L‘Italia ha concluso la sua missione militare in Iraq. Con il rientro degli ultimi militari, impegnati nel recupero e nel trasferimento dei materiali logistici, si chiude una presenza durata dodici anni. Ad annunciarlo è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto. Restano nel Paese soltanto due carabinieri, inquadrati in una missione dell’Unione europea.

Le parole del ministro Crosetto

“Con il rientro degli ultimi militari impegnati nel recupero e nel trasferimento dei materiali logistici, si conclude oggi la presenza delle nostre Forze armate in Iraq”, ha dichiarato Crosetto. “Si conclude così un impegno durato dodici anni, nel corso dei quali migliaia di nostri militari hanno operato in Iraq, contribuendo alla lotta contro Daesh, alla sicurezza del Paese e alla formazione delle Forze armate irachene e delle forze di sicurezza del Kurdistan iracheno”.

Il ministro ha precisato che il ritiro non nasce da una scelta unilaterale: la presenza dei militari italiani viene meno “non per una decisione italiana, ma perché entriamo in una fase diversa, concordata con le autorità irachene e con i Paesi partner, che prevede la piena assunzione di responsabilità da parte delle forze di sicurezza irachene”.

Cosa resta operativo e da dove

L’uscita dal terreno non chiude del tutto l’impegno internazionale. L’Operazione Inherent Resolve della Coalizione, avviata nel 2014, e la Nato Mission Iraq continueranno a operare da altri Paesi. In particolare, la Nato Mission Iraq resterà attiva dalla sede temporanea di Lago Patria, in provincia di Napoli, presso il Joint Force Command Naples della Nato.

In Iraq restano inoltre due carabinieri italiani, impegnati nell’ambito della missione dell’Unione europea Euam Iraq, autorizzata dal governo di Baghdad.

Il rapporto bilaterale tra Italia e Iraq

Il rientro era già in larga parte completato dal marzo 2026. Nelle ultime settimane erano rimasti nel Paese solo i team necessari al recupero e al trasferimento dei materiali.

Nei recenti colloqui tra il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e il suo omologo iracheno, generale Abdul Amir Yarallah, i due Paesi hanno confermato l’intenzione di mantenere e sviluppare il rapporto bilaterale, proseguendo lo scambio di competenze e i programmi di formazione.