Nelle ultime 48 ore il conflitto in Medio Oriente ha registrato un salto di livello che coinvolge direttamente anche l’Europa. A dirlo è il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che da Arad parla apertamente di capacità missilistiche iraniane in grado di colpire a oltre 4.000 chilometri di distanza.
L’accusa: missile verso Diego Garcia e portata intercontinentale
Durante una visita nella città meridionale di Arad, colpita da attacchi missilistici, Netanyahu ha indicato un episodio preciso come prova del rischio globale.
“Se volete la prova che l’Iran mette in pericolo il mondo intero, le ultime 48 ore ve l’hanno fornita”.
Il riferimento è al lancio di un missile balistico intercontinentale da parte dell’Iran verso Diego Garcia, base militare anglo-americana nell’Oceano Indiano.
“Hanno lanciato un missile balistico intercontinentale contro Diego Garcia. Si tratta di una gittata di 4.000 chilometri. L’ho sempre detto. Ora hanno la capacità di raggiungere zone profonde dell’Europa”.
Secondo il premier israeliano, questo episodio segna un cambio di scala: la minaccia non riguarda più solo il Medio Oriente.
“Il mondo deve agire”: l’appello ai leader internazionali
Netanyahu lega l’evoluzione militare iraniana a una richiesta politica diretta alla comunità internazionale.
“Di quali altre prove avete bisogno per convincervi che questo regime, che minaccia il mondo intero, debba essere fermato?”
Il premier sostiene che alcuni Paesi stanno già iniziando a muoversi, ma ritiene insufficiente la risposta attuale.
“Sono lieto di dire che alcuni di loro si stanno muovendo in questa direzione, ma c’è ancora molto da fare”.
L’appello si inserisce nella linea condivisa con gli Stati Uniti.
“Il presidente americano Trump ha chiesto alla comunità internazionale di affrontare questo regime terroristico e fanatico”.
Secondo Netanyahu, si tratta di una questione che supera i confini nazionali.
“non solo per la sicurezza dell’America e di Israele, ma per la sicurezza di tutto il mondo, ed è il momento per loro di agire”.
Rotte energetiche e pressione globale
Nel suo intervento, il premier israeliano amplia il quadro oltre l’aspetto militare.
“Stanno prendendo di mira tutti. Stanno bloccando una rotta marittima internazionale, una via energetica fondamentale, e stanno cercando di ricattare il mondo intero”.
Il riferimento è alle tensioni nelle principali rotte energetiche, già al centro delle dinamiche geopolitiche nelle ultime settimane, in particolare lo Stretto di Hormuz.
Europa nel raggio e scenario in evoluzione
Il punto più rilevante riguarda l’Europa. La distanza di 4.000 chilometri indicata da Netanyahu colloca diverse aree del continente potenzialmente entro la portata missilistica iraniana.
“È ora che i leader degli altri Paesi si uniscano”.
Il premier insiste su una risposta coordinata, parlando esplicitamente di una campagna militare congiunta israelo-americana contro l’Iran.
Sottolinea che alcuni governi stanno già prendendo posizione, ma ribadisce che “serve di più”.






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