Resta appeso ad una decisione che non arriverà in tempi brevi da parte della magistratura l’equilibrio da trovare in sede politica alla Regione. L’attesa delle scelte del Gup durerà ancora almeno un altro mese e mezzo.

Il giudice per l’Udienza preliminare del tribunale di Palermo, Walter Turturici, oggi non deciderà nulla. L’udienza preliminare che vede imputate per corruzione l’assessore regionale siciliana al Turismo, Elvira Amata di Fratelli d’Italia  e l’imprenditrice Marcella Cannariato è stata rinviata, dopo una breve costituzione delle parti, al prossimo 2 marzo.

Scelte diverse da parte degli imputati

Le due donne imputate hanno fatto scelte difensive di natura diversa. L’imprenditrice Marcella Cannariato ha chiesto il rito abbreviato. Nessuna richiesta in questo senso, invece, dai legali dell’esponente di Giunta, gli avvocati Giuseppe Gerbino e Sebastiano Campanella. Per la Amata si terrà un rito ordinario.

Respinta la parte civile

In questa fase la Regione siciliana non si è costituita parte civile. Il giudice, invece, ha respinto la richiesta di costituzione da parte del Codacons.

Il Gup ha tenuto udienza per affrontare le questioni preliminari sollevate dagli avvocati Vincenzo Lo Re e Giada Traina, che assistono Elvira Amata e degli avvocati Giuseppe Gerbino e Sebastiano Campanella che difendono Marcella Cannariato.

Le accuse contestate dalla Procura

Le accuse mosse dalla Procura di Palermo sono abbastanza chiare ormai. Il reato contestato è quello di corruzione. Secondo la tesi accusatoria sostenuta in udienza dai Pm Andrea Fusco e Felice De Benedittis, Amata e Cannariato si sarebbero accordate per lo scambio reciproco di vantaggi ai danni dei soldi pubblici. Amata avrebbe rilasciato un finanziamento pubblico in favore di una iniziativa della fondazione Belisario e avrebbe ottenuto in cambio da Cannariato un posto di lavoro e di un alloggio per il nipote a Palermo. Il tutto sarebbe documentato attraverso una serie di intercettazioni autorizzate a margine di una inchiesta più ampia.

La Cannariato chiede il rito abbreviato “Fatto tecnico”

Sulla richiesta di rito abbreviato la difesa dell’imprenditrice Marcella Cannariato spiega la scelta: “E’ un processo basato su documenti e sulla analisi di conversazioni intercettate, per questo abbiamo scelto il giudizio abbreviato come sede naturale per una decisione globale sulle produzioni di accusa e difesa” dice l’avvocato Vincenzo Lo Re, che con la collega Giada Traina assiste l’imprenditrice

Il 2 marzo la decisione: per Cannariato il Gup entrerà nel merito e pronuncerà una sentenza in base agli atti disponibili mentre per Amata si dovrà valutare se gli elementi raccolti vadano approfonditi in un eventuale processo.