Più personale delle forze dell’ordine, l’istituzione di zone rosse dove i controlli siano più stringenti e gli accessi e uscite verificate, il ricorso massiccio all’uso della videosorveglianza della quale Palermo è già dotata e che può essere messa a disposizione anche delle forze di polizia coordinate con la polizia locale per il controllo proprio delle zone rosse.

Son alcune ipotesi di lavoro che il Ministro dell’Interno sta prendendo in considerazione dopo l’omicidio di Paolo Taormina e dopo le fiaccolate e le marce silenziose. Ipotesi rispetto alle quali domani ci sarà un confronto con il Presidente della Regione Renato Schifani e con il sindaco di Palermo Roberto Lagalla. Questioni delle quali il Ministro intende parlare con il prefetto.

Rassicurazioni su un intervento che questa volta arriverà

“Ho avuto rassicurazioni dal Viminale sull’impegno ad adottare misure e azioni straordinarie per fronteggiare l’emergenza sicurezza che, dopo l’ennesimo tragico omicidio di un giovane di 21 anni, sconvolge Palermo” conferma l’ex vice sindaco Carolina Varchi.

“Ringrazio il Ministro Piantedosi ed il Sottosegretario Wanda Ferro per la tempestiva disponibilità e per l’attenzione riservata, ancora una volta, alla nostra città. È necessario un segnale forte e immediato. Lo Stato farà sentire la propria presenza per garantire ai cittadini la sicurezza che meritano, perché nessuno possa pensare che la violenza o la sopraffazione abbiano spazio nella nostra comunità”.

Sicurezza priorità assoluta

“La sicurezza è una priorità assoluta e Fratelli d’Italia continuerà a chiedere con forza azioni concrete e risposte tempestive” conclude il segretario di Presidenza della Camera dei Deputati, Carolina Varchi, che è anche responsabile di Fratelli d’Italia per le politiche del Mezzogiorno.

Due fiaccolate per chiedere sicurezza

Intanto a Palermo si sono tenute due fiaccolate per chiedere sicurezza, una per ciascuna sera trascorsa dal delitto dell’Olivella. La prima organizzata attraverso i social la seconda da Cgil Cisl e Uil. Ad entrambe presenti istituzioni, associazioni, arti sociali e semplici cittadini stanchi di vivere una città diventata pericolosa