L’escalation del conflitto in Medio Oriente ha iniziato a produrre effetti anche sui prezzi dei carburanti in Italia. Tra il 25 febbraio e il 5 marzo, il costo medio di benzina e gasolio è cresciuto in modo significativo nelle principali città italiane, con incrementi che arrivano fino a quasi il 6% per il diesel.
Il rialzo è legato sia alle tensioni energetiche globali — in particolare al blocco dello Stretto di Hormuz, uno dei principali passaggi marittimi per petrolio e gas — sia al timore di possibili speculazioni lungo la filiera dei carburanti.
Proprio per questo motivo il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha convocato la Commissione di allerta rapida, con l’obiettivo di monitorare eventuali anomalie nel mercato.
I prezzi dei carburanti stanno correndo
L’analisi condotta da Altroconsumo su quattro grandi città italiane — Napoli, Milano, Roma e Torino — mostra un aumento significativo dei prezzi tra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo.
I dati considerati riguardano i prezzi self service nelle reti urbane, generalmente più bassi rispetto a quelli del servito o delle stazioni autostradali.
Secondo le rilevazioni pubblicate da Quotidiano Energia, l’incremento minimo registrato è del 3%, mentre per il diesel in alcune città si arriva quasi al +6%.
Benzina: Milano guida i rincari
Per quanto riguarda la benzina, gli aumenti registrati tra il 25 febbraio e il 5 marzo oscillano tra il 3% e il 4%.
Milano è la città con il rialzo più marcato, seguita da Roma.
- Milano: +4,1%
- Roma: +3,9%
- Napoli: +3,3%
- Torino: +3,1%
Diesel ancora più caro: quasi +6%
Gli aumenti più consistenti riguardano il gasolio, che ha registrato incrementi superiori rispetto alla benzina.
Roma è la città con la crescita più elevata.
- Roma: +5,9%
- Milano: +5,5%
- Napoli: +5,2%
- Torino: +4,9%
Il diesel è particolarmente sensibile alle tensioni geopolitiche perché rappresenta uno dei carburanti più utilizzati nel trasporto merci e nella logistica.
Prezzi medi nazionali al 5 marzo
Secondo i dati pubblicati da Quotidiano Energia, al 5 marzo il prezzo medio nazionale dei carburanti è pari a:
- Benzina: 1,729 euro al litro
- Gasolio: 1,823 euro al litro
Si tratta di valori medi che non riflettono necessariamente le tariffe applicate nei singoli distributori.
In alcune stazioni di servizio, infatti, i prezzi possono essere sensibilmente più alti.
I casi limite: oltre i 2 euro al litro
I dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano che in alcuni casi isolati i prezzi hanno superato ampiamente i livelli medi.
Sono stati registrati:
- fino a 2,29 euro al litro per la benzina
- fino a 2,39 euro al litro per il gasolio
Si tratta però di episodi circoscritti e non rappresentativi dell’andamento generale del mercato.
Differenze limitate tra province
L’analisi dei dati provinciali evidenzia una situazione relativamente uniforme lungo il territorio nazionale.
I prezzi risultano abbastanza allineati tra i diversi capoluoghi, e anche all’interno delle singole province non emergono grandi differenze tra distributori.
Questo significa che, almeno per il momento, è difficile trovare risparmi significativi semplicemente cambiando stazione di servizio.
Allo stesso tempo, il fatto che i prezzi superiori ai 2 euro al litro siano ancora relativamente rari indica che la situazione non ha ancora raggiunto livelli estremi.
Le province con la benzina più cara
Le tre province italiane con i prezzi medi più elevati della benzina sono:
- Crotone: 1,791 euro al litro
- Nuoro: 1,769 euro al litro
- Palermo: 1,768 euro al litro
Questi territori registrano valori superiori alla media nazionale.
Le province con la benzina più economica
All’estremo opposto si trovano le province dove il prezzo della benzina è più basso.
- Teramo: 1,701 euro al litro
- Asti: 1,703 euro al litro
- Cagliari: 1,705 euro al litro
Le differenze restano comunque contenute rispetto alla media nazionale.
Diesel: le province più care
Per quanto riguarda il gasolio, la provincia con il prezzo medio più alto è ancora Crotone, con 1,882 euro al litro.
Seguono due province del Nord-est:
- Bolzano: 1,875 euro al litro
- Trieste: 1,871 euro al litro
Diesel: le province più economiche
La provincia con il prezzo più basso del gasolio è invece Catania, con 1,784 euro al litro.
Seguono:
- Teramo: 1,794 euro al litro
- Siracusa: 1,794 euro al litro
- Teramo si conferma tra le province più economiche sia per benzina sia per diesel.
Il rischio speculazioni e le richieste dei consumatori
L’aumento dei prezzi è collegato alle tensioni geopolitiche ma anche al timore che possano verificarsi speculazioni lungo la filiera dei carburanti.
Proprio per questo il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha avviato un monitoraggio attraverso la Commissione di allerta rapida.
Alcune associazioni dei consumatori chiedono interventi immediati per ridurre l’impatto sui cittadini.
Tra le proposte avanzate c’è l’azzeramento dell’Iva sui carburanti, misura che consentirebbe di ridurre il costo del pieno.
FAQ
Perché benzina e diesel stanno aumentando?
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Hormuz stanno influenzando i mercati energetici globali.
Quanto sono aumentati i prezzi in Italia?
Tra il 25 febbraio e il 5 marzo gli aumenti registrati nelle principali città vanno dal 3% al 6%.
Qual è il prezzo medio nazionale dei carburanti?
Al 5 marzo la benzina costa mediamente 1,729 euro al litro e il diesel 1,823 euro al litro.
Ci sono differenze tra le province?
Le differenze esistono ma restano relativamente contenute rispetto alla media nazionale.






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