La nuova realtà delle isole d‘esilio del periodo fascista. Su impulso dell’associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti (Anppia) nasce l’idea di fondare una rete delle isole di confino. Martedì 5 dicembre, su iniziativa della vicepresidente Anna Rossomando, verrà presentata, presso la sala stampa del senato, la proposta di costituzione del coordinamento della rete delle isole di confino. Ventotene, Ponza, Ustica, Pantelleria e Tremiti, alcune delle isole utilizzate come terre d’esilio durante il periodo di relegazione, realizzano una rete la cui finalità è il potenziamento  della coscienza storica dell’esperienza del confino e la valorizzazione del  patrimonio legato ai luoghi.

Alla conferenza parteciperanno i rappresentanti dei centri studi isole: Vito Ailara (Ustica), Anna Gervasio (Tremiti), Anthony Santilli ( Ventotene), Rosanna Conte ( Ponza) e Nino Paino ( Lipari).  L’idea della costituenda rete delle isole di confino nasce a seguito dell’inaugurazione a Ventotene del primo memoriale del confino. La prima riunione, a cui hanno aderito le realtà coinvolte,  ha offerto un’occasione di confronto e scambio fra centri studi e nuclei che da sempre hanno avuto come obiettivo la  valorizzazione  delle diverse esperienze dei territori insulari durante l’epoca del confino di polizia.

L’obiettivo

La costituzione di un coordinamento delle isole di confino ha posto le basi per la maturazione di obiettivi comuni che le diverse realtà si sono poste nella loro azione quotidiana di disseminazione:

  • consolidare la coscienza storica dell’esperienza del confino, sia verso le rispettive popolazioni locali che verso l’esterno
  • proporre progetti di tutela e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale legato ai luoghi di confino

La riflessione comune, a cui hanno partecipato le isole di confino sopra citate, ha scaturito la necessità di costituzione di un coordinamento tra le diverse realtà coinvolte grazie anche al sostegno attivo dell’Anppia affinché si sviluppi la memoria antifascista nel paese.

Cos’è la rete isole di confino

Il confino politico è una forma di esilio coatto rivolto agli oppositori politici che consisteva nell’allontanamento in remote località della nazione, luoghi dove vi erano poche vie di fuga e di comunicazione. La conoscenza di quest’epoca, la cui nascita è antecedente al regime fascista, serve a prendere consapevolezza di quanto sia costato al nostro popolo la conquista della libertà e della democrazia. Introdotto l’8 novembre 1926 nel testo unico di pubblica sicurezza, il confino di polizia fu il primo tra i provvedimenti liberticidi voluto da Mussolini all’atto del suo insediamento al Ministero dell’interno. Più tardi però, i perseguitati dal fascismo, in maggior parte operai e contadini, cittadini comuni, inizieranno la resistenza armata cambiando le sorti dell’Italia.

Alla luce di ciò, lo scorso 23 e 24 settembre, a seguito del primo memoriale del confino svoltosi a Ventotene, l’Anppia ha voluto convocare gli studiosi che operano nelle isole al termine del quale si è ragionato sull’opportunità di un coordinamento finalizzato all’atto costitutivo della rete.

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