Una convivenza nata per condividere l’affitto si è trasformata in un incubo durato cinque anni. A Saint-Molf, nella provincia di Nantes, una donna di 40 anni è stata segregata e torturata da una coppia di anziani, prima di riuscire a fuggire e chiedere aiuto.

Tutto è iniziato come una semplice coabitazione tra amiche. Juliette (nome di fantasia), 40 anni, aveva accettato di vivere in una casa a Saint-Molf insieme a una conoscente per dividere le spese dell’affitto. Ma la situazione è cambiata radicalmente quando nella casa è subentrato il fidanzato della coinquilina, un uomo di 82 anni.
Da quel momento, la vita di Juliette è diventata un inferno di prigionia, umiliazioni e torture, durato ben cinque anni.
Secondo quanto riportato dal quotidiano People, la donna è stata costretta a vivere chiusa nel garage, privata della libertà e costantemente sorvegliata dalla coppia.

“Ero prigioniera”: il racconto di Juliette

La svolta è arrivata martedì 14 ottobre quando Juliette è riuscita a fuggire approfittando di un momento di distrazione dei suoi aguzzini. Scalza e in stato di shock, ha vagato nella campagna circostante fino a raggiungere la casa di un vicino, che l’ha immediatamente soccorsa e ha contattato la polizia.

Agli investigatori, la donna ha raccontato cinque anni di violenze, fame e isolamento. Ha parlato di giornate intere trascorse in un garage chiuso a chiave dall’esterno, senza finestre né riscaldamento, e di notti passate su una sedia, avvolta in una coperta sporca.

“Mi facevano mangiare cibo contaminato dal detersivo dei piatti. Mi impedivano di uscire e di vedere chiunque”,
ha riferito Juliette durante l’interrogatorio, come riportato dagli inquirenti.
La donna ha aggiunto che i suoi presunti carcerieri la costringevano a usare una pentola e dei sacchetti di plastica come toilette e la obbligavano a eseguire piccoli lavori domestici per loro.

La scoperta shock: il garage sigillato con blocchi di cemento

La polizia, intervenuta subito dopo la denuncia, ha perquisito la casa indicata da Juliette, trovando riscontri inquietanti. La porta del garage dove la donna diceva di essere stata rinchiusa era sigillata con blocchi di cemento dall’esterno, impedendo ogni via di fuga.
Sul posto sono stati rinvenuti oggetti personali della vittima, resti di cibo e materiali che confermano le sue dichiarazioni. Le tracce di umidità e di sporcizia dimostrano che quel luogo era abitato stabilmente, nonostante le condizioni igieniche disumane.

Arrestata la coppia: accuse gravissime

La sessantenne, assistente socio-sanitaria di professione, e il suo compagno ottantaduenne sono stati arrestati con l’accusa di sequestro di persona, tortura e abuso di debolezza.
Secondo il procuratore di Nantes, Antoine Leroy, la donna avrebbe ammesso in parte i fatti, “riconoscendo di aver tenuto Juliette in condizioni difficili, ma minimizzando la gravità della situazione”. Le indagini, coordinate dalla procura, si concentrano ora sul movente economico: la coppia avrebbe infatti svuotato il conto bancario della vittima, appropriandosi dei suoi risparmi e dei suoi beni. Dalle ricostruzioni iniziali, sembra che Juliette sia stata progressivamente isolata: prima costretta a dormire in una tenda nel giardino, poi chiusa definitivamente nel garage.

Il sospetto di un abuso psicologico e finanziario

Gli inquirenti stanno indagando anche sulla possibilità che la sessantenne, approfittando della fragilità psicologica di Juliette, abbia instaurato un controllo mentale e affettivo tale da renderla incapace di ribellarsi per anni. Il procuratore Leroy ha parlato di “abuso fraudolento della debolezza di una persona vulnerabile”, ipotesi che potrebbe aggravare ulteriormente le accuse.
L’uomo di 82 anni, invece, risulta complice attivo: avrebbe partecipato alle torture e al controllo economico della donna.

Una fuga disperata e la fine di un incubo

La sera del 14 ottobre, quando la coppia si è distratta, Juliette ha trovato la forza di tentare la fuga. È riuscita ad aprire una piccola fessura nella porta del garage e, seppur disorientata, ha corso verso una casa nelle vicinanze.  Il proprietario, accortosi subito del suo stato di salute, ha deciso di offrirle rifugio e contattare le autorità. La donna, tremante e infreddolita, presentava segni evidenti di malnutrizione e ipotermia. Trasportata in ospedale, è ora sotto protezione e assistenza psicologica.

L’indagine della polizia francese

Le indagini proseguono, con nuove verifiche sulle transazioni bancarie e i movimenti della coppia negli ultimi cinque anni. Gli investigatori stanno inoltre cercando di capire se vi siano altre potenziali vittime, dato che la donna arrestata aveva lavorato per anni come assistente socio-sanitaria a domicilio.