Mancano pochi giorni alla scadenza della rottamazione quater: sei in regola con i pagamenti? Se la risposta è no, potresti perdere tutti i benefici previsti dalla definizione agevolata.

Il 30 novembre 2025 rappresenta una data chiave per migliaia di contribuenti italiani: è l’ultimo giorno utile per versare la rata prevista dalla rottamazione quater, la misura di definizione agevolata delle cartelle introdotta con la Legge di Bilancio 2023. Ma c’è una buona notizia: la legge concede un margine di tolleranza di cinque giorni, portando la scadenza effettiva al 9 dicembre 2025.

Il promemoria arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate Riscossione, che ricorda l’importanza di rispettare le scadenze, soprattutto per chi ha aderito al piano in una delle sue due modalità: la rata numero dieci per chi è in regola sin dall’inizio, oppure la seconda rata per chi è stato riammesso nella finestra straordinaria chiusa ad aprile 2025.

Ma cosa accade se non si paga? Quali sono le alternative e cosa prevede la nuova Manovra 2026?

Cos’è la rottamazione quater e chi riguarda

La rottamazione quater è una delle misure più attese della recente stagione fiscale. Si tratta di una forma di definizione agevolata dei debiti pendenti con il Fisco, che consente a cittadini e imprese di estinguere le somme affidate all’Agenzia delle Entrate Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022, eliminando:

  • interessi;
  • sanzioni;
  • interessi di mora;
  • aggio di riscossione.

I contribuenti hanno avuto la possibilità di saldare l’importo in un’unica soluzione oppure di dilazionarlo fino a 18 rate. Le prime due, da versare entro il 2023, coprivano ciascuna il 10% del totale dovuto. Le successive, invece, sono di importo costante e gravate da un tasso d’interesse pari al 2% annuo.

Chi ha aderito alla misura doveva rispettare un calendario fisso: 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e infine 30 novembre, ovvero l’appuntamento attuale. Per chi ha saltato le prime scadenze ed è stato riammesso, si tratta della seconda rata del piano di pagamento previsto dalla legge 15/2025.

Pagamento entro il 9 dicembre: come farlo

Il pagamento può essere effettuato sia online che offline. Ecco le modalità principali:

  • Online: tramite i servizi telematici delle banche, di Poste Italiane o degli altri Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) aderenti al nodo pagoPa; sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione; oppure con l’app Equiclick.
  • Offline: è possibile rivolgersi a sportelli bancari, uffici postali, tabaccherie, ricevitorie e ATM abilitati. In alternativa, anche agli sportelli fisici dell’Agenzia, ma solo su appuntamento.

Per consultare gli importi e scaricare i moduli di pagamento, basta accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione con SPID, CIE o CNS. Gli intermediari possono utilizzare le credenziali Entratel. È disponibile anche il servizio ContiTu, che non richiede autenticazione.

Cosa succede se non si paga in tempo

Il rischio è serio: la decadenza automatica dalla rottamazione quater. Come ricorda l’Agenzia delle Entrate Riscossione: “In caso di mancato pagamento, oppure qualora venga effettuato oltre il termine ultimo o per importi parziali, la legge prevede la perdita dei benefici della definizione agevolata e gli importi già corrisposti saranno considerati a titolo di acconto sulle somme dovute”. In altre parole, anche un piccolo errore può costare caro. Una sola rata mancata o pagata in ritardo fa perdere l’agevolazione, facendo tornare i debiti al valore pieno, con interessi e sanzioni. E non solo: chi decade ora non potrà accedere alla nuova rottamazione quinquies prevista dalla prossima Manovra.

Nessuna possibilità di rientrare nella rottamazione quinquies

Secondo quanto previsto dal Disegno di Legge di Bilancio 2026, chi non rispetta la scadenza del 30 novembre resta escluso anche dalla nuova pace fiscale che prevede la possibilità di rateizzare i debiti su un arco di 9 anni. L’unica alternativa resta la rateizzazione ordinaria del debito residuo. Per chi invece aveva aderito alla rottamazione quater ma era già decaduto prima del 30 settembre 2025, la porta per accedere alla quinquies è ancora aperta. Sono in discussione alcuni emendamenti che potrebbero introdurre maggior tolleranza per i contribuenti che hanno saltato due rate e non una sola, ma si tratta di modifiche che non riguarderanno la scadenza del 30 novembre.

E le multe stradali?

Un discorso a parte va fatto per le sanzioni amministrative, come le multe stradali. Anche in questo caso, la rottamazione consente di risparmiare:

  • gli interessi;
  • l’aggio di riscossione.

Tuttavia, per mantenere questi vantaggi è comunque necessario rispettare le scadenze indicate.

Curiosità: lo sapevi che…?

  • La rottamazione quater non richiede il pagamento di interessi di mora, che nei debiti ordinari possono arrivare anche al 10% annuo.
  • Il termine del 30 novembre è slittato in automatico al 9 dicembre 2025 grazie alla cosiddetta “tolleranza dei 5 giorni”.
  • In caso di mancato pagamento, gli importi già versati non vengono restituiti: sono considerati acconto sul debito complessivo.

FAQ – Domande frequenti

  • Cosa succede se pago in ritardo?
Perdi tutti i benefici della definizione agevolata. Anche un solo giorno di ritardo ti fa decadere dal piano.
  • Fino a quando posso pagare?
Hai tempo fino al 9 dicembre 2025 grazie ai 5 giorni di tolleranza previsti dalla legge.
  • Dove posso pagare la rata della rottamazione quater?
Online tramite PagoPA, sito dell’Agenzia o App Equiclick. Oppure offline in banca, posta, tabaccheria, ricevitoria o ATM.
  • Chi è stato riammesso nel 2025 cosa deve pagare ora?
La seconda rata del nuovo piano, sempre entro il 30 novembre (o 9 dicembre con tolleranza).
  • Posso accedere alla rottamazione quinquies se non pago questa rata?
No, in base all’attuale Legge di Bilancio, sei escluso dalla nuova definizione agevolata.