La perturbazione che nel weekend ha colpito il Nord-Ovest italiano si è trasformata in un vortice ciclonico mediterraneo con pressione intorno ai 995 hPa e ora si è spostata verso il Sud della penisola. L’effetto per i prossimi giorni sarà una netta divisione meteorologica del Paese: piogge persistenti sulle regioni meridionali e tempo più stabile al Centro-Nord nella prima metà della settimana del 16 marzo.

Secondo il meteorologo Federico Brescia di iLMeteo.it, il sistema perturbato responsabile delle forti precipitazioni e delle nevicate sulle Alpi durante il fine settimana si è isolato nel basso Mediterraneo, dando origine a una circolazione ciclonica attiva.

Il meteorologo spiega: “Il vortice da 995 hPa sarà piuttosto strutturato e tenderà a insistere per gran parte di lunedì e martedì. Le aree ioniche di Calabria e Basilicata riceveranno il carico maggiore di pioggia perché il minimo di pressione agisce come una pompa che richiama umidità dal mare”.

Dove colpirà il maltempo: focus su Ionio, Calabria e Basilicata

Il cuore del vortice ciclonico si posizionerà tra il Mar Ionio e il basso Tirreno. In questa configurazione le correnti orientali trasporteranno aria umida dal mare verso le coste ioniche.

Le regioni con i fenomeni più insistenti saranno:

  • Calabria ionica;
  • Basilicata orientale;
  • settori della Sicilia orientale;
  • parte del Salento.

In queste aree sono possibili piogge abbondanti e persistenti, con accumuli che potrebbero risultare significativi soprattutto nelle zone costiere esposte ai venti orientali.

La struttura ciclonica agirà infatti come una “pompa di umidità”: il minimo di pressione richiama aria carica di vapore dal mare che, sollevandosi a contatto con l’aria più fredda in quota, genera precipitazioni continue.

Questo tipo di configurazione è relativamente frequente nei mesi di transizione stagionale, quando il Mediterraneo conserva ancora temperature marine relativamente elevate rispetto alle masse d’aria più fredde in arrivo dall’Europa orientale.

Centro-Nord: aria più fredda dai Balcani e ritorno del cielo sereno

Mentre il Sud rimane sotto l’influenza della depressione mediterranea, il quadro meteorologico cambia decisamente al Centro-Nord.

L’ingresso di correnti più fredde e secche da nord-est, provenienti dall’area balcanica, favorirà un progressivo miglioramento delle condizioni atmosferiche. Questi venti contribuiranno anche a ridurre l’umidità e la concentrazione di smog nelle pianure più urbanizzate.

Il risultato sarà:

  • cieli più limpidi;
  • visibilità elevata;
  • aria percepita come più fresca ma pulita.

Si tratta di una dinamica tipica dei mesi di transizione tra inverno e primavera, quando le configurazioni atmosferiche possono cambiare rapidamente nel giro di pochi giorni.

Temperature: settimana “marzolina” con forti escursioni termiche

La prima metà della settimana presenterà caratteristiche meteorologiche tipiche di marzo.

Durante la notte e nelle prime ore del mattino si registrerà un sensibile calo delle temperature, favorito dalla presenza di aria più secca e da cieli sereni su molte regioni del Centro-Nord.

Di giorno invece, nelle aree soleggiate, le temperature resteranno piuttosto miti e gradevoli, grazie all’irraggiamento solare che in questo periodo dell’anno diventa sempre più efficace.

Queste oscillazioni termiche tra giorno e notte sono frequenti nelle settimane che precedono l’equinozio di primavera, quando la radiazione solare aumenta ma le irruzioni fredde tardive restano possibili.

Neve sull’Appennino tra 18 e 19 marzo

L’ingresso dell’aria più fredda dai Balcani non avrà effetti solo sulle temperature.

Tra mercoledì 18 e giovedì 19 marzo, l’Appennino centro-meridionale potrebbe vedere il ritorno della neve a quote relativamente basse per il periodo. Le precipitazioni più consistenti sono attese sui rilievi di:

  • Abruzzo;
  • Molise;
  • settori appenninici di Campania e Basilicata.

In queste zone i fiocchi potrebbero scendere a quote medio-basse, regalando un ultimo episodio invernale alle località montane proprio a pochi giorni dall’inizio della primavera astronomica.

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