Il pagamento della pensione di marzo 2026 partirà lunedì 2, primo giorno bancabile del mese. L’INPS accrediterà gli importi sia a chi riceve la pensione tramite banca sia a chi utilizza Poste Italiane, senza differenze nei tempi. Questo mese però milioni di pensionati troveranno un assegno più alto grazie alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, con conguagli arretrati inclusi.

Secondo quanto riportato da Informazione Fiscale e QuiFinanza, l’Istituto ha confermato ufficialmente l’adeguamento degli importi a partire da marzo, includendo anche le somme non erogate nei mesi di gennaio e febbraio.

Quando arriva la pensione di marzo 2026

L’accredito avverrà il 2 marzo 2026. Il calendario riguarda:

  • conto corrente bancario;
  • libretto postale;
  • carta Evolution;
  • ritiro in contanti presso Poste Italiane.

Per chi ritira in contanti è prevista la consueta turnazione alfabetica:

  • lunedì 2 marzo: cognomi A–C;
  • martedì 3 marzo: D–K;
  • mercoledì 4 marzo: L–P;
  • giovedì 5 marzo: Q–Z.

Il cedolino sarà disponibile online già negli ultimi giorni di febbraio tramite il portale MyINPS con:

  • SPID livello 2 o superiore;
  • Carta di Identità Elettronica 3.0;
  • Carta Nazionale dei Servizi.

Il PIN INPS non è più attivo dal 2020, salvo per cittadini italiani residenti all’estero senza documento di riconoscimento italiano.

Rivalutazione 1,4% e nuove misure: cosa cambia da marzo

La rivalutazione annuale dell’1,4% si applica in modo pieno alle pensioni fino a quattro volte il minimo INPS. La percentuale scende al 90% tra quattro e cinque volte il minimo e al 75% oltre sei volte il minimo.

Dal mese di marzo entrano in vigore anche due interventi strutturali:

  • Riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% per lo scaglione tra 28.000 e 50.000 euro per titolari di pensioni dirette e prestazioni di accompagnamento.
  • Incremento mensile di 20 euro legato alle maggiorazioni sociali per pensionati over 70 e invalidi civili totali maggiorenni con basso reddito.

L’INPS ha chiarito che gli adeguamenti saranno applicati automaticamente con il pagamento di marzo, includendo anche i conguagli di gennaio e febbraio. Questo meccanismo moltiplica l’effetto positivo nella mensilità di marzo.

Taglio Irpef: quanto aumenta davvero l’assegno

Il taglio Irpef si applica alla parte di pensione che supera i 28.000 euro annui.

Esempi concreti:

  • Pensione annua da 30.000€: aumento di circa €3 al mese, 40€ all’anno.
  • Pensione da 40.000€: aumento di circa 18,50€ al mese, 240€ all’anno.
  • Pensione da 50.000€: aumento di circa 34€ al mese, 440€ all’anno.

Maggiorazioni sociali: +20 euro strutturali

L’intervento sulle maggiorazioni sociali ha carattere strutturale. I beneficiari riceveranno un incremento di 20 euro mensili accreditato automaticamente.

Non è necessario presentare domanda: l’INPS procede d’ufficio. Per verificare l’importo è sufficiente consultare il cedolino online.

Chi riceve davvero l’aumento

Gli aumenti non spettano a tutti. Coinvolgono:

  • titolari di pensioni dirette;
  • percettori di prestazioni di accompagnamento;
  • pensionati con reddito tra 28.000 e 50.000 euro per il beneficio Irpef;
  • over 70 e invalidi civili totali con basso reddito per le maggiorazioni.

La mensilità di marzo sarà quindi la prima a includere:

  • rivalutazione;
  • riduzione Irpef;
  • incremento maggiorazioni sociali;
  • conguagli arretrati.

FAQ

Quando viene pagata la pensione di marzo 2026?
Lunedì 2 marzo 2026.

Chi beneficia del taglio Irpef?
Pensionati con reddito tra 28.000 e 50.000 euro.

Quanto aumenta la pensione?
Fino a circa 34 euro mensili, oltre ai conguagli.

I 20 euro sono automatici?
Sì, per over 70 e invalidi civili totali con basso reddito.

Ci sono conguagli?
Sì, marzo include arretrati di gennaio e febbraio.