Il 14 dicembre 2024 Isak Andic, 71 anni, fondatore del marchio di moda Mango e uomo più ricco della Catalogna con un patrimonio stimato da Forbes in 4,5 miliardi di euro, era uscito per un’escursione sul massiccio di Montserrat insieme al figlio maggiore Jonathan. Da quell’escursione era tornato solo il figlio. Isak era precipitato da un’altezza di oltre 150 metri sul sentiero delle Cuevas de Collbató. Per mesi l’ipotesi era stata quella di un tragico incidente. Oggi, però, la polizia catalana dei Mossos d’Esquadra ha arrestato Jonathan Andic, 40 anni, con l’accusa di omicidio.

La versione di Jonathan e le prime contraddizioni

Quella mattina di dicembre Jonathan raccontò agli investigatori che il padre stava camminando qualche passo dietro di lui quando sentì un rumore di pietre. Girandosi, vide Isak perdere l’equilibrio e precipitare nel burrone. Una versione inizialmente trattata come credibile: il percorso è impervio, la morfologia del luogo rende plausibili cadute accidentali. I Mossos avviarono un’indagine per incidente, e la giudice in un primo momento archiviò il caso.

Ma le incongruenze nelle dichiarazioni di Jonathan erano presenti fin dall’inizio. E col tempo si accumularono. Nel settembre 2025, su richiesta del giudice istruttore, il telefono di Jonathan fu sequestrato. Nelle settimane successive, l’analisi del dispositivo aggiunse elementi alle contraddizioni già presenti negli interrogatori. Il caso fu riaperto nel marzo 2025 e, ad ottobre 2025, la polizia aprì formalmente le indagini con l’ipotesi di omicidio davanti al Tribunale d’Istruzione 5 di Martorell.

Il sopralluogo anticipato e la testimonianza della compagna

Due elementi in particolare avevano orientato i sospetti verso Jonathan.

  • Il primo: pochi giorni prima dell’escursione in cui Isak morì, Jonathan si era già recato nello stesso luogo sul Montserrat. La sua difesa sostiene che lo avesse fatto per prepararsi all’uscita col padre. Gli inquirenti hanno interpretato diversamente quella visita.
  • Il secondo elemento è la testimonianza di Estefanía Knuth, golfista professionista e compagna di Isak Andic. Knuth ha riferito agli investigatori di un rapporto difficile tra padre e figlio, segnato da tensioni che andavano oltre le normali frizioni familiari e che avevano radici precise nella storia dell’azienda.

La successione mancata e il ritorno di Isak

Nel 2014 Isak aveva deciso di cedere la guida di Mango al figlio maggiore. Una scelta che si rivelò fallimentare: un anno dopo Isak fu costretto a rientrare per formare una nuova squadra e rilanciare il marchio. Secondo fonti vicine all’inchiesta, quella successione affrettata e il suo esito disastroso avevano incrinato in modo profondo il rapporto tra i due. Isak, tornando alla guida, aveva accusato Jonathan di aver fatto perdere all’impresa “la sua essenza e la sua anima” e di aver compromesso i rapporti con la clientela storica.

Mango è oggi uno dei principali gruppi di moda al mondo, con quasi 2.800 negozi e oltre 16.400 dipendenti in più di 120 mercati. Isak l’aveva fondata nel 1984 aprendo la prima boutique al numero 65 del Paseo de Gracia di Barcellona, partendo da una storia di emigrazione: nato a Istanbul nel 1953 da una famiglia di ebrei sefarditi, era arrivato in Catalogna a 14 anni e aveva cominciato vendendo vestiti ai mercatini delle pulci.

L’eredità contesa e la guerra con la compagna

Alla morte di Isak la famiglia ha dovuto fare i conti anche con un testamento che ha prodotto ulteriori tensioni. Jonathan è stato nominato vicepresidente del consiglio di amministrazione e presidente della società di partecipazioni, mentre le sorelle Judith e Sarah sono diventate vicepresidenti. Il CEO Toni Ruiz ha assunto la presidenza del consiglio di amministrazione.

Sul fronte patrimoniale, la compagna Estefanía Knuth ha contestato il lascito testamentario. Il testamento firmato da Isak nel luglio 2023 prevedeva per lei cinque milioni di euro, somma che Knuth ha ritenuto del tutto insufficiente chiedendone settanta. Dopo una lunga trattativa, figli e compagna avrebbero raggiunto un accordo preliminare per una divisione di circa trenta milioni di euro.

L’arresto e i prossimi passi

Nella mattina del 19 maggio 2026 Jonathan Andic è stato tratto in arresto presso la propria abitazione ed è stato trasferito direttamente al tribunale di Martorell. Ha sempre negato ogni responsabilità nella morte del padre. Spetterà ai giudici valutare gli elementi raccolti in oltre un anno di indagini, per stabilire se la mattina di dicembre sulle pendici del Montserrat si sia consumato un omicidio o una tragica coincidenza.