L’Italia ha innalzato al massimo livello il sistema di difesa aerea e antibalistica nazionale mentre la guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti continua ad allargarsi nel Medio Oriente. L’ordine è stato dato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha incaricato lo Stato maggiore di rafforzare la protezione del territorio italiano in coordinamento con gli alleati della NATO.
Durante le comunicazioni alla Camera, il ministro ha spiegato che la decisione è stata presa alla luce degli ultimi sviluppi regionali.
Crosetto ha dichiarato: “Visto che quello che è successo in Turchia ed è successo a Cipro ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato“.
Richieste di aiuto dal Golfo: l’Italia coordina la risposta con gli alleati
La crisi mediorientale ha già prodotto richieste di assistenza da parte di diversi Stati del Golfo. Il governo italiano sta lavorando insieme ai partner europei per valutare le possibili forme di supporto.
Crosetto ha spiegato che l’Italia non agirà da sola, ma all’interno di un coordinamento multilaterale: “Abbiamo ricevuto richieste di aiuto da parte dei Paesi del Golfo, tutti stiamo valutando insieme l’evolversi della situazione, anche per dividersi la responsabilità, non possiamo aiutare tutti”.
Il ministro ha sottolineato che il coordinamento è già operativo tra i Paesi partner: “Siamo in stretto contatto con i miei omologhi, il tavolo è formato, è permanente e vede sedere gli advisor dei ministri e i capi di stato maggiore di questi Paesi”.
L’Europa verso una strategia militare comune
La crisi ha spinto il governo italiano a sollecitare una risposta europea coordinata. Crosetto ha riferito di aver scritto all’Alta rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera, Kaja Kallas, chiedendo la definizione di una strategia comune: “Ieri ho scritto all’Alta rappresentante dell’Unione europea proponendo una valutazione generale e una strategia generale a livello europeo”.
L’obiettivo indicato dal ministro è quello di costruire una linea d’azione condivisa tra i Paesi europei.
Crosetto ha evidenziato che l’attuale fase richiede decisioni rapide e coordinate: “In un momento così delicato ciò che serve è la responsabilità, la coerenza e la capacità di agire con rapidità”.
Navi europee verso Cipro
Tra le prime misure operative discusse con gli alleati c’è l’invio di unità navali per la protezione di Cipro, Paese che si trova in una posizione strategica nel Mediterraneo orientale e vicino al teatro della crisi.
Il ministro ha ricordato il quadro giuridico internazionale che giustifica questo tipo di intervento: “Per quanto riguarda Cipro e la possibilità di un invio navale voglio citare l’articolo 7 (del Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, ndr), secondo cui qualora uno Stato membro subisca un’aggressione armata sul suo territorio gli altri membri sono tenuti a prestare aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso in conformità con l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite”.
Crosetto ha quindi annunciato la decisione operativa: “Con Spagna, Francia, Olanda, noi nei prossimi giorni manderemo assetti navali a protezione di Cipro”.
Il ruolo delle basi americane in Italia
Nel dibattito parlamentare è stato affrontato anche il tema delle installazioni militari statunitensi presenti sul territorio italiano.
Secondo Crosetto, al momento le attività delle basi restano limitate al supporto logistico e operativo: “Nelle basi americane in Italia si parla di attività di supporto logistico, addestramento, cooperazione tecnico-operativa e di voli non destinati al combattimento, ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta relativa a scenari diversi e al di fuori di questo perimetro”.
Il ministro ha precisato che non sono arrivate richieste diverse da parte degli Stati Uniti: “Non vi è stata alcuna anticipazione in tal senso, quindi non c’è un tema di basi da concedere, qualora dovessero emergere domande di questo tipo, chiaramente saremmo qua, ma oggi non è successo”.
Il giudizio sull’attacco che ha avviato il conflitto
Nel corso della replica parlamentare Crosetto ha espresso una valutazione diretta sull’attacco israelo-statunitense che ha dato origine allo scontro con l’Iran.
Il ministro ha dichiarato: “Certo che è stato al di fuori delle regole del diritto internazionale”.
Il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale
Il ministro ha ribadito che l’Italia non possiede il peso geopolitico di una superpotenza, ma può esercitare influenza attraverso la diplomazia e le alleanze: “Ho sempre considerato questo luogo il luogo dove il governo deve venire a riferire cosa sta facendo e quali sono le sue considerazioni”.
Crosetto ha poi chiarito la posizione strategica del Paese: “Noi non siamo la più grande potenza al mondo che può decidere di far partire o interrompere una guerra. Siamo una potenza media che ha capacità diplomatiche, alleanze e la volontà di interloquire con gli altri”.
Secondo il ministro, la cooperazione internazionale resta lo strumento principale per rafforzare il peso dell’Italia: “L’unico modo che abbiamo di avere un peso nel mondo è moltiplicarlo con le alleanze”.
E ha concluso sottolineando che la crisi attuale non è stata decisa da governi europei: “La guerra ci ha trovati di fronte a uno scenario in cui si sarebbe trovato qualunque governo”.






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