Cinque indagati certi, altri nomi già presenti negli atti ma non ancora resi noti e un’indagine che scuote il calcio italiano. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per ipotesi di frode sportiva che coinvolge figure centrali del sistema arbitrale.

Al centro dell’inchiesta ci sono Gianluca Rocchi, designatore arbitrale autosospeso, Andrea Gervasoni, anch’egli autosospeso, e gli assistenti VAR Daniele Paterna, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca.

Chi sono gli indagati e quali ruoli ricoprono

Gli indagati appartengono tutti al mondo arbitrale. Il nucleo principale è composto da cinque figure:

  • Gianluca Rocchi, designatore arbitrale
  • Andrea Gervasoni, supervisore VAR
  • Daniele Paterna, assistente
  • Rodolfo Di Vuolo, assistente VAR
  • Luigi Nasca, assistente VAR

A questi si aggiungono altri soggetti già presenti negli atti, ma la cui identità non è ancora stata resa pubblica.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alcuni indagati avrebbero contribuito a designazioni arbitrali “pilotate”, favorendo direttori di gara considerati più graditi in specifiche partite.

Nel fascicolo si parla anche di persone “in concorso”, il cui ruolo non è ancora completamente chiarito, ma che avrebbero partecipato alle decisioni contestate.

Le partite nel mirino della Procura

L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Maurizio Ascione della Procura di Milano e condotta dal Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza, riguarda un numero limitato di partite, tra quattro e cinque.

Tra gli episodi analizzati emerge il caso di Inter-Verona, partita del gennaio 2024, segnata dalla nota gomitata del difensore Alessandro Bastoni. Proprio da quell’episodio sarebbe partita una denuncia che ha contribuito alla nascita del fascicolo.

Nell’indagine è confluito anche un esposto dell’ex guardalinee di Serie A Domenico Rocca, ascoltato come testimone.

Le contestazioni a Rocchi: tre episodi chiave

A Rocchi vengono contestate tre ipotesi di frode sportiva:

  • il presunto condizionamento nella gara Udinese-Parma del 1° marzo 2025, attraverso le cosiddette “bussate” nella sala VAR;
  • una designazione arbitrale considerata favorevole in una trasferta a Bologna dell’Inter (terminata uno a zero per gli emiliani) del 20 aprile 2025;
  • un presunto intervento per evitare che l’arbitro Daniele Doveri dirigesse partite decisive, inclusa la possibile finale di Coppa Italia tra Inter e Milan (finita 0-3).

Per le ultime due ipotesi, gli inquirenti parlano di un presunto accordo avvenuto allo stadio San Siro il 2 aprile 2025 “con più persone”.

Il ruolo di Gervasoni e gli altri episodi

Andrea Gervasoni è indagato per la partita di Serie B Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025. In quel match, un rigore inizialmente assegnato agli emiliani fu successivamente revocato dopo l’intervento della sala VAR.

Daniele Paterna, inizialmente ascoltato come testimone per Udinese-Parma, è stato poi iscritto nel registro degli indagati per false informazioni al pubblico ministero.

Rodolfo Di Vuolo è coinvolto in quanto assistente VAR nella partita Inter-Verona, mentre Luigi Nasca operava sia nello stesso match sia nella gara Salernitana-Modena.

Inter e dirigenti non indagati

Un elemento chiarito dagli inquirenti riguarda l’assenza di responsabilità diretta delle società. L’Inter e i suoi dirigenti non risultano indagati.

L’indagine, infatti, si concentra esclusivamente su soggetti appartenenti al sistema arbitrale.

Un’inchiesta che può allargarsi

Il fascicolo resta aperto e potrebbe ampliarsi. Gli investigatori ritengono che altri assistenti VAR possano essere coinvolti, ma al momento le loro identità non sono state rese pubbliche.

La presenza di soggetti “in concorso” lascia aperto uno scenario più ampio, con possibili sviluppi nelle prossime settimane.