Sulla vicenda di Andrea Pirlo, dopo che è sfumato l’incarico di commissario tecnico della Nazionale italiana per via delle polemiche legate al suo contratto di sponsorizzazione con un’agenzia di scommesse russa, è intervenuta anche Mosca. L’ambasciatore della Federazione russa in Italia, Alexey Paramonov, ha pubblicato su Facebook una lettera indirizzata all’ex calciatore, esprimendogli “sincera e umana solidarietà”.

“Un mio collega”: l’incipit della lettera

Paramonov apre il proprio messaggio con un riferimento personale: “Gentile Andrea Pirlo, purtroppo non abbiamo mai avuto il piacere di conoscerci personalmente. Tuttavia, come accade a milioni di appassionati di sport in tutto il mondo, conosco bene i Suoi gol, quelli che hanno contribuito a renderLa una stella e una leggenda del calcio internazionale. Fino a poco tempo fa, invece, ignoravo il fatto che Lei fosse, in un certo senso, un mio collega: infatti, a quanto riporta la stampa italiana, Lei ricopre il ruolo di ‘Ambasciatore della società russa Fonbet'”.

L’accusa di ostracismo

Il passaggio successivo allarga il discorso al contesto internazionale e alla condizione degli artisti e degli sportivi russi: “In un periodo storico in cui la diplomazia attraversa una profonda crisi, poter contare su una personalità come la Sua nel ruolo di ambasciatore rappresenta senza dubbio un onore per qualsiasi Paese o società. Rattrista constatare che, nonostante il Suo contributo straordinario allo sport mondiale e all’immagine dell’Italia nel mondo, proprio nel Suo Paese, Lei sia oggi oggetto di ostracismo da parte di un establishment da molti definito ‘pseudo-democratico’; sorte, peraltro, già toccata, negli ultimi anni, a migliaia di sportivi, di direttori d’orchestra, di musicisti, di artisti e registi russi”.

L’ambasciatore riconosce poi gli ovvi limiti del proprio intervento: “Certo, le mie parole non cambieranno nulla, ma desidero esprimerLe la nostra sincera e umana solidarietà”.

La lettera si chiude con un riferimento al campo: “E questo, nonostante il fatto che la Nazionale Italiana che Lei avrebbe potuto allenare, e che forse un giorno allenerà, nei futuri Campionati Europei e Mondiali, possa costituire un avversario di assoluto livello per la Nazionale Russa”.

La replica di Calenda

L’intervento diplomatico ha prodotto una reazione immediata sul fronte politico italiano. Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha commentato sui social: “Direi che con questa dichiarazione possiamo chiudere l’assurda discussione sull’opportunità di prendere come allenatore della nazionale un signore pagato dai russi”.

Il commento del ministro Abodi

Sulla vicenda si era espresso in giornata anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, intervenuto a Piacenza: “Pirlo? La sua rinuncia alla panchina dell’Italia si commenta da sola, avremmo voluto che tutto si concludesse in modo differente, purtroppo non si è manifestata né una comunione di intenti e neppure la giusta tempestività”. Il ministro ha chiuso con una considerazione telegrafica: “Adesso dobbiamo recuperare una brutta figura”.