Un semplice SMS può sembrare un avviso sanitario ufficiale ma nascondere una truffa costosa. È quanto sta accadendo anche in quest’inizio di 2026 con il ritorno della cosiddetta truffa del CUP, un raggiro che sfrutta la fiducia nei confronti del sistema sanitario e colpisce soprattutto le persone più fragili.
Il meccanismo è ormai noto ma continua a essere efficace. Il messaggio arriva da un numero di cellulare sconosciuto, utilizza un linguaggio formale e fa riferimento a presunte comunicazioni urgenti da parte del CUP – Centro Unico di Prenotazione. Il testo, studiato per sembrare credibile, invita a contattare un numero a pagamento per ricevere informazioni importanti.
Un’esca semplice ma potente. Soprattutto per chi ha avuto di recente contatti con ospedali, ambulatori o strutture sanitarie. Ed è proprio su questo terreno che la truffa continua a fare vittime.
Capire come funziona è il primo passo per non cadere nella trappola.
Il messaggio-trappola: perché sembra un avviso ufficiale
Il cuore della truffa è l’SMS. Un testo breve, formale, che richiama il linguaggio amministrativo e sanitario. Il messaggio tipo recita: “Si prega di contattare con urgenza i nostri uffici CUP Centro unico primario al numero 893….. per importanti comunicazioni che la riguardano”.
Parole scelte con attenzione. L’espressione “importanti comunicazioni” genera allarme. Il riferimento al CUP richiama un servizio pubblico reale. L’invito alla urgenza spinge ad agire senza riflettere.
È un meccanismo psicologico collaudato. Chi riceve il messaggio può pensare a:
- un esame prenotato;
- una visita medica rinviata;
- un problema amministrativo legato alla propria salute.
In particolare, il messaggio può fare presa su persone anziane o su chi ha effettivamente avuto recenti contatti con strutture sanitarie. È proprio questo il punto di forza del raggiro.
Il vero obiettivo: far chiamare un numero a pagamento
Dietro l’SMS non c’è alcun ufficio sanitario. Il vero scopo è spingere la vittima a richiamare un numero a tariffa speciale, spesso con prefissi come 893, 899 o simili.
Una volta effettuata la chiamata, il costo scatta immediatamente. In alcuni casi:
- la tariffa è molto elevata al minuto;
- la chiamata viene tenuta artificiosamente in attesa;
- una voce registrata invita a restare in linea.
Il risultato è una bolletta telefonica gonfiata, spesso senza che l’utente se ne renda conto subito.
Proprio per questo motivo, diverse aziende sanitarie hanno diffuso avvisi ufficiali per chiarire la natura della truffa e proteggere l’utenza.
L’allerta delle aziende sanitarie: “È un raggiro”
Di fronte alla diffusione degli SMS truffa, numerosi enti del Servizio sanitario hanno lanciato un alert chiaro e diretto. Il messaggio è inequivocabile:
“Si tratta di un raggiro: il messaggio non arriva da Aziende o Enti del Servizio sanitario regionale e, tra l’altro, le numerazioni che iniziano con 899 sono a pagamento e rientrano nella categoria dei numeri a tariffa speciale/con sovrapprezzo. Questo significa che il costo della chiamata non è incluso nel normale piano tariffario del proprio operatore telefonico, ma prevede un costo addebitato a parte. Se ricevete questo SMS, quindi, non richiamate il numero indicato”.
Il Servizio sanitario, infatti, non utilizza SMS generici per comunicazioni urgenti e non invita mai a chiamare numeri a pagamento.
Perché la truffa del CUP continua a funzionare
Nonostante le campagne informative, il raggiro continua a ripresentarsi ciclicamente. I motivi sono diversi:
- il tema della salute genera ansia e urgenza;
- i messaggi sono scritti in modo credibile;
- i numeri mittenti cambiano spesso;
- molte persone non conoscono i prefissi a tariffa speciale.
Inoltre, la truffa non richiede competenze tecnologiche avanzate da parte dei criminali. Basta un sistema di invio massivo di SMS e un numero a pagamento attivo.
È una frode “a basso costo” per chi la organizza, ma potenzialmente molto redditizia.
Come riconoscere subito un SMS truffa
Ci sono alcuni segnali che aiutano a smascherare il raggiro in pochi secondi:
- il messaggio arriva da un numero sconosciuto;
- non contiene nome, cognome o codice fiscale del destinatario;
- usa formule generiche come “la riguardano”;
- invita a chiamare un numero che inizia per 893 o 899;
- fa leva su urgenza e paura.
Se anche solo uno di questi elementi è presente, è bene non rispondere e non richiamare.
Cosa fare se ricevi l’SMS del falso CUP
Le indicazioni degli enti sanitari sono chiare e semplici:
- non chiamare il numero indicato;
- non rispondere all’SMS;
- cancellare il messaggio;
- avvisare familiari anziani o persone fragili;
- segnalare l’SMS al proprio operatore telefonico.
In caso di dubbio reale su una prenotazione sanitaria, l’unica strada corretta è contattare direttamente il CUP ufficiale tramite i numeri presenti sui siti istituzionali o sulle ricevute di prenotazione.
Un rischio concreto soprattutto per gli anziani
La truffa del CUP colpisce in modo particolare le persone anziane. Chi non ha familiarità con le tariffe telefoniche o con i meccanismi delle frodi digitali può essere indotto a richiamare senza sospetti.
Per questo motivo, il ruolo dei familiari è fondamentale. Parlare apertamente di queste truffe, spiegare come funzionano e ribadire che la sanità pubblica non usa numeri a pagamento può evitare spiacevoli conseguenze.
Lo sapevi che…?
- I numeri a tariffa speciale possono costare diversi euro al minuto.
- Le truffe via SMS sono tra le più diffuse in Italia.
- Il Servizio sanitario comunica solo tramite canali ufficiali e identificabili.
FAQ – Le domande più cercate online
Il CUP manda SMS ufficiali?
Sì, ma solo per promemoria o conferme e mai con numeri a pagamento.
Posso recuperare i soldi se chiamo?
È molto difficile. Per questo è fondamentale non richiamare.
Il numero può sembrare italiano?
Sì, spesso è un numero mobile nazionale.
Devo fare denuncia?
È consigliabile segnalare l’accaduto alla Polizia Postale.






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