Il conto alla rottamazione quinquies è ormai segnato sul calendario fiscale: la possibilità di cancellare sanzioni e interessi e ripartire, pagando solo il debito capitale delle cartelle esattoriali, scade il 30 aprile 2026. Senza slittamenti ufficiali.

Per molti contribuenti è una boccata d’aria, soprattutto per chi ha debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione e vuole chiudere la partita con il fisco. Ma la rottamazione quinquies non è un condono generalizzato: esistono regole stringenti su chi può accedervi, quali debiti possono essere inclusi e cosa accade a chi ha già perso una precedente rateizzazione.

Scadenze e requisiti base

  • Domanda da presentare online entro il 30 aprile 2026.
  • Comunicazione di ammissione entro il 30 giugno 2026.
  • Pagamento della prima rata o dell’intero importo entro il 31 luglio 2026 per perfezionare la definizione.
  • Possibilità di rateizzare fino a 54 rate bimestrali con interessi legali al 3% dal 1° agosto 2026.

Queste date non sono suggerimenti: sono regole che, se non rispettate, fanno perdere tutti i benefici della sanatoria.

Chi può accedere alla rottamazione quinquies

La norma non permette di includere ogni cartella esattoriale. I debiti “sanabili” si concentrano su queste categorie:

  • Debiti derivanti da omesso versamento risultante da dichiarazioni fiscali o verifiche automatiche.
  • Contributi INPS non versati, ma solo se non derivano da accertamenti successivi.
  • Interessi collegati alle sanzioni stradali prefettizie (non tutte le multe locali).

Al contrario, non sono ammessi:

  • Debiti derivanti da attività di accertamento tributario o contributivo.
  • Cartelle collegate a imposte locali come TARI, IMU, TASI.
  • Altri tributi, crediti d’imposta o somme non espressamente previste dalla norma.

Questo significa che anche nella stessa cartella esattoriale possono esserci posizioni miste: una parte ammessa alla rottamazione e un’altra no. In questi casi:

  • Puoi indicare soltanto i carichi ammissibili nella domanda di rottamazione quinquies.
  • I debiti esclusi rimangono attivi e potranno essere riscossi secondo le regole ordinarie (pignoramenti, ipoteche, ecc.).

Questa selettività è spesso la causa di confusione: non è che l’intera cartella salta ma solo le parti che rispettano i criteri oggettivi della norma.

Che succede se avevi già una precedente rateizzazione?

E qui entra in gioco un altro nodo cruciale: chi è decaduto da una rottamazione precedente, come la “quater”, può accedere alla “quinquies” ma con condizioni precise.

Decadenza da rottamazioni precedenti

Se avevi aderito in passato a una definizione agevolata e hai perso i benefici perché non hai pagato le rate nei termini, la nuova rottamazione quinquies può rappresentare una seconda possibilità.

Tuttavia:

  • È possibile rientrare nella quinquies solo se il debito rientra nelle categorie ammessi (omessi versamenti dichiarativi, contributi INPS non da accertamento, ecc.).
  • Se il debito precedente riguardava carichi non ammessi nella quinquies, allora non puoi includerli in questa sanatoria.
  • Se sei decaduto da rottamazione per fatti successi dopo la data chiave di riferimento (30 settembre 2025), potresti non usufruire della possibilità di riammissione.

In altre parole: la rottamazione quinquies non “cura” tutte le conseguenze di una decadenza precedente se i debiti coinvolti non rientrano nelle categorie previste dalla nuova legge.

Sentenze pendenti e giudizi non definitivi: cosa cambia

Altro elemento che ha creato dibattito è l’effetto della rottamazione sui giudizi tributari pendenti.

Quando presenti la domanda di adesione dichiarando l’esistenza di un contenzioso:

  • Il giudizio può essere sospeso fino al pagamento della prima o unica rata.
  • Se perfezioni la rottamazione (pagando nei termini), il giudice può dichiarare estinto il giudizio anche se la sentenza non è ancora definitiva.
  • Le sentenze di merito che non sono passate in giudicato perdono efficacia, senza che sia necessario attendere una decisione finale.

Questo è l’“effetto stop sulle sentenze non definitive”: la definizione agevolata può estinguere i procedimenti tributari relativi ai debiti inclusi nella rottamazione.

La rottamazione quinquies, quindi,  è un’opportunità reale per molti contribuenti, ma non vale per tutte le cartelle né per tutte le storie debitorie.

In particolare:

  • Puoi sanare solo i debiti che rientrano nel perimetro oggettivo della legge.
  • Se hai posizioni miste, solo la parte ammessa può essere definita agevolatamente.
  • Chi ha perso precedenti rateizzazioni può accedere alla quinquies, ma non per debiti esclusi dalla nuova sanatoria.

Quindi la valutazione deve essere cartella per cartella e debito per debito, non basata sull’idea (errata) che la rottamazione “cancelli tutto”.

Per chi sta valutando l’adesione, la raccomandazione è una sola: verificare con attenzione quali cartelle e quali voci sono effettivamente ammissibili alla rottamazione quinquies e, soprattutto, rispettare tutte le scadenze per non perdere i benefici già ottenuti con fatica.

Fonti giornalistiche e di approfondimento

  1. InvestireOggi
    Rottamazione quinquies, effetto stop sulle sentenze non definitive

  2. InvestireOggi
    Rottamazione quinquies: vantaggi sul periodo, svantaggi sulle esclusioni

  3. InvestireOggi
    Vecchie sanatorie saltate: quando la rottamazione quinquies riapre la porta

  4. InvestireOggi
    Rottamazione quinquies ma niente pace fiscale: perché molte cartelle restano fuori

  5. QuotidianoPiù
    Rottamazione quinquies: esclusi i debiti derivanti da avvisi di accertamento

  1. Costanzo & Associati – Articoli di finanza e diritto
    Rottamazione quinquies 2026: guida completa

  2. Studio Pisciotta
    Rottamazione quinquies: avvio della nuova definizione agevolata

FAQ

Cos’è la rottamazione quinquies e chi può accedervi?

La rottamazione quinquies è una definizione agevolata che consente di pagare i debiti iscritti a ruolo eliminando sanzioni e interessi. Possono accedervi i contribuenti con cartelle relative a omessi versamenti dichiarativi e alcuni contributi INPS, secondo quanto previsto dalla legge di bilancio 2026.

Quali cartelle NON rientrano nella rottamazione quinquies?

Sono escluse le cartelle derivanti da avvisi di accertamento, controlli sostanziali, tributi locali come IMU e TARI e altri carichi non espressamente ammessi dalla norma. In presenza di cartelle “miste”, solo la parte sanabile può essere rottamata.

Cosa succede se nello stesso avviso di pagamento ci sono debiti ammessi e non ammessi?

Il contribuente può inserire nella domanda di rottamazione quinquies solo i carichi ammessi. I debiti esclusi restano attivi e continuano a essere riscossi secondo le regole ordinarie dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Chi ha perso una vecchia rateizzazione può aderire alla rottamazione quinquies?

Sì, ma solo se i debiti rientrano tra quelli ammessi dalla nuova sanatoria. La rottamazione quinquies non riabilita automaticamente tutte le posizioni decadute: se il debito non è sanabile per legge, resta escluso anche se in passato era rateizzato.

Cosa succede se non pago una rata della rottamazione quinquies?

La perdita dei benefici è automatica. Si decade dalla rottamazione se non si paga, anche parzialmente, la prima rata o se si saltano due rate, anche non consecutive. In caso di decadenza, il debito torna integralmente esigibile.

La rottamazione quinquies blocca i giudizi tributari in corso?

Sì. Presentando la domanda e dichiarando i contenziosi pendenti, i giudizi vengono sospesi. Con il pagamento della prima o unica rata, la definizione si perfeziona e il giudice dichiara l’estinzione del processo, facendo perdere efficacia alle sentenze non definitive.

Entro quando va presentata la domanda di adesione?

La domanda per la rottamazione quinquies deve essere presentata online entro il 30 aprile 2026. L’esito verrà comunicato entro il 30 giugno 2026 dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.