Il matrimonio fra l’ex iena ed ex 5 stelle Dino Giarrusso e l’aspirante sindaco di Sicilia Cateno De Luca è durato davvero poco. Il leader di Sicilia Vera annuncia su Facebook la separazione per divergenza di opinioni sulla candidature.

Toni pacati per Cateno De Luca

“Non c’è niente di male, capita in politica di avere opinioni diverse ma è meglio separarci adesso prima di cose eclatanti quindi ho scelto così” dice con inconsueta pacatezza Cateno De Luca nell’annunciare sui social la separazione. Alla base di tutto ci sarebbero proprio le scelte sui candidati da mettere in campo e sulla divisione dei collegi anche in vista del progetto nazionale di Sud Chiama Nord. Una divisione che inizia a prendere corpo dopo che de Luca ha chiuso l’accordo sulla Calabria e si avvia ad una tre giorni romana.

Le parole della diretta Facebook

“Con Dino Giarrusso ci siamo separati perché abbiamo una diversità di vedute su come combattere la Banda Bassotti della politica – dice a metà della sua diretta Facebook De Luca -. La strada si interrompe qui”. Il leader di Sicilia Vera è in diretta mentre guida l’auto, fa partire il video con la sua immagine e circa tre minuti di musica da autoradio in sottofondo prima di iniziare a parlare del progetto politico nazionale. E solo dopo arriva alla separazione.

Lo scontro durante una riunione di ieri

La separazione sarebbe maturata durante una riunione di ieri mattina, racconta, durante la quale De Luca ammette di avere “sbottato”, sulle candidature nei collegi uninominali per le politiche del 25 settembre. “Per me – spiega De Luca – la banda Bassotti della politica si combatte sul campo e soprattutto nel proprio territorio. Ognuno di noi ha una provenienza e le candidature all’uninominale devono essere connesse alla propria provenienza: un punto su cui non ci siamo trovati più”.

Capita

Poi l’inconsueto tono pacato “Nulla di strano, le divergenze in politica capitano e preferisco interrompere il percorso” conclude l’ex sindaco di Messina che ha già ottenuto il primo successo piazzando un suo uomo come successore alla guida della città dello Stretto.