L’influenza K ha davvero allentato la presa? La risposta è sì, ma solo in parte. Secondo gli ultimi dati, l’ondata principale ha superato il momento più critico. Ma la stagione influenzale 2025-2026 non è ancora conclusa.

Gli esperti parlano di una curva epidemica in fase discendente, con una “coda” destinata a protrarsi fino alla fine di febbraio. Un dato che invita alla prudenza, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.

Le stime complessive restano alte. I casi attesi sono almeno 14 milioni, in linea con le previsioni iniziali. Numeri che collocano questa stagione tra le più impegnative degli ultimi anni, sia per diffusione sia per intensità dei sintomi.

A favorire la circolazione del virus continuano a essere le basse temperature e l’elevata umidità. Condizioni ideali per la sopravvivenza dei virus respiratori, che mantengono alto il numero di persone ammalate in tutta Italia.

Non solo. L’influenza di quest’anno ha avuto un impatto più significativo sulla salute, con sintomi spesso più intensi rispetto alle stagioni precedenti. Febbre alta, dolori muscolari, tosse persistente e spossatezza prolungata sono stati segnalati con maggiore frequenza.

Influenza K: a che punto siamo davvero

La buona notizia è che il picco è stato superato. La meno rassicurante è che il virus continua a circolare.

I virologi parlano di una fase discendente lenta, tipica delle stagioni influenzali più intense. Questo significa che nuovi casi continueranno a emergere, soprattutto tra chi non ha sviluppato un’immunità sufficiente o non si è vaccinato.

Secondo i dati epidemiologici, la pressione sui medici di base e sui pronto soccorso resta significativa. In molte regioni si osserva una riduzione dei nuovi contagi settimanali, ma il numero assoluto di persone con sintomi influenzali rimane elevato.

Un aspetto da non sottovalutare riguarda la durata dei disturbi. Molti pazienti riferiscono sintomi che si protraggono oltre i classici 5-7 giorni, con una fase di recupero più lenta del solito.

Sintomi più forti rispetto al passato: perché

Uno degli elementi che ha caratterizzato l’influenza K è l’intensità dei sintomi.

Febbre elevata, spesso sopra i 38,5 gradi, dolori articolari marcati e una tosse insistente sono stati descritti come più frequenti. In alcuni casi, la stanchezza si è protratta per settimane, incidendo sulla vita quotidiana e lavorativa.

Secondo gli specialisti, questo quadro clinico più impegnativo può essere legato a diversi fattori:

  • una minore esposizione ai virus influenzali negli anni precedenti;
  • un sistema immunitario meno “allenato” dopo le stagioni pandemiche;
  • la circolazione contemporanea di più virus respiratori.

Il risultato è un’influenza che, pur rimanendo nella maggior parte dei casi benigna, viene percepita come più pesante e difficile da gestire.

Quali farmaci antivirali funzionano contro l’influenza

Sul fronte delle terapie, il punto fermo arriva dal virologo Fabrizio Pregliasco, che chiarisce quali sono le opzioni realmente efficaci.

Esistono due farmaci antivirali specifici in grado di ridurre più rapidamente sintomi come tosse e raffreddore. Si tratta di Oseltamivir e Zanamivir.

Questi medicinali non sono di uso comune. Vengono impiegati soprattutto nei casi più impegnativi e nelle forme gravi di influenza o in pazienti a rischio di complicanze.

Sono farmaci di fascia C, quindi a carico del paziente, e non sono facilmente reperibili in farmacia. Possono essere prescritti solo dal medico, a differenza dei comuni farmaci da banco.

In Paesi come il Giappone, l’uso di antivirali contro l’influenza stagionale è più diffuso. In Italia, invece, l’approccio resta più prudente e mirato.

Quando gli antivirali sono davvero efficaci

Il fattore decisivo è il tempo.

L’efficacia di Oseltamivir e Zanamivir è strettamente legata al tempismo. Devono essere assunti all’inizio dei sintomi, idealmente entro le prime 48 ore.

La terapia dura cinque giorni, con due somministrazioni al giorno. Se assunti troppo tardi, l’effetto si riduce drasticamente.

Per questo motivo non vengono prescritti automaticamente a tutti i pazienti influenzati. Il medico valuta caso per caso, considerando età, condizioni di salute e gravità dei sintomi.

Antibiotici: perché non vanno usati subito

Uno degli errori più comuni riguarda l’uso degli antibiotici.

Nella fase iniziale dell’influenza non vanno utilizzati. Le forme respiratorie sono nel 99% dei casi di origine virale e l’antibiotico non ha alcun effetto sui virus.

L’assunzione impropria di antibiotici non solo è inutile, ma contribuisce al problema globale dell’antibiotico-resistenza.

L’antibiotico può essere preso in considerazione solo dopo una valutazione medica accurata. Questo avviene quando:

  • l’infezione non migliora dopo 3-4 giorni;
  • dopo la fase virale subentra una sovrainfezione batterica.

In questi casi, la tosse cambia caratteristiche. Da secca diventa produttiva e la sintomatologia tende a peggiorare o a ripresentarsi dopo un apparente miglioramento.

Donna con l’influenza a letto.

Automedicazione responsabile: cosa fare a casa

In assenza di complicazioni, l’approccio corretto resta quello dell’automedicazione responsabile.

Farmaci sintomatici come:

  • antinfiammatori;
  • antifebbrili;
  • antitosse;

possono essere utilizzati per attenuare i disturbi senza azzerarli del tutto. Questo consente di monitorare l’evoluzione dell’influenza e modulare le cure in base all’intensità dei sintomi.

Riposo, idratazione e alimentazione leggera restano pilastri fondamentali della guarigione.

In caso di peggioramento o mancato miglioramento, la valutazione del medico resta indispensabile.

Lo sapevi che…

Molti pazienti confondono influenza e raffreddore ma non sono la stessa cosa. L’influenza compare in modo brusco, con febbre alta e dolori diffusi. Il raffreddore è più graduale e raramente provoca febbre elevata.

FAQ – Le domande più cercate su Google

Quanto dura l’influenza K?
In media 5-7 giorni, ma la stanchezza può durare più a lungo.

Quando devo contattare il medico?
Se i sintomi peggiorano o non migliorano dopo 3-4 giorni.

Gli antivirali sono per tutti?
No. Sono indicati solo in casi selezionati e su prescrizione medica.

Posso prendere antibiotici preventivamente?
No. Sono inutili contro i virus e vanno evitati senza indicazione medica.

La vaccinazione serve ancora?
Sì. Riduce il rischio di forme gravi e complicanze.