Roberto Mancini è in pole position per tornare sulla panchina della Nazionale italiana. Secondo più fonti convergenti, esiste già un accordo di massima su un contratto quadriennale da 2 milioni di euro annui, valido fino al 30 giugno 2030. La firma ufficiale non è però imminente: tutto è legato all’esito delle elezioni per la presidenza della FIGC, in programma il prossimo 22 giugno.

Perché le elezioni FIGC bloccano tutto

L’intera operazione si regge su un presupposto politico: l’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza federale. Malagò, infatti, è il candidato favorito, ma ha un avversario dichiarato in Giancarlo Abete. Mancini è notoriamente legato all’ex numero uno del CONI e senza la sua elezione gli scenari potrebbero cambiare in modo sostanziale.

La nomina sarebbe, quindi, il primo atto della nuova governance federale, non un passaggio indipendente da essa.

Baldini e Conte superati

Nelle ultime settimane il nome di Silvio Baldini aveva guadagnato terreno, soprattutto dopo le due amichevoli vinte dall’Italia durante la sua gestione ad interim: 1-0 contro il Lussemburgo prima, 1-0 in Grecia poi, con il nerazzurro Pio Esposito protagonista in entrambi i casi. Baldini ha dimostrato una capacità di coinvolgimento del gruppo apprezzata dai più, tanto che diversi addetti ai lavori lo hann0 indicato come possibile candidato a una gestione più lunga.

Antonio Conte era l’altro nome rimasto in ballo. L’allenatore pugliese, reduce dall’esperienza al Napoli, era considerato il profilo di maggiore spessore internazionale tra i candidati alternativi.

Mancini, però, avrebbe superato entrambi.

Il contratto: quadriennale fino al 2030, l’obiettivo è il Mondiale

Come già accennato, l’accordo di massima prevede un quadriennale da 2 milioni di euro annui. L’orizzonte temporale non è casuale: il 30 giugno 2030 è la scadenza naturale di un ciclo che punta alla qualificazione ai Mondiali 2030, la competizione che l’Italia ha mancato per la terza volta consecutiva.

Mancini ha attualmente un contratto con l’Al-Sadd fino al 2028. Ha appena vinto il campionato qatariota con il club di Doha, confermando la propria capacità di produrre risultati anche fuori dall’Europa. Rescindere quel contratto, però, non rappresenterebbe un ostacolo rilevante.

Chi è Roberto Mancini: il curriculum da CT

La prima esperienza di Mancini sulla panchina azzurra era cominciata nel maggio 2018, dopo la mancata qualificazione ai Mondiali di Russia sotto la guida di Gian Piero Ventura. L’esordio fu in amichevole, con una vittoria 2-1 contro l’Arabia Saudita.

Il punto più alto arrivò all’Europeo 2020, disputato nel 2021 causa pandemia: vittoria in finale contro l’Inghilterra padrona di casa a Wembley, ai rigori, dopo una stagione con una striscia di 37 partite senza sconfitte (30 vittorie e 7 pareggi) che rappresenta tuttora il record da ct della Nazionale. Poi il buio: ai playoff per i Mondiali 2022 la Macedonia del Nord eliminò l’Italia al primo turno, a Palermo.

Il 12 agosto 2023, appena otto giorni dopo essere stato nominato anche coordinatore delle Under 20 e Under 21, Mancini rassegnò le dimissioni. Tre giorni dopo firmò con la Nazionale dell’Arabia Saudita. La mossa fu letta come un tradimento da buona parte del mondo del calcio italiano, e lo stesso Mancini, nei mesi successivi, ha più volte riconosciuto pubblicamente che quella scelta fu un errore.

I prossimi appuntamenti della Nazionale

L’Italia tornerà in campo a settembre per il gruppo A di Nations League, dove affronterà Belgio, Turchia e Francia. Poi inizierà il percorso di qualificazione all’Europeo 2028, inserita nel girone 7 con Germania, Belgio e Slovacchia. La prima gara ufficiale del nuovo ciclo è prevista a novembre contro la Slovacchia.