Quando arrivano i pagamenti dell’Assegno unico a gennaio 2026 e cosa devono fare le famiglie per non perdere soldi nei prossimi mesi? La risposta è chiara, ma richiede attenzione.
L’INPS ha comunicato che i pagamenti assegno unico gennaio 2026 saranno effettuati il 21 e 22 gennaio, confermando il calendario per il primo mese dell’anno. Tuttavia, dietro questa data si nasconde una serie di novità che riguardano il rinnovo dell’ISEE, la nuova modalità di calcolo entrata in vigore dal 1° gennaio e il rischio concreto di vedersi ridurre l’importo da marzo.
Non si tratta di un semplice adempimento burocratico. Il 2026 introduce cambiamenti strutturali che possono incidere in modo significativo sull’importo mensile riconosciuto alle famiglie, soprattutto a quelle con figli e redditi medio-bassi. Per questo è fondamentale capire cosa cambia e quali scadenze non vanno assolutamente mancate.
Quando arrivano i pagamenti assegno unico gennaio 2026
L’INPS ha confermato che l’Assegno unico e universale per i figli a carico sarà accreditato tra il 21 e il 22 gennaio 2026. La tempistica riguarda la platea dei beneficiari che hanno già una domanda attiva e non hanno subito variazioni nella composizione del nucleo familiare.
Per i mesi di gennaio e febbraio 2026, l’importo continua a essere calcolato sulla base dell’ISEE valido al 31 dicembre 2025, come previsto dalla normativa. Questo significa che, almeno per i primi due mesi dell’anno, le famiglie non subiranno tagli immediati anche se non hanno ancora presentato il nuovo ISEE.
Ma attenzione: questa “tregua” ha una scadenza precisa.
Scadenza ISEE: perché febbraio è il mese decisivo
L’attestazione ISEE 2025 è scaduta il 31 dicembre 2025. Dal punto di vista formale, quindi, dal 1° gennaio 2026 le famiglie sono considerate prive di un ISEE valido, anche se gli effetti economici non sono immediati.
Il punto di svolta arriva a marzo 2026. In assenza di un nuovo ISEE aggiornato, l’Assegno unico viene automaticamente erogato con l’importo minimo previsto dalla legge, pari a circa 58–59 euro mensili per figlio.
Per evitare questa riduzione, le famiglie devono presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e ottenere il nuovo ISEE entro il 28 febbraio 2026. In questo modo:
- il pagamento di marzo sarà calcolato correttamente;
- non si perderà alcuna quota dell’assegno spettante.
- Chi rispetta questa scadenza non subirà penalizzazioni.
Cosa succede se l’ISEE arriva in ritardo
Il sistema prevede una seconda possibilità, ma con limiti ben precisi. Se l’ISEE viene presentato entro il 30 giugno 2026, l’Inps può:
- ricalcolare l’importo dell’Assegno unico;
- riconoscere gli arretrati a partire da marzo 2026.
Oltre il 30 giugno, invece, si perde il diritto al recupero completo degli arretrati per l’anno in corso. Questo significa che eventuali mesi pagati al minimo non verranno più ricalcolati, anche se l’ISEE aggiornato risulterà più favorevole.
È un dettaglio che può fare la differenza, soprattutto per i nuclei con più figli.
Nuova modalità di calcolo ISEE dal 1° gennaio 2026
Il 2026 non porta solo scadenze, ma anche un nuovo modo di calcolare l’ISEE. La legge di Bilancio ha introdotto criteri pensati per rendere l’indicatore più favorevole alle famiglie, in particolare a quelle con figli.
Tra le novità principali:
- una diversa valorizzazione dell’abitazione principale;
- un impatto potenzialmente ridotto del patrimonio immobiliare sul valore finale;
- un miglior allineamento dell’ISEE alle reali condizioni economiche del nucleo.
Queste modifiche mirano a rafforzare le misure di inclusione sociale e a rendere più equo l’accesso alle prestazioni familiari.
L’Inps ha chiarito che:
- tutte le DSU presentate dal 1° gennaio 2026 saranno ricalcolate con i nuovi criteri;
- le domande sospese verranno definite automaticamente;
- le prestazioni già liquidate potranno essere ricalcolate se il nuovo ISEE risulta più vantaggioso.
Rivalutazione delle soglie ISEE: quanto aumenta l’assegno
Dal 1° gennaio 2026 le soglie ISEE sono state rivalutate dell’1,4% per tenere conto dell’inflazione. Un adeguamento che incide direttamente sugli importi dell’Assegno unico.
In base ai nuovi valori:
- l’importo massimo sale a circa 203,81 euro al mese per figlio per chi ha un ISEE fino a 17.468,51 euro;
- l’importo minimo è fissato a 59,83 euro mensili per chi ha un ISEE superiore a 46.230,35 euro o non presenta alcuna attestazione.
Questi importi rappresentano la base di partenza, a cui possono aggiungersi maggiorazioni legate al numero di figli, alla presenza di disabilità o all’età dei minori.
Pagamenti assegno unico gennaio 2026: cosa devono fare le famiglie
In concreto, per non perdere soldi e beneficiare delle nuove regole, le famiglie dovrebbero:
- verificare la data di accredito tra il 21 e il 22 gennaio 2026;
- presentare la DSU per il nuovo ISEE entro il 28 febbraio 2026;
- controllare che il nuovo indicatore sia stato correttamente recepito dall’Inps;
- monitorare l’importo da marzo in poi.
Il calcolo dell’ISEE può essere effettuato:
- tramite il servizio online Inps con ISEE precompilato;
- rivolgendosi a un CAF, che si occupa dell’invio della DSU all’Istituto.
Perché l’Assegno unico resta una misura centrale
L’Assegno unico e universale rappresenta una delle principali politiche di sostegno alle famiglie in Italia. Accorpa e sostituisce vecchi bonus, assegni familiari e detrazioni, offrendo un contributo mensile stabile e modulato in base alla situazione economica.
Proprio per questo, ogni aggiornamento normativo ha un impatto diretto su milioni di nuclei. Il 2026 segna un passaggio importante, perché combina:
- rivalutazione degli importi;
- nuova modalità di calcolo dell’ISEE;
- conferma del meccanismo di erogazione automatica.
Lo sapevi che…?
Anche se non presenti subito l’ISEE a gennaio, non perdi l’assegno nei primi due mesi dell’anno. Il rischio scatta solo da marzo, ma recuperare dopo giugno diventa impossibile.
FAQ – Le domande più cercate sull’Assegno unico 2026
Quando vengono pagati i pagamenti assegno unico gennaio 2026?
Tra il 21 e il 22 gennaio 2026.
Serve rinnovare subito l’ISEE a gennaio?
Non è obbligatorio per gennaio e febbraio, ma va rinnovato entro il 28 febbraio per evitare tagli da marzo.
Cosa succede senza ISEE da marzo 2026?
L’assegno viene pagato con l’importo minimo, circa 59 euro al mese.
Posso recuperare gli arretrati se presento l’ISEE dopo febbraio?
Sì, ma solo se lo fai entro il 30 giugno 2026.






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