Pompei è, al contempo, uno dei luoghi più drammatici e suggestivi della storia antica mondiale. E gli scavi non smettono mai di regalare nuove scoperte.

Sono stati, infatti, rinvenuti due uomini: un 40enne di rango avvolto in un mantello di lana e il suo giovane schiavo in tunica, con le ossa già provate da anni di lavoro durissimo. L’Ansa, ha documentato la scoperta con la foto (di Luca Spina) dei due che stavano scappando dalla furia del Vesuvio.

Dario Franceschini, ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, ha affermato all’Ansa: «Questa scoperta straordinaria dimostra che Pompei è importante nel mondo non soltanto per il grandissimo numero di turisti, ma perché è un luogo incredibile di ricerca, di studio, di formazione. Sono ancora più di venti gli ettari da scavare, un grande lavoro per gli archeologici di oggi e del futuro».

Il direttore Massimo Osanna ha detto: «Scoperta assolutamente eccezionale», anche perché «per la prima volta dopo più di 150 anni è stato possibile realizzare i calchi perfettamente riusciti delle vittime e delle cose che avevano con sé nell’attimo in cui sono stati investiti e uccisi dai vapori bollenti dell’eruzione».

Il ritrovamento è avvenuto alcuni giorni fa nello scavo in corso dal 2020 nella grande villa suburbana a Civita Giuliana, 700 metri a nord ovest di Pompei, dove il Parco Archeologico è al lavoro già dal 2017, con uno scavo condotto in sinergia con la Procura di Torre Annunziata e nato per fermare gli scavi clandestini dei tombaroli che qui hanno lasciato ampie tracce della loro attività.

La scoperta è avvenuta nella villa in cui, nel 2018, sono stati trovati i resti di tre cavalli di gran razza e in particolare di uno splendido sauro completamente bardato con una raffinata sella in legno e bronzo e luccicanti finimenti come se l’uscita del padrone di casa – forse un comandante militare, forse un alto magistrato – dovesse essere imminente.