.
Nella famiglia della Carrà esistono anche due nipoti, Matteo e Federica Pelloni, figli del fratello dell’artista morto a soli 56 anni.
Secondo quanto riportato, tra loro potrebbero essere stati raggiunti accordi familiari già quando la cantante era in vita, considerando il forte legame affettivo che la univa sia al fratello sia ai nipoti.
Il ruolo nella Fondazione Raffaella Carrà
Dopo la morte dell’artista, Pelloni Bulzoni ha assunto anche un ruolo centrale nella gestione dell’eredità culturale e sociale della Carrà.
In una nota ufficiale, la Fondazione Raffaella Carrà ha chiarito le motivazioni dell’adozione.
Secondo il comunicato: “La scelta della sig.ra Raffaella Carrà di adottare il sig. Gian Luca Pelloni Bulzoni era finalizzata a proseguire la sua attività e a portare avanti in suo nome tutte le iniziative benefiche a lei care”.
La fondazione ha inoltre spiegato che Pelloni Bulzoni ha già avviato numerosi progetti solidali e promuove iniziative culturali e musicali dedicate alla memoria dell’artista.
L’eredità artistica di Raffaella Carrà
L’eredità lasciata dalla Carrà non riguarda solo il patrimonio economico.
La cantante, attrice e conduttrice è stata una delle figure più influenti dello spettacolo italiano ed europeo, protagonista di decenni di televisione, musica e teatro.
La gestione dei diritti d’autore, dell’immagine e delle opere rappresenta quindi un elemento centrale per preservare il valore culturale e artistico del suo lavoro.






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