A Palermo nasce il Forum delle Culture, un nuovo organismo nato con l’intento di promuovere forme strutturate di cooperazione su temi di rilevanza sociale e di raccogliere l’eredità della precedente Consulta delle Culture, superandone i limiti. La presentazione ufficiale si è svolta al Centro Sperimentale di Cinematografia “Letizia Battaglia”, all’interno dei Cantieri Culturali alla Zisa, alla presenza dell’assessore ai Rapporti con le Comunità Fabrizio Ferrandelli e del presidente del Consiglio comunale Giulio Tantillo.
E’ un passo avanti per sostituire la Consulta delle Culture: dal 2013 ha rappresentato negli anni un modello elettivo e rappresentativo basato sulla distribuzione delle comunità presenti in città. Oggi conclude il proprio percorso per lasciare spazio a una nuova realtà, concepita per rafforzare la partecipazione dal basso e coinvolgere in modo più inclusivo tutte le componenti della società.
Forum delle culture, uno strumento per l’integrazione
Il Forum permanente delle Culture si propone come uno strumento volto a facilitare i processi di integrazione e a favorire il dialogo tra cittadini di diversa provenienza residenti a Palermo. L’obiettivo è costruire uno spazio libero, aperto e democratico, capace di interpretare con maggiore efficacia i bisogni sociali, le fragilità e le situazioni di marginalità. Tra le priorità rientra anche il monitoraggio delle principali criticità legate ai diritti di cittadinanza, quali l’accesso alla residenza, al lavoro, ai servizi pubblici, all’istruzione, all’abitazione e all’assistenza sanitaria.
Secondo il sindaco Roberto Lagalla, l’istituzione del Forum rappresenta un passo concreto verso una città sempre più inclusiva e partecipativa. Palermo, storicamente crocevia di popoli e culture, intende così valorizzare la propria identità attraverso strumenti capaci di favorire il confronto e il dialogo.
L’assessore Fabrizio Ferrandelli ha sottolineato come l’esperienza della Consulta abbia costituito una base importante, pur evidenziando nel tempo alcune criticità in termini di efficacia. Il nuovo organismo nasce quindi con l’obiettivo di imprimere un cambio di passo, rafforzando il coinvolgimento attivo delle comunità e delle realtà del terzo settore. Pensato in collaborazione con associazioni e rappresentanti delle comunità migranti, il Forum si configura come uno spazio di confronto e co-progettazione delle politiche cittadine, più flessibile e inclusivo rispetto al passato.
Anche dal mondo associativo emerge entusiasmo per l’iniziativa. Taylin Suarez, rappresentante di un’organizzazione impegnata nella cooperazione internazionale, ha espresso pieno sostegno al progetto, evidenziando l’importanza di un luogo capace di riunire esperienze diverse e di favorire una lettura condivisa delle esigenze del territorio.
Palermo si racconta oggi come una città attraversata da molteplici identità culturali, che convivono e si intrecciano quotidianamente. Questo mosaico prende forma concreta nel nuovo Forum, che riunisce 63 rappresentanti delle comunità straniere presenti sul territorio. Nel capoluogo siciliano convivono oltre 130 gruppi etnici, a testimonianza di una realtà sempre più internazionale e dinamica.
I membri del Forum provengono da contesti geografici molto diversi — dall’Asia all’Africa, dall’Europa all’America Latina — e rappresentano esperienze di vita eterogenee: c’è chi vive a Palermo da decenni, chi è arrivato più recentemente e chi vi è nato senza aver inizialmente ottenuto la cittadinanza italiana. Ciò che li unisce è la volontà di contribuire attivamente alla vita pubblica della città.
Come osserva Rajendra Bitrayya, residente a Palermo da molti anni, basta guardare al mondo della scuola per cogliere il cambiamento in atto: la presenza di studenti con origini diverse è ormai una realtà consolidata, anche se restano sfide importanti da affrontare.
Nel corso del tempo, non sono mancati ostacoli legati alla complessità burocratica, alle difficoltà di accesso ai servizi e alla carenza di strumenti di mediazione culturale. Nonostante ciò, il contributo delle comunità straniere è sempre più riconosciuto come un valore fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico della città.
Il Forum nasce proprio con l’intento di rafforzare questo dialogo, offrendo un contesto strutturato in cui elaborare proposte e costruire soluzioni condivise insieme alle istituzioni. L’obiettivo è trasformare la diversità in una risorsa, promuovendo un modello di inclusione capace di generare crescita collettiva.
Particolare attenzione è rivolta alle nuove generazioni, spesso penalizzate nel percorso di inserimento lavorativo a causa della mancanza di cittadinanza. Giovani come Jinithira Anthonistan sottolineano l’importanza di politiche di sostegno che valorizzino il loro potenziale.
Accanto alle esperienze individuali, si sviluppano numerose iniziative collettive. Tra queste, progetti di cooperazione internazionale e attività associative a sostegno delle diverse comunità presenti sul territorio, segno di un tessuto sociale attivo e partecipato.
Il nuovo Forum si configura dunque come un’evoluzione significativa rispetto alle esperienze precedenti: una struttura più aperta, capace di coinvolgere istituzioni, associazioni e terzo settore in un dialogo continuo. Tra le priorità figurano la tutela dei diritti, il miglioramento dell’accesso ai servizi e la promozione delle identità culturali.
Un ulteriore passo verso una Palermo che riconosce nella propria pluralità una delle sue risorse più preziose






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