Il prezzo medio dei carburanti in Italia continua a crescere: oggi, mercoledì 8 aprile 2026, la benzina in modalità self service è a 1,789 euro al litro e il gasolio ha raggiunto 2,178 euro. Il dato è stato diffuso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Sulla rete autostradale i prezzi risultano ancora più elevati: la benzina self si attesta a 1,825 euro/litro e il diesel a 2,191 euro/litro.

Aumenti confermati: cosa sta succedendo alla pompa

I dati aggiornati mostrano un incremento rispetto ai giorni precedenti. La benzina è salita di 7 millesimi rispetto a venerdì scorso, mentre il gasolio registra un aumento molto più marcato, pari a 35 millesimi. Nel frattempo, gli altri carburanti restano su livelli sostenuti: il GPL si colloca a 0,784 euro al litro e il metano a 1,606 euro al chilogrammo. In autostrada, gli stessi carburanti arrivano rispettivamente a 0,889 euro/litro per il GPL e 1,580 euro/kg per il metano.

Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, il cambiamento più evidente riguarda Eni, che ha aumentato i prezzi consigliati di 3 centesimi sulla benzina e di 8 centesimi sul diesel. Si tratta di un’inversione rispetto alle settimane precedenti, quando la compagnia applicava sconti significativi rispetto ai principali concorrenti.

Fino a pochi giorni fa, infatti, il gasolio venduto da Eni risultava circa 20 centesimi al litro più economico rispetto a operatori come Ip, Q8 e Tamoil, mentre sulla benzina il vantaggio era di circa 3 centesimi. Questo margine si sta progressivamente riducendo.

Prezzi medi: quanto si paga oggi davvero

Nel dettaglio, considerando l’intera rete nazionale composta da circa 20mila impianti, la benzina self service si attesta mediamente a 1,783 euro al litro, con valori leggermente più alti per le compagnie (1,785 euro) rispetto alle cosiddette pompe bianche (1,777 euro). Il diesel self service è invece a 2,144 euro al litro, con differenze minime tra compagnie (2,144 euro) e distributori indipendenti (2,142 euro).

Per il servizio servito, i prezzi crescono sensibilmente: la benzina arriva a 1,916 euro al litro, con picchi fino a 1,953 euro per le compagnie, mentre le pompe bianche si fermano a 1,845 euro. Il diesel servito raggiunge 2,267 euro al litro, con punte di 2,299 euro.

Gli altri carburanti seguono dinamiche analoghe: il GPL servito è a 0,780 euro al litro, il metano a 1,589 euro/kg e il GNL a 1,517 euro/kg.

Guardando ai singoli marchi, emergono differenze rilevanti: Eni propone la benzina self a 1,764 euro/litro e il diesel a 2,012 euro; Ip si attesta rispettivamente a 1,792 e 2,206 euro; Q8 a 1,800 e 2,181 euro; Tamoil a 1,791 e 2,241 euro. Il quadro evidenzia una variabilità che però non modifica la tendenza generale al rialzo.

Il paradosso: petrolio in calo ma prezzi in aumento

Il contesto internazionale racconta una dinamica opposta. Nelle ultime ore il prezzo del petrolio ha registrato un calo, legato alla tregua tra Stati Uniti e Iran e alla riapertura dello Stretto di Hormuz, uno dei principali corridoi energetici mondiali.

Questa evoluzione dovrebbe favorire una riduzione dei costi dei carburanti, ma al momento non si riflette sui prezzi alla pompa. Le quotazioni dei prodotti raffinati sono in diminuzione, e potrebbero scendere ulteriormente nei prossimi giorni, ma il trasferimento di questo calo ai consumatori non è ancora visibile.

Sicilia tra le più care: diesel vicino ai 2,2 euro

Il divario territoriale resta marcato. In Sicilia, i prezzi raggiungono livelli tra i più alti del Paese. Secondo l’elaborazione del Codacons, il diesel self ha toccato 2,190 euro al litro, mentre la benzina è a 1,811 euro.

Rispetto al giorno precedente, il diesel è aumentato di 4,9 centesimi, passando da 2,141 a 2,190 euro, mentre la benzina è salita di 0,8 centesimi. Un incremento rapido che incide in modo diretto su famiglie, lavoratori e pendolari.

Il segretario nazionale Francesco Tanasi afferma: “È un dato gravissimo perché mentre il petrolio arretra, i carburanti continuano incredibilmente a salire. Il gasolio è ormai arrivato a un soffio da quota 2,2 euro al litro e questo significa scaricare ancora una volta su famiglie, lavoratori e pendolari costi sempre più pesanti”.

Prezzi e accise: quanto incidono davvero

Il livello attuale dei prezzi è influenzato in modo rilevante dalla componente fiscale. Senza le riduzioni attualmente in vigore sulle accise, il diesel supererebbe i 2,4 euro al litro e la benzina arriverebbe a circa 2,03 euro.

Questo elemento contribuisce a mantenere elevato il costo finale per gli automobilisti, anche in presenza di oscillazioni favorevoli del mercato internazionale.

Dinamica dei prezzi: la “doppia velocità” denunciata dai consumatori

Secondo il Codacons, il mercato dei carburanti continua a mostrare una dinamica sbilanciata. Gli aumenti legati al rialzo del petrolio vengono trasferiti rapidamente ai distributori, mentre i ribassi seguono tempi molto più lunghi.

Tanasi sottolinea: “Il rischio concreto è che si realizzi ancora una volta una doppia velocità a danno degli automobilisti: gli aumenti arrivano immediatamente, mentre i ribassi procedono a rilento”.

L’associazione chiede controlli più incisivi e maggiore trasparenza nei meccanismi di formazione dei prezzi.