Era stato arrestato per partecipazione all’associazione mafiosa e con l’aggravante di essere il capomafia di Caltavuturo, ma Giuseppe Albanese, dentista, dopo quattro processi è stato definitivamente scagionato da tutte le accuse con la formula perché il fatto non sussiste.

È passata adesso in giudicato la sentenza della quarta sezione della Corte d’Appello di Palermo, a cui era stato inviato il processo dopo che la Cassazione accogliendo il ricorso degli avvocati, aveva annullato la sentenza di condanna.

Albanese, difeso dagli avvocati Giuseppe Minà e Francesco Petrelli, è stato in carcere per un anno, poiché coinvolto nell’inchiesta “Black cat”, che aveva coinvolto diversi mandamenti mafiosi della provincia di Palermo.

Dopo l’assoluzione pronunciata dal tribunale di Termini Imerese presieduto da Vittorio Alcamo, la sentenza era stata ribaltata dalla terza sezione della corte d’appello di Palermo che lo aveva condannato a 9 anni di reclusione. La cassazione aveva poi annullato la sentenza, rinviando gli atti alla corte d’appello di Palermo per un nuovo giudizio (appello bis). La quarta sezione della Corte d’Appello di Palermo aveva quindi emesso una sentenza di assoluzione. È proprio quest’ultima sentenza che è passata in giudicato, ponendo fine in modo definitivo alla vicenda penale.

I difensori hanno accolto con soddisfazione l’esito del procedimento. “Valuteremo i presupposti – dicono gli avvocati – per presentare istanza al fine di ottenere il risarcimento dei danni per l’ingiusta detenzione patita dal loro assistito durante il periodo di custodia cautelare”.