Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin hanno avuto ieri, lunedì 10 marzo, una telefonata dedicata alle principali crisi geopolitiche del momento: la guerra in Iran, il conflitto in Ucraina e le tensioni sul mercato energetico globale. Il colloquio è arrivato poche ore dopo che Putin ha avvertito pubblicamente che il conflitto in Medio Oriente potrebbe generare una crisi energetica globale, con ripercussioni immediate sui prezzi del petrolio e sull’economia internazionale.
Il contesto è quello di un forte aumento dei prezzi del greggio: l’offensiva militare statunitense e israeliana contro l’Iran ha provocato l’aumento più marcato delle quotazioni petrolifere dai mesi successivi all’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, mentre diversi produttori del Golfo hanno ridotto le esportazioni dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz, una delle rotte energetiche più importanti del pianeta.
Secondo quanto comunicato dal Cremlino, la telefonata è stata la prima conversazione diretta tra i due leader nel corso del 2026. Nel dialogo sono state affrontate diverse questioni: le proposte russe per arrivare rapidamente alla fine del conflitto in Iran, l’andamento della guerra in Ucraina e l’influenza del Venezuela sul mercato globale del petrolio.
Durante una conferenza stampa tenuta nel suo golf club in Florida, Trump ha commentato la conversazione: “Ho avuto un’ottima telefonata con il presidente Putin”.
Il presidente statunitense ha poi spiegato che il leader russo si è mostrato disponibile a offrire aiuto sul dossier iraniano, ma Trump ha indicato una priorità diversa: “Gli ho detto: potresti essere ancora più utile se riuscissi a porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia. Sarebbe molto più utile”.
Il timore di una crisi energetica globale
La telefonata è arrivata a poche ore dalle dichiarazioni con cui Putin ha collegato l’escalation militare contro l’Iran alla nascita di una nuova crisi energetica mondiale.
Secondo il presidente russo, il sistema energetico globale è entrato in una fase di forte instabilità perché una parte significativa della produzione petrolifera dipende dal traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, passaggio che collega il Golfo Persico con l’Oceano Indiano.
Se la situazione dovesse deteriorarsi ulteriormente, ha avvertito Putin, la produzione e il trasporto di petrolio che transitano in quella zona potrebbero interrompersi completamente.
Lo Stretto di Hormuz, infatti, rappresenta un nodo strategico: attraverso quel corridoio marittimo transita circa un quinto delle forniture petrolifere mondiali. Una sua chiusura o limitazione prolungata produce effetti immediati sui mercati energetici e sui prezzi dei carburanti.
Putin ha anche ricordato che la Russia — secondo esportatore mondiale di petrolio e paese con le maggiori riserve di gas naturale — resta pronta a riprendere la cooperazione energetica con l’Europa se i paesi europei dovessero decidere di tornare a relazioni energetiche di lungo periodo.
Washington valuta di alleggerire le sanzioni sul petrolio russo
Nel pieno delle turbolenze sui mercati energetici, l’amministrazione Trump sta valutando una misura che fino a pochi mesi fa sarebbe stata politicamente difficile da immaginare: un allentamento temporaneo di alcune sanzioni sul petrolio russo.
Secondo tre fonti informate sulla pianificazione citate da Reuters, l’annuncio potrebbe arrivare rapidamente. L’obiettivo sarebbe aumentare l’offerta globale di greggio per compensare il calo delle spedizioni dal Medio Oriente causato dal conflitto con l’Iran.
La scelta però comporta un rischio politico evidente: una riduzione delle sanzioni potrebbe ridurre la pressione economica su Mosca mentre la guerra in Ucraina continua.
Le opzioni allo studio comprendono sia un alleggerimento più ampio delle restrizioni sia misure mirate rivolte a specifici paesi.
Tra le ipotesi discusse c’è la possibilità di consentire ad alcuni stati importatori — come l’India — di acquistare petrolio russo senza timore di sanzioni o penalità statunitensi, comprese eventuali tariffe commerciali.
Trump ha confermato che Washington sta valutando interventi sulle sanzioni energetiche: “Stiamo anche sospendendo alcune sanzioni legate al petrolio per far scendere i prezzi. Abbiamo sanzioni contro alcuni paesi e le toglieremo finché questa situazione non si stabilizzerà”.
E ancora: “Poi chissà, magari non sarà nemmeno necessario reintrodurle: potrebbe esserci così tanta pace da non servire più. Ma se dovesse essere necessario, la Marina degli Stati Uniti e i suoi partner scorteranno le petroliere attraverso lo stretto”.
India e mercato asiatico nella strategia energetica
Negli ultimi giorni Washington ha già compiuto un primo passo operativo.
Gli Stati Uniti hanno autorizzato temporaneamente l’India ad acquistare petrolio russo che si trovava già su petroliere in mare, una misura pensata per aiutare Nuova Delhi a compensare le riduzioni delle forniture provenienti dal Medio Oriente.
Anche il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha dichiarato che Washington potrebbe liberare ulteriori volumi di petrolio russo dalle restrizioni, contribuendo ad aumentare l’offerta globale.
Sul fronte russo, l’inviato speciale del Cremlino per gli investimenti Kirill Dmitriev ha confermato di essere in contatto con Washington per discutere la questione energetica.
Ucraina, il nodo politico della telefonata
Oltre alla crisi energetica e alla guerra in Iran, la conversazione tra Trump e Putin ha toccato anche il conflitto in Ucraina.
Il consigliere del Cremlino per la politica estera Yuri Ushakov ha descritto il colloquio come molto approfondito e potenzialmente utile per il futuro delle relazioni tra i due paesi.
Secondo Ushakov, Trump ritiene che sia nell’interesse degli Stati Uniti arrivare rapidamente alla fine della guerra.
L’obiettivo indicato dalla Casa Bianca sarebbe un cessate il fuoco seguito da un accordo di pace stabile e di lungo periodo.
FAQ
Perché la guerra in Iran influenza il prezzo del petrolio?
Il conflitto mette a rischio il traffico nello Stretto di Hormuz, attraverso cui passa circa il 20% del petrolio mondiale.
Perché gli Stati Uniti valutano di ridurre le sanzioni sul petrolio russo?
L’obiettivo è aumentare l’offerta globale di greggio e contenere l’aumento dei prezzi provocato dalla crisi in Medio Oriente.
Quale ruolo ha l’India nella strategia energetica?
L’India è uno dei principali importatori di petrolio e potrebbe ricevere autorizzazioni temporanee per acquistare greggio russo.
La telefonata tra Trump e Putin riguarda anche la guerra in Ucraina?
Sì. Trump ha indicato come priorità la fine del conflitto attraverso un cessate il fuoco e un accordo duraturo.






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