Venerdì 10 aprile 2026, dalle 13:00 alle 17:00, ci sarà uno sciopero del traffico aereo.
Infatti, sul prospetto ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti figurano otto agitazioni distinte nel settore aereo, concentrate quasi tutte nella stessa finestra oraria: 4 ore nel pieno della giornata operativa.
Chi si ferma e perché
Lo sciopero coinvolge il personale ENAV — indetto da UILT-UIL —, il personale di Techno Sky, gli operatori dell’Area Control Center di Roma con le sigle RSA UGL-TA, UILT-UIL e ASTRA, il personale ENAV dell’aeroporto di Milano Malpensa con RSA FAST-CONFSAL-AV e il personale dell’ACC Milano.
In parallelo, il personale ENAV dell’aeroporto di Napoli aderisce per le stesse quattro ore con le sigle UILT-UIL, UGL-TA e FAST-CONFSAL-AV. Techno Sky presidia 4 Area Control Centres, 45 aeroporti, 44 sistemi radar e 121 centri di telecomunicazione. Quando entrano in agitazione queste strutture, l’impatto non riguarda una singola compagnia o un solo scalo, ma la tenuta operativa dell’intera catena del volo.
Le motivazioni alla base della protesta riguardano carichi operativi, condizioni di lavoro e cambiamenti organizzativi interni al settore.
Per la Sicilia il calcolo è diverso
Un aeroporto come Palermo Falcone-Borsellino o Catania Fontanarossa non dispone degli stessi margini di recupero di uno scalo continentale. La normativa sui servizi essenziali garantisce i voli che assicurano l’unico collegamento giornaliero con le isole, i servizi sanitari e di emergenza, oltre ai voli militari, istituzionali e quelli legati alla continuità territoriale.
Questo significa che alcune tratte sono protette ma non tutte. I voli commerciali normali, anche verso Roma o Milano, non rientrano automaticamente nella categoria tutelata. Le fasce garantite da ENAC riguardano i voli programmati tra le 7:00 e le 10:00 e tra le 18:00 e le 21:00. Chi ha prenotato un volo pomeridiano dalla Sicilia si trova esattamente nella finestra scoperta.
Cosa succede quando si fermano i controllori di volo
ENAV non è una compagnia aerea. Non vende biglietti, non gestisce passeggeri. Gestisce lo spazio. Ogni aereo che sorvola l’Italia – in partenza, in arrivo o in transito – dipende dall’autorizzazione dei controllori di volo per ogni fase del percorso. Quando questi si fermano, il sistema rallenta o si blocca indipendentemente dalla volontà delle singole compagnie aeree.
Il coinvolgimento dei controllori di volo e dei servizi tecnici aumenta il rischio di impatto sull’intera rete. Sono possibili rallentamenti anche nei controlli di sicurezza negli aeroporti romani. Il risultato tipico di uno sciopero ENAV non si esaurisce alle 17:00. I ritardi accumulati nella fascia 13-17 si propagano lungo tutto il pomeriggio e la sera, con ripercussioni su rotazioni e coincidenze che si estendono spesso fino a notte.
Aprile complicato, non solo il 10
L’11 aprile è previsto un ulteriore sciopero di 4 ore nel comparto del controllo del traffico aereo, con il coinvolgimento anche di lavoratori di compagnie aeree come Vueling. Due giorni consecutivi di agitazione nel settore aereo, con effetti che si sommano sulle rotazioni degli aeromobili.
Cosa fare prima di partire
Per chi ha un volo il 10 aprile, la finestra ad alto rischio è quella tra le 13:00 e le 17:00, con possibili ripercussioni fino alle 20:00 per effetto coda. Le indicazioni operative:
- Verificare lo stato del volo sul sito ufficiale della propria compagnia almeno 24 ore prima;
- Controllare se la tratta è inclusa nell’elenco ENAC dei voli garantiti (pubblicato sul sito ufficiale dell’ente);
- Valutare la partenza in fasce protette: 7:00-10:00 o 18:00-21:00.
La compensazione economica prevista dal Regolamento CE 261/2004 non si applica in caso di sciopero del personale della gestione del traffico aereo, in quanto rientra nelle circostanze straordinarie escluse dall’obbligo di indennizzo.






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