E’ allarme personale sanitario non solo in Sicilia o in Italia ma in tutta Europa. Le stime fatte a livello globale denunciano il rischio che entro il 2030, quindi solo entro quattro anni, verranno a mancare un milione fra medici e infermieri per coprire il fabbisogno sanitario.

Il contesto

L’UE si trova ad affrontare una grave carenza di personale sanitario: nel 2022 si registrava un deficit di 1,2 milioni di lavoratori, e secondo l’OMS si prevede un deficit di quasi un milione entro il 2030 nella regione europea, poiché i cambiamenti demografici e il crescente bisogno di assistenza a lungo termine stanno esacerbando la domanda di cure. I potenziali rischi derivanti dalla carenza di personale includono la compromissione della sicurezza dei pazienti, il sovraffollamento dei servizi di emergenza, i lunghi tempi di attesa e i ritardi nelle diagnosi.

Per questo oggi le commissioni per l’Occupazione e gli affari sociali e per la Sanità pubblica Ue hanno adottato una relazione con 85 voti favorevoli, tre contrari e due astensioni, al fine di garantire la sostenibilità dei sistemi sanitari e migliorare l’occupazione e le condizioni di lavoro nel settore sanitario. Le Commissioni hanno adottato proposte per affrontare la carenza di personale nel settore sanitario e le condizioni di lavoro inadeguate.

Un milione di operatori sanitari in più

Gli Eurodeputati chiedono alla Commissione una strategia ambiziosa per incrementare di almeno un milione il personale sanitario nel prossimo periodo di bilancio pluriennale (2028-2034). Per aumentare il numero di professionisti sanitari, i deputati propongono azioni volte ad attrarre un maggior numero di giovani verso le professioni sanitarie, fondi UE per borse di studio, cooperazione transfrontaliera e misure mirate per garantire una retribuzione equa e la stabilità del posto di lavoro.

Migliori condizioni di lavoro

Gli eurodeputati affermano che gli operatori sanitari dovrebbero avere una retribuzione equa, supporto per la salute mentale e sicurezza del posto di lavoro, sottolineando al contempo la necessità di un’istruzione e una formazione di alta qualità per il personale. Chiedono inoltre sostegno per le specializzazioni rare e i ruoli di pratica avanzata.

Secondo gli eurodeputati, la tutela del benessere del personale in prima linea è una priorità assoluta, dato che un medico e un infermiere su tre soffre di problemi di salute mentale. Chiedono un quadro normativo obbligatorio che riconosca i livelli di personale inadeguati come rischio professionale, al fine di alleviare il carico fisico, psicologico e amministrativo a cui sono sottoposti gli operatori sanitari.

Maggiori fondi per la sanità

Il rapporto sottolinea la necessità di finanziamenti adeguati per sostenere i sistemi sanitari, tra cui un aumento dei finanziamenti pubblici e l’uso strategico dei fondi UE, nonché un incremento nell’assegnazione e nell’uso efficiente dei fondi UE dedicati.

Utilizzo dell’IA a supporto dell’assistenza sanitaria

Sebbene l’assistenza umana debba rimanere centrale, gli eurodeputati riconoscono i vantaggi delle soluzioni sanitarie digitali, come la telemedicina e la diagnostica supportata dall’IA, anche a sostegno delle aree rurali, dove la carenza di personale è particolarmente acuta.

I lavoratori dovrebbero essere dotati delle competenze digitali essenziali e di una formazione adeguata in materia di IA, ad esempio in relazione alla diagnostica supportata dall’IA, per garantire che siano in grado di utilizzare le nuove tecnologie in modo efficace.

L’ex assessore siciliano Ruggero Razza

Per Ruggero Razza, relatore della commissione Sanità pubblica, “Il futuro dell’assistenza sanitaria europea dipende dalla nostra capacità di investire nelle persone. I professionisti sanitari sono la spina dorsale dei nostri sistemi sanitari e affrontare la carenza di personale deve diventare una priorità strategica per l’Europa. Dobbiamo rendere le professioni sanitarie più attraenti, rafforzare i percorsi di istruzione e formazione e creare le condizioni che consentano ai talenti di rimanere e prosperare all’interno dei nostri sistemi sanitari”.

Preoccupazione anche da parte di Loucas Fourlas, relatore della commissione per l’occupazione e gli affari sociali: “Gli ospedali, i centri di assistenza primaria e i servizi di assistenza a lungo termine sono sottoposti a una pressione crescente a causa della carenza di personale, del burnout, dell’invecchiamento della popolazione e della crescente domanda di assistenza sanitaria. Non si tratta solo di una questione di forza lavoro, ma anche di sicurezza dei pazienti, di pari accesso all’assistenza sanitaria e della resilienza a lungo termine dei nostri sistemi sanitari pubblici. Oggi il Parlamento europeo ha riconosciuto la realtà quotidiana affrontata da medici, infermieri, operatori sanitari, farmacisti e tutti i professionisti sanitari in tutta Europa. Abbiamo bisogno di azioni concrete e dobbiamo impegnarci seriamente per ridurre la fuga di cervelli, perché investire negli operatori sanitari significa investire nel futuro dell’assistenza sanitaria stessa”.

Prossimi passi

La relazione deve ancora essere approvata dal Parlamento nella sua interezza. Si prevede che venga presentata alla prossima sessione plenaria di luglio.