Los Angeles piange Tony Fanara, il ristoratore siciliano fondatore del celebre locale Palermo, morto venerdì scorso all’età di 79 anni. Per cinquant’anni il suo ristorante nel quartiere di Los Feliz è stato molto più di un indirizzo per mangiare bene: una seconda casa per migliaia di clienti e un punto di riferimento per famiglie, soccorritori e forze dell’ordine della città.

Dalla Sicilia a Los Angeles, con poco inglese e ancora meno denaro

Fanara nacque in Sicilia, in una famiglia numerosa, ed emigrò negli Stati Uniti da adolescente insieme ai genitori, arrivando a Los Angeles nel 1963 a 16 anni, con poco inglese e ancora meno denaro. Prestò servizio nell’esercito americano tra il 1967 e il 1969 e nel 1971 conseguì un diploma biennale in ingegneria elettrica all’East Los Angeles College. Prima di realizzare il proprio sogno, lavorò alla San Antonio Winery.

La nascita del ristorante Palermo

Nel 1976 Fanara aprì il suo primo locale su Hillhurst Avenue: appena 18 tavoli, specializzati nella cucina tradizionale siciliana casalinga. Lo chiamò Palermo, in omaggio alle proprie origini. Fu proprio in quel primo locale che conobbe Antoinette, la donna che sarebbe diventata sua moglie: dopo tre appuntamenti si fidanzarono, e si sposarono nel 1977.

Il successo arrivò rapidamente. Nel 1982, con la famiglia in crescita, Fanara trasferì l’attività in uno spazio più ampio su Vermont Avenue, dove il ristorante arrivò a ospitare circa 190 persone. Le sale si arricchirono di divanetti in pelle rossa, un murale raffigurante un paesaggio marino e, in alcune serate, un fisarmonicista che si aggirava tra i tavoli. Alle pareti, fotografie autografate di personaggi come Elizabeth Taylor e Pee-wee Herman convivevano con i distintivi di corpi di polizia e vigili del fuoco provenienti da diversi Paesi. Fanara preferiva restare all’ingresso per salutare personalmente ogni ospite, e per anni offrì un bicchiere di vino gratuito a chi era in attesa di un tavolo, tradizione poi interrotta su richiesta delle autorità locali.

La generosità che lo ha reso un’istituzione cittadina

La fama di Fanara non derivava soltanto dalla qualità della cucina. Era conosciuto soprattutto per la sua straordinaria generosità: donava pizze a scuole, associazioni di quartiere e iniziative benefiche, offriva sconti e pasti gratuiti a poliziotti, vigili del fuoco e soccorritori, e non faceva mai mancare dolci o contorni in omaggio a famiglie e nuovi clienti. Durante i disordini di Los Angeles del 1992 e dopo il terremoto di Northridge del 1994, aprì le porte del Palermo per sfamare gratuitamente soccorritori e dipendenti comunali.

Lo stesso spirito si ripeté durante la pandemia di Covid-19, quando continuò a sostenere chi era in prima linea nonostante il drastico calo degli incassi: nel 2020, con il ristorante ridotto a lavorare a circa il 5% del volume abituale, un cliente affezionato avviò una raccolta fondi online che superò i 68mila dollari, permettendo al Palermo e ai suoi dipendenti di superare il momento più difficile.

Un aneddoto ricordato dall’ex agente della polizia di Los Angeles Sam Salazar racconta bene il suo carattere: quando uno dei cuochi del ristorante rimase senza automobile per la rottura del motore, Fanara lo accompagnò in concessionaria e gli acquistò un’auto nuova, senza chiedere nulla in cambio.

Una breve parentesi in politica

Fanara ebbe anche una breve esperienza politica: il 7 giugno 2022 si candidò alle primarie democratiche per la carica di governatore della California, con un programma presentato come basato sul “buon senso”. Ottenne 25.086 voti, pari a circa lo 0,36% del totale.

I riconoscimenti e il legame con i vigili del fuoco

Nel 2025 la Franklin Hills Residents Association, che da anni organizzava feste di quartiere con le pizze del Palermo, gli conferì il titolo di membro onorario a vita. Anche durante i devastanti incendi del 2025 continuò a fornire gratuitamente pizze, salsicce e supporto logistico ai soccorritori. Il capitano dei vigili del fuoco di Los Angeles Mike McIndoe, della vicina stazione 35, lo ha ricordato così: “Era un grandissimo sostenitore del LAFD e anche di noi personalmente”. Che si trattasse di aiutare a spegnere gli incendi del 2025 o di organizzare una colazione a base di pancake, ha raccontato McIndoe, Fanara dava sempre una mano, fornendo pizze e salsicce, offrendo lezioni di pizza e rifiutando qualsiasi compenso: “Sapevamo che lo faceva solo perché ci teneva”. Alla notizia della sua morte, ha aggiunto il capitano, la stazione ne è rimasta scossa: “Ci ha colpito duramente, ve lo posso assicurare”.

Il cordoglio della famiglia

La morte di Fanara è arrivata all’improvviso. Il Palermo era chiuso dal 1° luglio per la consueta pausa estiva quando, venerdì, secondo il racconto della figlia Michelle, l’uomo stava lavorando a un progetto in una proprietà vicina: è entrato nel locale per riposarsi, si è sdraiato e non si è più rialzato. Le cause ufficiali del decesso non sono ancora state rese note, anche se Fanara soffriva da tempo di problemi cardiaci. Interpellata dal quotidiano locale The Eastsider LA, Michelle ha dichiarato:”Non abbiamo ancora la causa della morte, ma sembra sia stato un infarto“. La stessa figlia, ricordando il padre, ha raccontato alla stampa americana: “Voleva che noi avessimo tutto ciò che lui non aveva mai potuto avere”.

Anche la nipote Gina Fanara ha voluto ricordare lo zio: “La nostra famiglia è ancora sotto shock. Ma è stato incredibile vedere l’ondata di affetto e di dolore arrivata da così tante persone per la sua scomparsa”.

Tony Fanara lascia la moglie Antoinette e i figli Michelle, Joseph e Tony Jr. I funerali non sono ancora stati annunciati e resta incerto anche il futuro del ristorante che ha rappresentato l’opera della sua vita: un locale nato da 18 tavoli e un sogno portato dalla Sicilia, diventato in cinquant’anni uno dei simboli di Los Feliz e uno dei volti più amati dell’intera Los Angeles.