Da 0ggi, lunedì 16 febbraio, l’alta pressione prova a rialzare la sua influenza sull’Europa occidentale e sul bacino del Mediterraneo ma Italia resta sotto l’effetto di venti molto intensi e condizioni meteo variabili che influenzano il traffico, le attività all’aperto e la percezione del freddo, con raffiche fino a 120 km/h soprattutto in Sardegna e sul basso Tirreno.
Situazione sinottica e tendenze generali
In apertura di settimana, come da previsioni de IlMeteo.it, una timida espansione dell’alta pressione verso ovest tenta di bloccare l’ingresso diretto delle perturbazioni atlantiche nel Mediterraneo, ma non riesce a garantire tempo stabile su tutta la Penisola. I sistemi nuvolosi vengono infatti deviati lungo il bordo orientale dell’anticiclone, mantenendo condizioni di instabilità e variabilità atmosferica su gran parte dell’Italia.
Venti intensi e mari agitati: la scena meteo nazionale
Scenario
- Venti forti di Ponente e Maestrale soffiando con intensità burrascosa.
- Raffiche fino a 100–120 km/h nelle zone costiere della Sardegna e del basso Tirreno.
- Mari rapidamente agitati o molto agitati su tutte le coste esposte.
Queste condizioni vengono favorite da un forte gradiente barico orizzontale: una sorta di “scivolo” di correnti che attraversa l’Italia. Questo tipo di ventilazione accentua la sensazione di freddo e può causare disagi nei collegamenti marittimi e nei trasporti su strada, in particolare nelle regioni costiere occidentali.
Instabilità su Adriatiche e Sud: piogge e rovesci
Le regioni adriatiche e il Sud Italia si trovano direttamente esposte alle correnti instabili che scivolano lungo il margine orientale dell’alta pressione. Questo porta a:
- Nuove piogge e rovesci, in alcune aree anche con accumuli significativi.
- Persistente effetto dei flussi settentrionali che mantiene il clima freddo e pungente soprattutto al Centro-Sud.
Nord Italia: scudo alpino e clima favorevole
Le Alpi agiscono da barriera naturale contro le perturbazioni più decise in arrivo da nord-ovest, determinando condizioni di:
- Nevicate copiose nelle aree di confine (es. Courmayeur).
- Tempo stabile e soleggiato sulle pianure grazie alla compressione dell’aria in discesa.
- Venti favonici (Foehn) nelle vallate alpine e pedemontane, con riscaldamento secco che rende il clima mite nonostante la stagione invernale.
Tendenza da giovedì 19 febbraio
Una perturbazione più decisa riuscirà a scardinare anche la debole protezione anticiclonica:
- Peggioramento rapido e intenso su gran parte del Paese.
- Calo sensibile delle temperature, soprattutto in quota.
- Possibile ritorno della neve fino a quote collinari sul Nord Italia, in corrispondenza dell’ingresso di aria più fredda nei livelli medio-alti dell’atmosfera.
Cosa aspettarsi?
Venti forti e mari agitati possono influenzare:
- Escursioni e trekking;
- Navigazione da diporto;
- Attività costiere;
- Possibili ritardi su ferrovie e traghetti nelle zone più esposte al vento;
- La ventilazione tesa accentuerà la sensazione di freddo, soprattutto al Centro-Sud.
FAQ
Quando tornerà un tempo stabile in Italia?
Secondo le previsioni, dopo il peggioramento di giovedì 19 potrebbe seguire una breve fase più stabile, ma resta incerta la successiva evoluzione.
Le nevicate interesseranno le città?
Possibile neve a quote collinari al Nord giovedì, ma l’accumulo nei centri urbani dipenderà dalle condizioni locali e dalla quota termica.
Il vento forte è pericoloso?
Sì: raffiche oltre 90–100 km/h possono creare disagi e pericoli per strutture leggere e trasporti.






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