L’INPS accelera sull’attuazione delle novità previste dalla Legge di Bilancio 2026, pubblicata il 30 dicembre scorso. L’Istituto ha avviato le attività operative per garantire, già a partire da marzo 2026, l’applicazione di due misure che incidono direttamente sugli assegni previdenziali: il taglio della seconda aliquota IRPEF e l’incremento strutturale delle maggiorazioni sociali.
Dal prossimo mese, inoltre, arriveranno anche i conguagli a credito per gennaio e febbraio.
Cosa cambia
L’INPS applicherà due interventi distinti ma complementari, entrambi con effetto retroattivo sui primi mesi del 2026:
- Riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% per lo scaglione di reddito oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro, destinata ai titolari di pensioni e di prestazioni di accompagnamento alla pensione (articolo 1, comma 3 della Manovra);
- Incremento strutturale delle maggiorazioni sociali, riconosciute ai pensionati con almeno 70 anni di età e agli invalidi civili totali maggiorenni.
Nel cedolino di marzo, oltre ai nuovi importi, l’Istituto corrisponderà anche i conguagli a credito relativi alle mensilità di gennaio e febbraio 2026.
Come funziona il taglio IRPEF sulle pensioni
La riduzione della seconda aliquota IRPEF incide direttamente sulla tassazione mensile delle pensioni medio-alte. Il beneficio non è una tantum: si traduce in meno imposte trattenute ogni mese, con un effetto cumulativo sull’intero anno fiscale. L’INPS ricalcola le ritenute applicando la nuova aliquota e restituisce quanto già trattenuto in eccesso nei primi due mesi del 2026.
Come funziona l’aumento delle maggiorazioni sociali
L’incremento delle maggiorazioni sociali è strutturale, quindi stabile nel tempo. Riguarda una platea particolarmente fragile: pensionati ultra-settantenni e invalidi civili totali maggiorenni. L’adeguamento aumenta l’importo mensile riconosciuto e viene pagato insieme agli arretrati maturati da gennaio.
Le conseguenze della riduzione IRPEF sulle persone
Per i pensionati con redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro, il taglio dell’aliquota dal 35% al 33% significa più liquidità immediata. L’effetto è visibile già dal cedolino di marzo e riduce il peso fiscale in modo continuativo. In termini pratici, la misura migliora la capacità di spesa mensile e attenua l’impatto dell’inflazione sui redditi fissi, soprattutto per chi non beneficia di altre integrazioni.
Le conseguenze dell’aumento delle maggiorazioni sociali
Per gli over 70 e gli invalidi civili totali, l’incremento strutturale delle maggiorazioni sociali rappresenta un rafforzamento del sostegno minimo. Non si tratta solo di un aumento numerico dell’assegno, ma di una scelta redistributiva che incide sulla qualità della vita quotidiana: spese sanitarie, assistenza e costi energetici trovano una copertura più solida e prevedibile nel tempo.
Perché marzo 2026 è il mese chiave
Il pagamento dei conguagli rende marzo un mese spartiacque: in un’unica soluzione i beneficiari riceveranno sia i nuovi importi aggiornati sia le somme arretrate di gennaio e febbraio. Un meccanismo che concentra l’effetto economico e rende immediatamente percepibili le misure della Manovra.
FAQ
Da quando viene applicata la riduzione dell’IRPEF sulle pensioni?
La riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% viene applicata a partire dal cedolino di marzo 2026. Nello stesso mese l’INPS eroga anche i conguagli a credito relativi alle mensilità di gennaio e febbraio 2026.
Chi beneficia del taglio della seconda aliquota IRPEF?
La misura riguarda i titolari di pensioni e di prestazioni di accompagnamento alla pensione con redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro annui. L’agevolazione incide direttamente sulle trattenute fiscali mensili.
In cosa consiste l’aumento delle maggiorazioni sociali?
L’aumento delle maggiorazioni sociali è strutturale e riguarda due categorie:
- pensionati di età pari o superiore a 70 anni;
- invalidi civili totali maggiorenni.
L’incremento si traduce in un importo mensile più alto, stabile nel tempo.
Gli arretrati vengono pagati automaticamente dall’INPS?
Sì. L’INPS ha chiarito che non è necessario presentare alcuna domanda: i conguagli relativi a gennaio e febbraio 2026 vengono accreditati automaticamente nel pagamento di marzo, insieme agli importi aggiornati.
Come posso verificare se ho ricevuto correttamente il beneficio?
È possibile controllare il dettaglio delle voci direttamente nel cedolino pensione di marzo 2026, accedendo all’area personale sul sito INPS o tramite patronato. Le voci IRPEF e maggiorazioni devono risultare aggiornate e comprensive degli arretrati.
Cosa fare se l’importo risulta errato o mancante?
In caso di anomalie, il pensionato può:
- contattare il Contact Center INPS;
- rivolgersi a un patronato;
- inoltrare una segnalazione tramite il servizio online INPS.






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